www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 01-09-05

Fonte: Agenzia Stampa Coreana
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino

Estratti dal Rodong Simnum (10-08-05)

 

Conferenza internazionale dei sindacati europei sulla riunificazione della Corea

Pyongyang 6 luglio

IL 27 giugno a Bruxelles si è svolta la conferenza dei sindacati europei sulla riunificazione coreana dal titolo: “La situazione nella penisola coreana: la necessità della pace in questa regione, il ritiro delle truppe USA e la solidarietà dei lavoratori europei ai lavoratori coreani”.

Hanno presenziato, fra gli altri, i delegati del Fronte di lotta operaia di Grecia con Gerge Mavrikos, vicepresidente della Federazione Sindacale Mondiale e coordinatore dell’uff. di questa federazione nel continente europeo, la delegazione del Comitato di Solidarietà “La Corea è Una” del Belgio presieduta dalla segretaria generale del “Comitato Internazionale per la Riunificazione e la Pace in Corea” Catherine Dijon, e altre personalità di partiti politici della Spagna e della Romania. Ha partecipato ai lavori la delegazione della Federazione Generale dei sindacati della Corea presieduta dal vicepresidente Kim Yong Do. Nell’assemblea gli oratori hanno denunciato gli USA che istigano le forze reazionarie sudcoreane al confronto militare con il Nord, frenando le relazioni Nord-Sud che si stanno favorevolmente sviluppando in funzione della riconciliazione, cooperazione ed unità nazionale a partire dalla dichiarazione congiunta. Durante la conferenza è stata anche letta una lettera di Kim Jong Il, un appello diretto a tutti i lavoratori del mondo e ai sindacati, con cui il dirigente coreano dichiara che la dichiarazione congiunta del 15 giugno ha messo fine al xx° secolo, al secolo della discordia, e segna l’inizio della riconciliazione che sarà propria del xxi° secolo.

I lavori della conferenza si sono conclusi con un appello rivolto a tutte le rappresentanze dei lavoratori nel mondo ad impedire il tentativo nordamericano di isolare i coreani sul piano internazionale, e con una formale protesta indirizzata al presidente degli Stati Uniti.

 

Il Consiglio dei Religiosi di Corea accusa Bush

Pyongyang 8 luglio

Il portavoce del Consiglio dei Religiosi di Corea, ieri ha pubblicamente accusato quella che ha definito la banda Bush. La suddetta banda ha fatto fallire la conferenza internazionale indetta da prestigiose personalità religiose statunitensi; il Consiglio nazionale delle chiese cristiane, la Conferenza mondiale dei religiosi ed altre realtà religiose USA avevano indetto a New York il “Foro internazionale per la pace nella penisola asiatica”. Si era trattato di una iniziativa, chiaramente, del tutto positiva, a cui le autorità religiose coreane avevano risposto agli inviti dei religiosi nordamericani affermativamente. Il permesso di ingresso negli USA era stato concesso dal Dipartimento di Stato USA già in aprile, ma è stato poi negato poco prima della partenza con uno sfacciato voltafaccia del governo yankee. Questo è un atto bestiale che compete ad un governo come quello dell’amministrazione Bush che persegue il dispotismo, e quindi non prende minimamente in considerazione la pace e il diritto internazionale, così neppure le istanze religiose. Questa è un’ulteriore prova della repressione di cui è capace quel governo, avamposto della tirannia, il consiglio dei religiosi lo condannano e pretendono scuse ufficiali.

La realtà dimostra che fino a quando gli USA non avranno cambiato la loro politica ostile verso la RPDC, sarà impossibile eliminare la fonte di potenziale guerra nucleare nella penisola coreana.  

 

Guida programmatica per la riunificazione della Corea

Pyongyang 9 luglio

Ecco gli elementi guida per raggiungere la riunificazione nazionale:

i tre principi per la riunificazione della patria, il programma in dieci punti per la grande unità pan-nazionale, il progetto per la fondazione della Repubblica Confederale Democratica di Coryo, le tre lettere per la reintegrazione della Corea ed il programma per realizzare questa necessità nazionale.

Le tre lettere chiariscono i mezzi razionali ed equi che facilitano il processo di riunificazione della patria, in modo conforme alle condizioni reali del nostro paese e all’unanime aspirazione della nazione. I tre principi sono: l’indipendenza, la riunificazione pacifica e l’unità nazionale, imprescindibili per raggiungere le scopo con le sole, indipendenti forze coreane. Il programma in dieci punti chiarisce la base ideale per ottenere l’unità nazionale, costituisce la piattaforma politica per aggregare le forze soggettive di questo processo. Il progetto di fondazione della Repubblica Confederale di Coryo è poi un mezzo fondamentale per realizzare in modo equo la riunificazione.

