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- popoli resistenti - corea del nord - 26-11-11 - n. 387
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Il Comando Supremo dell'Esercito Popolare Coreano mette in guardia i militari sudcoreani dall'agire avventatamente
25/11/2011
Pyongyang, 24 novembre. Martedì scorso il Comando Supremo dell'Esercito Popolare Coreano ha diffuso la seguente dichiarazione in merito alle esercitazioni militari contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea messe in atto dalle forze militari sudcoreane su cinque isole, e nelle loro acque circostanti, nel Mare Occidentale di Corea.
I fantocci guerrafondai della Corea del Sud, intenzionati a provocare lo scontro con i loro stessi compatrioti, hanno lanciato una vasta campagna di esercitazioni militari, che appaiono come le prove per la guerra contro la RPDC, su cinque isole e nelle loro acque circostanti, nel Mare Occidentale di Corea, a partire dalle ore 13.00 di mercoledì scorso.
Sono coinvolti in queste esercitazioni Lo Stato Maggiore Congiunto, Il Comando per la Difesa delle Isole del Mare Nordoccidentale, il Comando Operativo delle Forze Navali, il Comando Operativo delle Forze Aeree, insieme ad altri comandi e a corpi d'assalto aviotrasportati, flotte di navi da guerra, unità d'artiglieria ed altre numerose forze armate.
A questa provocazione stanno prendendo parte anche alcuni appartenenti alle forze di aggressione degli imperialisti statunitensi stanziate in Corea del Sud.
I guerrafondai hanno osato proclamare che queste esercitazioni hanno lo scopo di dare una lezione alla RPDC e ricordargli le vittime del bombardamento dell'Isola di Yonphyong e dimostrare ad essa la propria "perfetta prontezza al contrattacco". Inoltre con ciò si vuole anche mostrare la loro ferma volontà di punire "non solamente il punto di partenza della provocazione ma anche i posti di comando di ogni grado compresi i sostenitori nel nord" con l'impiego di forze combinate in caso la RPDC iniziasse un'azione militare.
Come avvenuto l'anno scorso durante il bombardamento dell'Isola di Yonphyong, la risposta della RPDC è stata una legittima reazione di autodifesa in seguito al goffo e provocatorio tentativo di aprire il fuoco contro le inviolabili acque territoriali della RPDC, nonostante gli avvertimenti lanciati in anticipo.
È questa la dura realtà, loro hanno iniziato le prove per la guerra contro la RPDC e ignorano le necessarie considerazioni che dovrebbero invece trarre nel primo anniversario del bombardamento. Tutto ciò non è altro che l'inizio di una una nuova campagna di provocazioni militari e politiche contro l'esercito e il popolo della RPDC.
Tale imperdonabile comportamento dei guerrafondai militari, che agiscono incautamente senza tenere minimamente in considerazione l'attuale tendenza della situazione e la loro condizione interna, non farà che aumentare le critiche verso di loro e la loro ridicolaggine nell'opinione pubblica interna ed estera.
Farebbero bene, invece, a non dimenticare la lezione ricevuta con il bombardamento dell'Isola Yonphyong di un anno fa.
I guerrafondai sudcoreani dovrebbero tenere bene a mente che se oseranno ancora provare a calpestare la dignità della RPDC, se ancora oseranno sparare un colpo o una bomba contro le nostre inviolabili acque territoriali, cieli o terra, la pioggia di fuoco che si abbatterà sull'Isola di Yonphyong la scaraventerà fino alla Chongwadae dove il mare e la pioggia di fuoco spazzeranno via la fortezza del gruppo di traditori.
Le forze armate rivoluzionarie della RPDC sono pronte ad affrontare la battaglia decisiva per contrastare qualsiasi provocazione militare.
Per gli saperne di più relativamente al bombardamento dell'Isola di Yonphyong rimandiamo ai seguenti articoli:
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