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- popoli resistenti - corea del nord - 28-10-10 - n. 338
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
E' giusto che la Repubblica Popolare Democratica di Corea possegga un deterrente nucleare
KCNA
23/10/2010
Pyongyang - Secondo documenti recentemente declassificati dal governo statunitense, trova conferma il fatto che per oltre mezzo secolo, dal 1950 fino all'attuale amministrazione Obama, gli Stati Uniti hanno costantemente vagliato e pianificato l'uso di armi nucleari contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC)
Questi documenti dimostrano chiaramente dove stia l'origine della questione nucleare nella penisola coreana e chi sia il responsabile della minaccia che questa comporta. Stando a queste carte, gli Stati Uniti introdussero le armi nucleari nel fronte coreano già a partire dalla metà di agosto del 1950, ossia subito dopo aver scatenato la guerra di Corea.
Ogni volta che nel corso della guerra affondavano militarmente e politicamente nel pantano, essi consideravano l'uso del proprio dispositivo nucleare, compiendo in varie occasioni le esercitazioni di lancio su di un raggio identico alla distanza con la RPDC.
I presidenti ed i capi militari statunitensi precedenti come Truman, MacAthur e Schlesinger, hanno lanciato continue minacce nucleari contro la RPDC, paese all'epoca privo di armi nucleari.
Nel periodo della guerra di Corea, Truman dichiarava che "in ogni momento viene valutato e promosso attivamente l'uso di armi nucleari" contro la Corea. Inoltre, nel periodo successivo al 1976, alti funzionari statunitensi minacciarono per 6 volte la RPDC di usare le armi nucleari.
Nel quadro di una competizione per un ruolo da protagonisti nell'attacco nucleare contro la RPDC, le forze di terra, quelle navali ed aeree degli Stati Uniti svilupparono, aggiornarono e si esercitarono separatamente a partire dal 1950 sulla base di piani di guerra nucleare come "OPLAN 8-53", " Freedom Dravvy " e "OPLAN 5027".
La minaccia nucleare degli Stati Uniti divenne una palese e cinica violazione del diritto internazionale poiché, come firmatari del Trattato di non proliferazione nucleare, hanno l'obbligo di non minacciare con armi nucleari gli Stati denuclearizzati.
Poiché il trattato non elimina la continua minaccia rappresentata dall'arsenale nucleare degli Stati Uniti, e viene invece utilizzato come pretesto per schiacciare la RPDC con armi nucleari, essa si è giustamente ritirata dal trattato accedendo in modo legittimo al deterrente nucleare per difendere la sovranità e la sicurezza del paese e della nazione.
Come si vede, la causa originaria della questione nucleare nella penisola coreana risiede nel fatto che un belligerante, possessore di ordigni nucleari, non cessa di esercitare apertamente la minaccia di un loro utilizzo contro l'altra parte in conflitto, denuclearizzata.
Sia ieri che oggi persistono invariabilmente i propositi degli Stati Uniti di attaccare la RPDC con tali dispositivi.
Nella "Relazione di revisione dello stato nucleare", pubblicato nell'aprile di quest'anno, l'amministrazione Obama ha apertamente definito come sua possibile politica l'uso preventivo di armi nucleari contro la RPDC.
Se la RPDC avesse riposto le sue speranze unicamente nel dialogo o nel diritto internazionale,dinanzi alla recrudescenza della minaccia di guerra nucleare degli Stati Uniti, questa guerra nella penisola coreana sarebbe già scoppiata e la nazione, insieme al nordest asiatico, avrebbero inevitabilmente subito il disastro nucleare.
L'accesso al deterrente nucleare da parte della RPDC di fronte alla brutale minaccia degli Stati Uniti, ha modificato lo sbilanciamento nucleare ed ha fatto diminuire il pericolo di guerra nella penisola.
Pertanto, il deterrente nucleare della RPDC diventa il supremo mezzo di difesa della pace e sicurezza nel nordest asiatico ed il suo possesso è stata una scelta mille volte giusta.
Oggi, la comunità internazionale riconosce che la propaganda degli Stati Uniti e delle loro forze satelliti secondo cui la questione nucleare nella penisola coreana è stata creata ed è ancora in sospeso per via della "minaccia nucleare" proveniente dalla RPDC, è una completa montatura e riconosce anche la giustezza della scelta del possesso di un deterrente nucleare.
Specialisti della questione coreana sostengono in generale la tesi secondo cui la RPDC abbia sviluppato il suo programma nucleare come mezzo di difesa contro la dislocazione di armi nucleari statunitensi in Corea del sud.
Non a caso, l'americano Selig Harrison ed il giapponese Yoshiki Mine, specialisti in affari internazionali, hanno dichiarato che l'opzione di un attacco nucleare degli Stati Uniti "fornisce alla Corea del Nord il pretesto per lo sviluppo, l'acquisizione e il possesso di armi nucleari".
Gli Stati Uniti devono rinunciare alle loro ingannevoli e fraudolente mosse contro la RPDC e compiere i passi fondamentali per risolvere la questione nucleare nella penisola coreana.
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