www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 19-11-07 - n. 203

da KCNA
 
L’ingerenza straniera è un ostacolo alla riunificazione della Corea
Pyongyang, 03/11/2007 (ATCC)
 
La divisione della nazione coreana fu imposta da forze straniere e gli autori di questo sono stati gli Stati Uniti. L'intervento e l’interferenza di forze straniere sono l’ostacolo principale per una riunificazione indipendente della nazione coreana. Così si esprime in un articolo il quotidiano Rodong Sinmun e prosegue: fino all'attuale periodo della riunificazione, iniziato il 15 giugno, gli Stati Uniti mantengono le loro forze d’occupazione sul suolo sudcoreano, minacciano la pace della penisola coreana e la sicurezza della nazione, cercando di contrastare tenacemente la causa della riunificazione della patria.
 
A metà del secolo scorso l'impero inviò le sue truppe nel sud della Corea con il pretesto di "disarmare" i militari giapponesi. Perseguendo invece i suoi interessi aggressivi, divise la nazione coreana in due parti. La presenza delle truppe “yankee”, essendo un flagrante attentato alla sovranità della nazione, trasferisce, di secolo in secolo, innumerevoli disgrazie e sofferenze sui coreani.
 
L'intervento e l'ingerenza degli USA ledono gravemente il diritto all’indipendenza dalla nazione coreana. La riunificazione della patria è un tema proprio dei coreani e appartiene alla sfera del diritto alla sovranità e all'autodeterminazione nazionale. Gli Stati Uniti non vedono di buon occhio la Dichiarazione congiunta del 15 giugno, che riflette la ferma volontà della nazione coreana di costruire da sola il proprio destino, e ne ostacolano apertamente il processo d’attuazione.
 
Tali manovre sono premeditate per perpetuare la divisione della Corea e seminarvi discordia. Oggi però gli astuti metodi separatisti degli USA non sortiscono effetto. L’impero parla ipocritamente di "dialogo" e "pace", ma in realtà organizza le forze anti-riunificazione della Corea del sud allo scontro e alla guerra contro la Corea del nord. L'idea di risolvere il problema della riunificazione appoggiandosi alle forze straniere è un atto di negazione alla realizzazione di questa stessa impresa.
  
La RPDC si adopera per costruire un mondo giusto ed equo
Pyongyang, 06/10/2007 (ATCC)
 
Anche la Repubblica Popolare Democratica di Corea si sforza nel tentativo di costruire un mondo giusto ed equo, sotto gli ideali d’indipendenza, pace e amicizia. Così si è espresso il vicesegretario Choe Su Hon, a capo della delegazione della RPDC, in un discorso pronunciato il 2 ottobre all'Assemblea Generale dell'ONU.
 
Facendo menzione alla posizione equa e di diritto, ai sinceri sforzi della RPDC per dare un giusta soluzione al problema nucleare della penisola coreana, ha sottolineato che per salvaguardare la sovranità e la dignità nazionale dalla minaccia di un attacco preventivo nucleare e dalle aumentate sanzioni economiche statunitensi, la Corea non ha altra alternativa se non quella di consolidare a tutti i costi la propria capacità difensiva mediante la politica di Songun, (priorità militare).
 
Le nostre forze di autodifesa esistono per difendere la sovranità del paese e della nazione e, per questo motivo, si uniscono agli interessi di sicurezza dei paesi della regione che desiderano la pace, la sicurezza e la stabilità, ha dichiarato, aggiungendo che la denuclearizzazione della Penisola Coreana è l’eredità del Presidente Kim Il Sung, e fornire una soluzione negoziata al problema rappresenta la ferma posizione della RPDC.
 
Per dare seguito alla Dichiarazione congiunta Nord-Sud e raggiungere così la pace e la riunificazione della penisola è necessario che si metta fine alla politica ostile e alle ingerenze degli Stati Uniti nelle questioni di politica interna. Desideriamo che il Giappone segua la strada dell'amicizia e della pace invece di ripetere le vergogne del passato, dimostrando che il futuro del Giappone poggia su un vero risarcimento per i suoi crimini del passato.
 
A causa dell’intenzione di prolungare ed ampliare la "guerra antiterroristica" avviata per raggiungere l'obiettivo egoistico, arbitrario e dispotico di alcune forze con la teoria dell’attacco nucleare preventivo, vengono minacciati i diritti di sovranità statale e di uguaglianza, che sono la pietra angolare delle relazioni internazionali.
 
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU deve essere un organo responsabile per favorire la pace e la sicurezza internazionale e deve quindi cessare di servire da strumento per la realizzazione degli obiettivi strategici di determinate potenze contro gli interessi dei paesi in via di sviluppo.
 
Il nuovo mondo pacifico e prospero che vuole l'umanità può costruirsi solo attraverso relazioni internazionali uguali, rispettose della sovranità di tutti i paesi membri e guidate dal principio di uguaglianza e di bene comune.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare