www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 18-10-06
Da http://www.rebelion.org
Finisce il monopolio nucleare delle grandi potenze
di Lisandro Otero
L’esplosione di una bomba atomica da parte della Repubblica Popolare Democratica di Corea ha concluso il periodo storico del monopolio nucleare delle grandi potenze. Ora si sta diffondendo il panico tra i grandi e l’allegria tra i piccoli. Il consiglio di Sicurezza dell’ONU è stato convocato per una sessione straordinaria. L’intenzione è quella di minacciare i nord-coreani di sanzioni che vanno dall’interruzione delle forniture di petrolio ad un rinnovato e accresciuto embargo economico. L’importanza politica di questo passo risiede nel fatto che, a partire da oggi, il potere nucleare non potrà essere usato come arma di contenimento, rappresaglia o ricatto diplomatico contro i paesi sottosviluppati.
Nel 1994, l’ex presidente Jimmy Carter visitò Pyongyang e Kim Il-sung gli propose una riunione tra i leader di entrambi i paesi, nord e sud della Corea, ma il mese seguente il leader nord-coreano moriva per un attacco cardiaco e i preparativi vennero annullati. Ancora prima, nel 1972, entrambi i paesi diffusero un comunicato in cui si sosteneva la possibilità di unirsi in maniera pacifica e graduale. La divisione della penisola coreana è dovuta alle lotte nelle guerre antigiapponesi, in cui il nord si era maggiormente distinto nella resistenza. Nel 1948 venne ufficialmente costituita la Repubblica Popolare Democratica di Corea, con a capo dello Stato Kim Il-sung.
Nell’ottobre del 2002, la Segretaria di Stato Madeleine Albright visitò Pyongyang per preparare una visita dell’ex presidente Clinton che alla fine non ebbe luogo su pressione del Partito Repubblicano. Nel 1994 si era raggiunto un accordo tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, mediante il quale si congelava il programma al plutonio dei coreani, in cambio di centrali nucleari inadatte allo sviluppo di armamenti. Da quando Bush è arrivato al potere, ha cercato di demolire gli accordi con i nord-coreani, nell’intento di alzare nuove barriere attraverso manovre diplomatiche truccate.
Sono trascorsi più di cinquanta anni dalla guerra che, tra il 1950 e il 1953, causò la morte di 34.000 nordamericani, un milione di coreani e 250.000 cinesi. Truman chiese e ottenne l’appoggio delle Nazioni Unite per effettuare una guerra con un esercito diretto da generali yankee, ma con bandiere internazionali. Il generale McArthur sottovalutò la Cina e la considerò meno preparata dal punto di vista bellico di quanto fosse realmente. Questa somma di errori condusse a quel bagno di sangue. McArthur voleva invadere la Cina, attaccandola con proiettili nucleari, ma Truman glielo impedì e la palese indisciplina del generale portò alla sua destituzione.
Attualmente otto paesi dispongono di armamento atomico, Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, India, Pakistan e Israele. Dall’esplosione del 6 agosto 1945 ad Hiroshima, sono stati effettuati duemila esperimenti nucleari, ma nessuno di questi ha mai suscitato tanto scalpore come quello nord-coreano. Oggi esistono 29.000 testate atomiche e il 96% di esse sono dislocate negli Stati Uniti e in Russia. La Corea del Nord ha dimostrato di disporre di missili a lunga gittata, chiamati Taepodong, che hanno sorvolato le vicinanze del Giappone. Ciò significa che essa dispone anche dei mezzi per lanciare le sue bombe atomiche su obiettivi lontani.
Ancora si sta discutendo degli effetti dell’atto di barbarie commesso ad Hiroshima e a Nagasaki, che alcuni hanno spacciato per necessità militari. Il presidente Harry Truman, che assunse la decisione finale su consiglio dello Stato Maggiore del Pentagono, sostenne allora che con tale dimostrazione di forza si sarebbe evitato l’assalto finale alle isole giapponesi, ponendo termine al conflitto armato nel Pacifico. Gli analisti della Casa Bianca dissero che con queste 200.000 vite giapponesi si sarebbe risparmiato un milione di vittime nordamericane, il costo dell’invasione del Giappone. Sono molti coloro che non concordano con queste stime. Il Giappone era praticamente sconfitto. La Germania, il suo alleato nell’asse geopolitico, si era arresa. Le Filippine, Iwo Jima e Okinawa erano cadute sotto controllo nordamericano. Tokyo era sottoposta a bombardamenti, la flotta imperiale era stata annientata nella battaglia di Midway ed era praticamente inoperante. La resa del Mikado era solo questione di tempo. Hiroshima si è trasformata nel simbolo del maggiore atto terroristico mai commesso nella storia umana.
Oggi assistiamo ad una svolta storica nelle relazioni internazionali, ad un atto di ribellione di un piccolo paese che usa le sue risorse per erigere una cortina difensiva di fronte ad un impero aggressivo e prepotente. La Corea del Nord merita il rispetto e l’appoggio dei paesi sottosviluppati, ex coloniali, emarginati e sfruttati. Il possesso della bomba atomica da parte di Israele non ha provocato nessun atto di protesta né alcuna riunione del Consiglio di Sicurezza, sebbene costituisca una minaccia per tutti i paesi del Medio Oriente. Non bisogna lasciarsi confondere dagli strilli d’allarme contro la Corea del Nord delle potenze che desiderano preservare il loro privilegiato controllo della forza nucleare.
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org
a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare