www.resistenze.org - popoli resistenti - cipro - 22-07-14 - n. 508

AKEL sul 40° anniversario dell'invasione turca

AKEL | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

21/07/2014

Quest'anno ricorre il 40° anniversario di quel terribile infausto 20 luglio 1974 - il giorno della barbara invasione dell'Attila turco [da Operazione Attila, nome in codice dell'invasione turca di Cipro, ndt], della colonizzazione dei territori occupati e della distruzione del nostro patrimonio culturale. AKEL denuncia e condanna nei termini più forti possibili, una volta ancora, i crimini commessi e che continuano tuttora contro l'intero popolo cipriota.

L'invasione da parte della Turchia rappresentava la seconda parte della cospirazione anti-cipriota progettata e elaborata nei centri decisionali stranieri con la collaborazione di Ankara. Purtroppo, sia ad Atene che Cipro si sono stati trovati servitori obbedienti per eseguire i piani di questa cospirazione. Senza l'attività traditrice di Grivas e di EOKA B, queste forze e circoli stranieri non sarebbero stati in grado di realizzare i loro piani per la dissoluzione della Repubblica di Cipro e la consegna di metà del paese alla Turchia. Questa verità storica non può essere nascosta, nonostante tutti gli sforzi di alcuni ambienti per fare in modo che non solo non si faccia alcun riferimento a EOKA B, ma si continui provocatoriamente a onorare anche coloro che tentarono con la forza delle armi di distruggere la Repubblica di Cipro.

Si aggiunge a questi tentativi in corso oggi lo sforzo ancor più scandaloso di perdonare e scagionare le potenze straniere responsabili della tragedia di Cipro, cioè la NATO. Questa campagna coordinata di rivedere la verità storica rappresenta non solo un insulto alla memoria di tutti coloro che hanno combattuto e sacrificato la loro stessa vita per la Repubblica e la democrazia, ma ostacola anche il nostro popolo dal trarre lezioni che impediscano eventuali dolori e sofferenze future.

L'invasione delle forze armate turche ha causato caos e devastazione. Essa ha provocato migliaia di morti, persone colpite dalla guerra, scomparse, rinchiuse in enclavi nelle aree occupate e rifugiati. Onoriamo la memoria dei caduti, che pur traditi resistettero all'Attila turco e difesero con la vita l'indipendenza di Cipro. Esprimiamo ancora una volta il nostro sostegno senza riserve alle famiglie e ai parenti delle nostre persone scomparse, insistendo sull'accertamento del loro destino. Sosteniamo i rifugiati, le persone nelle enclavi nelle zone occupate e quelle che hanno perso i loro congiunti, sottolineando che i mali della crisi economica non dovrebbero ridurre l'aiuto dello Stato nei loro confronti. Noi siamo dalla parte dei rifugiati nella loro lotta per salvaguardare del diritto al ritorno.

Ancora un altro nero anniversario dell'invasione turca trova il popolo cipriota in prima linea nella lotta per la liberazione dall'occupazione e la riunificazione del nostro popolo e della patria. Il nostro obiettivo è raggiungere una soluzione del problema di Cipro il più presto possibile. La soluzione deve porre fine all'occupazione, alla colonizzazione dei territori occupati e a ogni dipendenza straniera, nonché la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del popolo cipriota nel suo complesso.

I parametri della soluzione sono dati e devono essere in linea con il diritto internazionale, le risoluzioni delle Nazioni Unite e gli Accordi di alto livello. L'evoluzione della Repubblica di Cipro in una federazione bi-zonale e bi-comunale, con l'uguaglianza politica come stabilito dalle risoluzioni delle Nazioni Unite e che salvaguardi che la Repubblica di Cipro riunificata continuerà ad avere una sola sovranità, un'unica soggettività internazionale e una sola cittadinanza è l'unica soluzione disponibile.

