Fonte: Agenzia Stampa Coreana
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino
Estratti dal Rodong Simnum (28-10-05)
In occasione dell’infelice ricorrenza dell’occupazione USA della Corea del Sud, il Comitato Pan - Nazionale per i crimini delle truppe nordamericane ha denunciato ancora una volta l’ingiustizia che subisce l’intera nazione coreana per colpa dell’arroganza yankee. Il Comitato ha richiamato l’attenzione sulla necessità di porre fine a tale indecenza perché causa di innumerevoli sofferenze del popolo coreano, ormai da ben 100 anni vittima di occupazioni straniere, motivo per cui si rende indispensabile impedire che l’occupazione USA superi i 60 anni .
La cooperazione nazionale è la leva che può far raggiungere la causa suprema di quest’epoca: l’unificazione pacifica e indipendente.
L’occupazione nordamericana è il frutto della “guerra fredda”, ma sono ormai passati 30 anni (!) da quando l’ONU ha decretato il ritiro delle truppe statunitensi dal Sud della penisola, quindi ci sono tutte le ragioni per far finire un’occupazione procrastinata attraverso meschine farse propagandistiche, miranti unicamente a mantenere vive le strategie di dominio in Asia.
Un accorato appello pubblicato sul Rodong Sinmum richiama l’attenzione sulla necessità della lotta antimperialista, resa evidente dallo sfacciato dispotismo USA che non risparmia l’aggressione armata ai paesi progressisti. Per difendere il pianeta dai pericoli di incombenti di guerre sempre più distruttive e totali, è necessaria l’unione dei popoli e paesi contro l’aggressività imperialista che mira proprio a spaccare tale unità. Urge difendere il rispetto del diritto alla sovranità, perché quello il primo diritto che viene schiacciato dall’arroganza USA, ed è per legittimare questo abuso che la loro propaganda si spreca impegnandosi con enormi risorse ed il ricorso a grandiose campagne diffamatorie.
Si sono svolti il 10 ottobre in piazza Kim Il Sung, i festeggiamenti delle organizzazioni studentesche per celebrare la sessantesima ricorrenza della fondazione del glorioso Partito del Lavoro di Corea.
La celebrazione ha avuto luogo alla sera, e come di consueto, in mezzo a grandiose coreografie, corredate da luci e musica. Ha partecipato anche il Segretario Generale del partito e Presidente del Comitato di Difesa nazionale della RPDC, il dirigente Kim Jong Il, insieme ai più importanti quadri dirigenti del partito, dello Stato e dell’esercito. C’erano anche So Man Sul, presidente del Presidium del Comitato Centrale dell’Associazione Generale dei coreani residenti in Giappone (Chongryoh), Wu Yi, dell’ufficio politico del CC del partito comunista cinese e vicepriministro del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, e Konstantin Borisovich Pulikovski, delegato per l’estremo oriente della Federazione Russa.
Gli studenti hanno sfilato in una coreografica parata, resa suggestiva dal brulicare di torce con cui hanno disegnato la sagome del Monte Paektu e vari slogan rivoluzionari.
La conferenza mondiale su indipendenza e antimperialismo svoltasi a Caracas, Venezuela, dal 30 settembre al 1° ottobre, ha visto la partecipazione della delegazione dell’Ass. coreana “Uomini di Scienze Sociali” (ACHCS) presieduta dal suo presidente Yang Hyong Sop, che ricopre anche la carica di Vicepresidente del Presidium dell’Assemblea Popolare Suprema della RPDC. Per la Corea partecipavano anche i titolari delle organizzazioni internazionali e regionali per lo studio dell’idea Juche, tutti presenti a questa conferenza cui aderivano ben 40 paesi.
Il vicedirettore dell’Istituto Internazionale dell’idea Juche (III J) José Aguilar Bulgarelli, ha presentato la relazione “Facciamo del XXI secolo la vittoria della causa antimperialista”; in essa l’idea portante è la centralitità dell’antimperialismo per la vittoria della pace, un principio strategico per scardinare la logica delle aggressioni mascherate da sapienti (eppure menzognere) campagne diffamatorie made in USA a diffusione globale. La necessità di chiarezza ideologica, circa il diritto all’indipendenza di ciascun popolo e nazione, diviene oggi fondamentale per smascherare l’uso fraudolento e meschino di concetti quali libertà e democrazia di cui si nutre la retorica propagandistica nordamericana, tanto ridondante quanto inconsistente.
