Nuove operazioni militari congiunte in Sud Corea
19/08/10 - Mentre scriviamo, stanno avendo luogo in Corea del Sud delle esercitazioni militari congiunte denominate “Ulji Freedom Guardian”. Queste esercitazioni, che vedono impegnate le forze d’occupazione statunitensi assieme alle forze armate di Seoul, hanno avuto inizio il 16 agosto e termineranno il 26 agosto. Esse seguono a ruota le esercitazioni navali nel Mare Orientale di Corea dello scorso luglio e quelle ancor più recenti tenutesi dal 5 al 9 agosto nel Mare Occidentale.
Dal mese di marzo gli Stati Uniti e le forze armate sudcoreane sono impegnate a cadenza regolare in provocazioni militari contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea: tra queste provocazioni rientra anche l’affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan, episodio che viene mestamente insabbiato dagli imperialisti e dalla propaganda a mano a mano che si fa luce sulla loro piena responsabilità in questa clamorosa montatura che ricorda sinistramente l’Incidente del Golfo del Tonchino.
La strategia statunitense che ha mirato finora a mantenere alta la tensione nell’area (nonostante le richieste di dialogo avanzate dal Governo di Pyongyang e la recente dichiarazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU datata 9 luglio 2010) potrebbe verosimilmente sfociare nella guerra aperta contro la Corea socialista.
Proprio ieri, il Ministero degli Esteri della RPDC ha ribadito che la Repubblica Popolare Democratica di Corea è pronta al dialogo, ma anche alla guerra ed è dotata di tutti i mezzi per difendersi.
La nostra Associazione, che annovera tra i suoi principali obiettivi l’impegno concreto per la riunificazione della Penisola di Koryo, invita le associazioni antimperialiste, i partiti, i movimenti progressisti e i singoli cittadini a mobilitarsi per rendere note e condannare le operazioni aggressive degli Stati Uniti e le loro pretese imperialiste contro la Corea socialista a danno non solo del popolo coreano, ma di tutti i popoli che aspirano all’indipendenza e all’autodeterminazione.
Piogge e inondazioni sulla RPDC. (sintesi)
Pyongyang, 14 agosto. Dal 20 luglio alcune aree della Repubblica Popolare Democratica di Corea sono state colpite da piogge torrenziali sotto l’influenza dell’anticiclone subtropicale proveniente dal Pacifico nordoccidentale e della bassa pressione proveniente dalla parte settentrionale del Mare Occidentale di Corea.
Le aree colpite, che all’inizio hanno coinvolto una cinquantina di località, sono state immediatamente considerate zone d’emergenza e già nel pomeriggio del 22 luglio 68 persone, tra lavoratori e bambini, venivano tratte in salvo con degli elicotteri nelle province di Phyongan Nord, Sinhung e Hamgyong Sud.
Il 5 agosto, la KCNA ha comunicato una prima stima dei danni causati dalle inondazioni: 5.560 abitazioni e più di 350 edifici pubblici sono stati distrutti. 14.850 ettari di terreno agricolo sono stati sommersi o comunque resi momentaneamente inutilizzabili. Le inondazioni hanno anche danneggiato impianti per la produzione energetica per un totale di oltre 220.000KVA.
L’8 agosto, la KCNA ha reso nota la mobilitazione di uomini e mezzi dalla città di Pyongyang e dall’area metropolitana. Attraverso i drenaggi e il rafforzamento degli argini è stata recuperata parte del raccolto, di pari passo si è provveduto al ripristino delle vie di comunicazione, dei cantieri, del trasporto su strada e ferroviario.
L'occupazione del Mare Occidentale non verrà tollerata.
05/08/10 -Articolo del presidente della KFA, Alejandro Cao de Benos.
La Corea del Sud ha annunciato l'avvio di attività militari nel Mare Occidentale a partire da mercoledì 5 settembre e per la durata di 5 giorni.
Nel passato gli USA e la loro colonia sudcoreana avevano avviato attività analoghe, con l'intento di mascherare al contempo la volontà di aggredire militarmente la Repubblica Popolare Democratica di Corea e creare un falso senso di sicurezza intorno ai centri economici di maggior interesse. Tuttavia in questo caso la situazione è molto diversa, e siamo prossimi ad un vero teatro di guerra, in quanto le manovre hanno un bersaglio sensibile, la Northern Limit Line (NLL). Questa linea di confine venne tracciata unilateralmente dagli USA al termine della Guerra di Corea per dividere le acque territoriale degli stati del Nord e del Sud. La RPDC non ha mai riconosciuto tale divisione in quanto essa è frutto della volontà imperialista americana e costituisce una violazione della propria sovranità.
Tale invenzione è illegale ed illogica. Alla fine del conflitto, si stabilì che il confine fra i nuovi stati corresse lungo il 38° parallelo. Come possiamo osservare, la NLL si trova molto distante dal confine originale e divora una gran quantità di acque territoriali nordcoreane.
Nel passato si era stabilito un certo equilibrio basato sul buon senso, in quanto le autorità sudcoreane evitavano di generare attriti intorno alla questione delle acque territoriali, conoscendone la potenziale esplosività bellica. Quando al potere in Corea del Sud si è trovato il partito progressista. è anche esistito un sistema di comunicazione fra gli eserciti del Nord e del Sud per evitare scontri in quest'area.
Questo stato di cose è venuto meno quando il traditore Lee Myung Bak ha distrutto tutti i progressi nelle relazioni intercoreane compiuti a partire dal 2000. Non essendoci più alcun protocollo e pur di compiacere i propri padroni americani, egli è pronto a spedire all'inferno l'intera società sudcoreana.
Il Comando Della Marina della RPDC del Mare Occidentale ha annunciato che ogni azione di disturbo nei pressi delle isole di Paekryong, Taechong e Yonphyon - azione che costituisce una violazione all'integrità territoriale dello stato - incontrerà un'opposizione fisica.
Le parole dello Stato Maggiore nordcoreano non sono vuote minacce: oltre otto milioni di soldati e la potenza di uno dei migliori e più forti eserciti del mondo sono pronti a rispondere all'attacco in un lampo.
Gli USA ed i loro servi sudcoreani stanno giocando ad un gioco molto pericoloso. L'invincibile armata Songun è stanca delle continue provocazioni americane, delle sistematiche invasioni del proprio spazio aereo e marittimo.
Farebbero meglio a pianificare con attenzione la propria strategia: rispettando la distanza, non succederà nulla, ma avvicinandosi troppo al fuoco, fatalmente, si bruceranno.
Se anche una sola nave attraverserà la linea di demarcazione, questo scatenerà una risposta militare totale. L'economia sudcoreana finirà immediatamente a picco, tutti inizieranno a fuggire dal Sud e gli USA non saranno in grado di arrestare le forse del Nord. Se non sono stati in grado di venire a capo del debole Iraq, cosa si può dire del più potente esercito e del più determinato Leader del mondo?
Lee Myng Bak sarà ricordato dai libri di storia come l'ultimo presidente dalla Corea del Sud e come colui che condusse il paese alla rovina per servire l'imperialismo.