Purtroppo, l'atteggiamento intransigente di Ankara e della leadership turco-cipriota, insieme con la tolleranza mostrata dagli alleati della Turchia, non hanno finora consentito la soluzione del problema di Cipro. Tuttavia, riteniamo che la nostra posizione al tavolo dei negoziati sia un fattore che possa sostanzialmente influenzare la causa della soluzione. I negoziati bi-comunali diretti in corso sono l'unico modo a disposizione per trovare una soluzione al problema di Cipro. Più in particolare, in un periodo in cui il fattore internazionale sta mostrando un crescente interesse per la stabilizzazione nella nostra regione, la nostra gestione dei colloqui deve servire al massimo grado possibile la prospettiva di una soluzione globale al problema di Cipro sulla base dei principi.

L'esperienza dei mesi precedenti ci insegna che l'utilizzo del lavoro svolto nel corso degli ultimi cinque anni e le convergenze concordate tra Christofias-Talat sono indispensabili per combattere  i possibili piani della Turchia e della dirigenza turco-cipriota. La stagnazione osservata nella fase attuale dei colloqui confermano che la politica del negoziato fa tutto tranne che servire l'obiettivo della soluzione, che è la riunificazione di Cipro. Al contrario, questa politica allarga il divario tra le due parti. Dà alla parte turca la possibilità di presentare posizioni che invertono il quadro concordato e allo stesso tempo spostano la responsabilità sulla parte greco-cipriota.

E' necessario dimostrare risolutezza per una soluzione, lontana da qualsiasi sperimentazione. Il Presidente della Repubblica ha tutto il diritto di promuovere la sua politica sul problema di Cipro. Come AKEL però insistiamo sul fatto che il lavoro svolto negli ultimi cinque anni debba essere usato. AKEL ha dimostrato in pratica che, fintanto che la prospettiva di una soluzione basata sui principi rimane visibile, continuerà a contribuire creativamente e responsabilmente sostenendo la procedura in corso, avvertendo allo stesso tempo circa le possibili conseguenze di un nuovo esaurimento dei colloqui.

Un requisito indispensabile per il buon esito della nostra battaglia è l'unità sul nostro fronte interno. Ovviamente l'unità non può essere uno slogan opportunistico al servizio delle politiche di comunicazione; l'unità deve essere basata su principi quali il rispetto della verità storica del nostro paese, un dialogo condotto su una base di parità, il rispetto tra le forze politiche e le diverse opinioni. Unità non significa il livellamento delle differenze politiche esistenti, ma un tentativo di realizzare una sintesi di opinioni. AKEL continuerà a lavorare per l'unità all'interno di questo contesto.

Come AKEL insistiamo su una politica parallela di riavvicinamento e rivolgiamo un saluto militante ai turco ciprioti patriottici che in condizioni avverse stanno conducendo una lotta difficile. Inoltre, assicuriamo il popolo, greco-ciprioti e turco-ciprioti, che AKEL rimarrà un avversario coerente del nazionalismo-sciovinismo e delle idee di estrema destra che stanno avvelenando i rapporti tra le due comunità.

Quarant'anni dopo l'occupazione, il filo spinato della divisione continua a procurarci lo stesso dolore. I ricordi indelebili del 1974 continuano a riempirci di domande circa la dolorosa perdita dei figli, padri, sorelle e fratelli, madri dei nostri cari, parenti e amici; domande circa l'atroce rapimento di nostri connazionali e l'espropriazione violenta della nostra patria. Questi 40 anni, continuano però al tempo stesso a rammentarci che il miglior ricordo per coloro che perirono e la promessa più importante per le generazioni future sarà dato dallo sradicamento dei fili spinati della divisione; un paese libero e riunificato che garantisca un futuro sicuro per tutti i suoi cittadini, i greco-ciprioti, i turchi ciprioti, i maroniti, gli armeni e i latini. Questa è la visione che continuerà a guidarci e a determinare le nostre lotte.

Ufficio Stampa del C.C. di AKEL, 20 luglio 2014, Nicosia


Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.