www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 11-01-06

Fonte: Agenzia Stampa Coreana
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino

Estratti dal Rodong Simnum (05-01-06)

 

Gli USA come i gangsters

Pyongyang, 4 gennaio

Il presidente statunitense Bush, recentemente in televisione ha spacciato come “giusta” la guerra irachena facendo leva su quella che a suo dire era la “necessità” di togliere il potere a Saddam Hussein. Un sofisma che si regge sul principio banditesco della legge secondo cui è giusto solo ciò che vuole lo zio Sam. Il quotidiano Minju Joson rileva la sfacciataggine di tanta aggressività, ma anche ciò che insegnano le circostanze di questa guerra: la sovranità di ogni paese si regge solo sulla forza, cioè sulla sua capacità difensiva.

Questa è la lezione che moli popoli stanno imparando dall’evoluzione del conflitto iracheno.

La realtà sta dimostrando quanto sia adeguata alle circostanze attuali la politica del Songun, la strategia della priorità militare, quella strategia politica voluta dal nostro partito. Il Songun è lo scudo che permette all’esercito e al popolo coreano di proseguire nella costruzione di un florido paese socialista, e che permetterà di raggiungere l’obiettivo della riunificazione nazionale.

 

L’unificazione nazionale è l’obiettivo dell’anno nuovo

Pyongyang, 4 gennaio

In occasione dell’anno nuovo, rimbalza sui quotidiani Rodong Sinmum, Josoninmingun e Chongnyonjonwi lo slogan patriottico che animerà la lotta popolare per l’unificazione nazionale indipendente e pacifica della Corea:

“Viva i tre movimenti patriottici per la riunificazione indipendente, per la pace e per l’unità nazionale!”

Nessuna speranza negli USA, o sarà la fine definitiva dell’indipendenza. Tutti i connazionali, del Nord come del Sud, così come i residenti all’estero, devono contare solo sulla cooperazione reciproca ed ostacolare con forza chi trama con il nemico della nazione.

Difesa della RPDC e vittoria delle forze progressiste del Sud, contro i traditori neoconservatori filostatunitensi!

 

La politica estera del Partito del Lavoro Coreano

Pyongyang, 4 gennaio

L’ideale della politica estera del Partito del Lavoro Coreano si racchiude in pace, solidarietà e amicizia. La pace è il prodotto della forza politico-militare che il nostro popolo per mezzo del nostro partito erge a salvaguardia dell’indipendenza e sovranità del paese, delle conquiste rivoluzionarie e del futuro di questo cammino di sviluppo socialista.

L’indipendenza è la condizione indispensabile per costruire un nuovo mondo di pace, da qui la collaborazione tra i popoli di tutto il mondo contro l’imperialismo e la giustizia internazionale, ciò che persegue fermamente il nostro partito. L’amicizia è possibile anche con chi sia stato ostile in passato, purchè ora rispetti la nostra sovranità.

 

Il partito Hannara e gli intrighi fascisti

Pyongyang, 12 dicembre

Il portavoce del Comitato per la Riunificazione Pacifica della Patria (CRPP) ha denunciato in conferenza stampa importanti e sconvolgenti aspetti della storia del passato dei servizi segreti sudcoreani.

La denuncia smaschera alcuni complotti organizzati contro la Corea del Nord.

Il Partito Rivoluzionario Popolare (PRP) e la Confederazione Nazionale dei Giovani Studenti Democratici (CNJED), sorti quando era al potere Pak Jung, non erano nient’altro che “entità filocomuniste inventate”, stando agli stessi documenti d’intelligence del 64’ e del 74’. Quei movimenti politici erano tanto fasulli che non ebbero mai reali rapporti con il Nord, erano solo provocazioni volute per “creare le condizioni del passato”, cioè le condizioni migliori per il potere reazionario.

Per continuare a mantenere inalterato il servilismo verso le grandi potenze e quello fascista, furono creati sedicenti soggetti politici, e così venne assecondato l’assassino di giovani patrioti e di personalità democratiche. Tali crimini, imperdonabili atti antinazionali in violazione dei Diritti Umani, sono stati commessi dai predecessori del partito Hannara.

Tollerare la permanenza della ricostituita banda fascista nelle vesti del partito Hannara in Corea del Sud, significa tollerare l’oscurantismo medievale che allora, con la scusa del PRP e del CNJED, permisero la totale rottura delle relazioni con il Nord, e la repressione violenta di chi era impegnato nella giusta causa patriottica della riunificazione.

I responsabili di queste meschine e sanguinose macchinazioni al servizio dei fascisti locali e stranieri devono essere processati, la storia li ha già condannati senza possibilità d’appello.

Il partito Hannara discende direttamente da costoro.

 

Traduzione dallo spagnolo di MA