 

La causa suprema è il socialismo

Pyongyang 15 luglio

Il Comitato Centrale e la Commissione Militare Centrale del Partito del lavoro della Corea hanno confermato pubblicamente che oggi, giorno del 60° anniversario della fondazione del PTC, l’obiettivo è sempre lo stesso: difendere e far avanzare la causa del socialismo, ideale e futuro dell’umanità. Questa parola d’ordine contiene l’idea che difendere e sviluppare il movimento socialista mondiale è il compito storico comune a tutta l’umanità.

Il socialismo ha come missione e nobile obiettivo quello di lottare contro lo sfruttamento e l’oppressione dell’uomo sull’uomo, rispettare ed assicurare la sovranità di tutte le nazioni e popoli e di realizzare l’ideale dell’umanità di vivere e progredire in modo indipendente. A causa della caduta del socialismo in alcuni paesi il clima non è certo molto sereno, ma ciò non significa affatto la negazione della verità scientifica del socialismo. Là dove il socialismo è stato abbattuto e sostituito con il capitalismo, la delusione verso il capitalismo è grande, e nuovi fermenti covano per un futuro di ricostruzione di quanto perduto. Sono aumentati i partiti progressisti che hanno firmato la dichiarazione congiunta di Pyongyang dando nuova linfa al socialismo mondiale (oltre che a dimostrate la giustezza della dichiarazione di Pyongyang).

Il socialismo è l’unica via attraverso la quale i paesi in via di sviluppo impegnati nella costruzione di una nuova società, possono eliminare le conseguenze della dominazione coloniale dell’imperialismo e creare prosperità per la nazione. Il nostro partito e il popolo, come sempre in passato, saranno fedeli alla causa socialista, che favorisce il compito comune dell’umanità: la costruzione di un nuovo mondo indipendente.

 

Anniversario dell’armistizio

Pyongyang 22 luglio

Il 52° anniversario dell’armistizio in Corea ripropone il problema degli ultimi cinquant’anni: la politica USA.

Gli imperialisti nordamericani approvarono nel 1953, immediatamente dopo l’armistizio, la “risoluzione del consiglio di sicurezza  nazionale 170”, che ambiva a far perdurare il trattato di armistizio nell’attesa di riprendere l’iniziativa  ed occupare tuta la Corea. Gli USA, non solo nel 1954 ostacolarono intenzionalmente i lavori della conferenza di Ginevra per impedire il ritiro di tutte le truppe straniere come previsto dall’armistizio, ma si opposero anche alla trasformazione dell’armistizio in accordo di pace. La RPDC profuse tutto l’impegno possibile per far nascere una situazione pacifica nella penisola coreana, ma a nulla valse causa l’anacronistica politica imperialista degli USA, che è riuscita a mantenere una condizione da guerra fredda nel sud est asiatico. Il compito attuale è cancellare il trattato di armistizio e sostituirlo con un accordo di pace, per la sicurezza  e la pace di tutta la regione, ciò permetterebbe anche di denuclearizzare davvero la penisola ed eliminare il problema nucleare, lo stesso pretestuoso argomento con cui gli USA ricattano la RPDC.

 

L’imperialismo vive di guerre e aggressioni

Pyongyang 3 agosto

La struttura politico-economica dell’imperialismo contemporaneo richiede inevitabilmente guerre ed aggressioni, è la conseguenza diretta del dominio dell’economia dei paesi imperialisti da parte dei monopoli dell’industria bellica. In quei paesi le spese militari crescono incessantemente, di pari passo con la recessione e la disoccupazione, ed è per uscire dalla crisi che gli imperialisti scatenano guerre dalla fine della guerra fredda, in tal modo ottengono due risultati immediati, rallentano la crisi e producono profitti di portata astronomica ai monopoli bellici.

 

Conferenza mondiale a Pyongyang

Pyongyang 3 agosto

In occasione del 60° anniversario della restaurazione della patria, il 13/14 agosto la capitale Pyongyang ospiterà una conferenza mondiale a sostegno della riunificazione indipendente e pacifica della Corea. Il Comitato Internazionale di Unione per la Riunificazione e la pace in Corea (CIERECO), il Comitato di solidarietà con i popoli del mondo e le varie associazioni di amicizia e solidarietà con la Corea si incontreranno con le delegazioni di organizzazioni pacifiste e democratiche internazionali. A conclusione della conferenza si terrà una manifestazione di protesta contro le azioni criminose degli USA nella penisola coreana.