Oggi la pericolosa aggressività imperialista impone di coniugare indipendenza e l’idea del Songun (la priorità militare Ndt) fondata sullo Juche, con la cooperazione e la solidarietà di popoli e nazioni nel mirino yankee.
Varie personalità straniere responsabili dello studio dell’idea Juche (tra gli altri il responsabile dei Giovani Russi, e il segretario generale del Comitato Africano) hanno ribadito la necessità della disponibilità alla lotta decisa contro il dispotismo nordamericano, quanto la inevitabile riunificazione della nazione coreana, che deve però essere raggiunta per via pacifica.
Pyongyang, 28 ottobre
da (Xinhuanet)
Incontro al vertice fra Hu Jintao, segretario generale del Comitato Centrale del PCC e Presidente della Cina, e Kim Jong Il, il leader della RPDC. Si è trattato di un incontro diplomatico che sancisce le positive relazioni correnti fra i due paesi circa le questioni internazionali e regionali di interesse comune.
Hu si è congratulato con Kim per la ricorrenza della fondazione del Partido dei Lavoratori della Corea (PTC) e della liberazione della Península Coreana dal regime colonialista nipponico, e si è dichiarato a favore del progresso della RPDC nella costruzione della nazione e nella riunificazione pacifica della Penisola Coreana.
Gli attuali rapporti Cina-RPDC si trovano in una buona fase di ulteriore sviluppo della già tradizionale e consolidata amicizia, ne sono la prova i costanti impegni reciproci sostenuti in aree di interesse vitale.
Il presidente cinese ha dichiarato che lo sviluppo delle relazioni Cina-RPDC hanno fatto bene ai due paesi e contribuito alla pace, a stabilità e prosperità non solo nella regione ma nel mondo intero. Egli ha indicato in quattro punti la strategia per sviluppare di più le relazioni tra i due paesi e i due partiti ;
1 - stabilire contatti e scambi di alto livello più stretti
2 - ampliare gli scambi in una sfera maggiore di aree ed arricchire l'essenza della cooperazione
3 - promuovere la cooperazione economica e commerciale per lo sviluppo comune
4 - sostenere una coordinazione attiva a favore degli interessi comuni e del mondo
Kim ha concordato con la proposta di Hu, ed ha promesso che qualsiasi cambiamento si verifichi nella situazione internazionale, la RPDC valuterà l’amicizia con la Cina da una prospettiva strategica salda e come un fatto imprescindibile. Inoltre, ha espresso la sua gratitudine alla Cina per il generoso aiuto prodotto a sostegno della RPDC.
Il leader della RPDC si è congratulato per i nuovi risultati della Cina nel suo sviluppo economico e sociale, di cui ha attribuito parte del successo alla nuova dirigenza centrale, legata alla concezione secondo cui si deve “mettere in primo piano la gente” e garantire il “Governo per il popolo”.
A proposito della questione nucleare nella Penisola Coreana, Hu ha dichiarato che l’ultima serie di colloqui a sei ha registrato una progresso sostanziale e ha sottolineato che la Cina difende l’obiettivo di costruire una Penisola Coreana libera dalle armi nucleari, e di risolvere il problema attraverso il dialogo.
Kim ha apprezzato la posizione positiva della Cina circa la promozione della pace e della stabilità nella Penisola Coreana, posizione che la RPDC condivide appieno, essendo impegnata risolutamente nella ricerca della soluzione per via pacifica.
La ripresa dei colloqui a sei, comprendenti Corea del Sud, Russia, Cina, Stati Uniti e Giappone dovrebbero riprendere in novembre.
Il presidente cinese ha visitato il Palazzo Commemorativo Kumsusan per rendere tributo al defunto leader della RPDC, Kim Il Sung, ed ha fatto un'offerta davanti alla Torre dell’Amicizia Cina - RPDC per commemorare i soldati cinesi volontari caduti durante la Guerra Coreana (1951-1953).