www.resistenze.org - popoli resistenti - ecuador - 17-07-03

Parti du travail de Belgique: www.ptb.be
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAABBQBB&obid=20423
traduzione dal francese a cura del Ccdp

lunedì, 14 luglio 2003

Ecuador: i rivoluzionari lasciano il governo del Presidente Gutiérrez


Nel novembre 2002, il colonnello Lucio Gutiérrez è stato eletto presidente dell'Ecuador, battendo il candidato dell'imperialismo US, l'oligarca Noboa. Il MPD, Movimento popolare democratico ecuadoriano al quale il Partito comunista marxista leninista dell'Ecuador collabora attivamente, contribuisce alla sua elezione ed entra nel suo governo sulla base di posizioni patriottiche.
Ma il 5 luglio 2003, decide di lasciarlo.

Jean Pestieau
14-07-2003

Fino in giugno, l'obiettivo del MPD era di lottare tanto all'interno che all'esterno del governo coi poveri dell'Ecuador e per i loro interessi, affinché il potere esecutivo seguisse la strada tracciata nella sua proposta iniziale di programma. Tale programma può essere riepilogato come segue:
"Difendere la sovranità nazionale, affermare il principio di autodeterminazione dei popoli [indigeni], opporsi all'aggressione dei poteri imperialistici contro i paesi e i popoli fratelli come la Colombia, rifiutare la politica neoliberale imposta dal il FMI (…); garantire delle condizioni di vita degna alla popolazione ecuadoriana, utilizzando le immense risorse strategiche (petrolio, elettricità, telecomunicazioni, ecc.) di cui e dotato il paese, e che non devono essere privatizzate; dare la precedenza alla riattivazione delle piccole e medie imprese, industriali ed agricole, per dare del lavoro al popolo e fermare l'emigrazione forzata; combattere implacabilmente la corruzione."

Durante i primi sei mesi del governo Guttiérez, alcune misure positive sono state prese:
decisione di costruire un nuovo complesso idroelettrico; restituzione di un supplemento salariale che era stato tolto; reintegrazione dei lavoratori della sanità licenziati dal governo precedente per avere denunciato la corruzione; chiedere ed ottenere del Parlamento che sia ripreso il finanziamento dell'educazione pubblica,  (che non è stato rispettato in seguito); abbassamento del prezzo dei trasporti per gli studenti (che non è stato eseguito); combattere la corruzione facendo pagare i banchieri e gli imprenditori corrotti.

La politica del governo ecuadoriano continua, tuttavia, a soffrire di quattro tare:

- Sottomissione crescente ai Fondi monetari internazionali ed ai contratti firmati con essi, pagamento del debito esterno senza nessuna riduzione ma al contrario con aumento; aumento anche del prezzo dei carburanti e dell'elettricità; tendenza alla privatizzazione di settori strategici come l'elettricità e le telecomunicazioni; blocco dei salari.
- Assenza di risposte concrete alle rivendicazioni sociali e di sviluppo del paese
- Rifiuto di rispettare il Diritto del lavoro, demonizzazione dell'organizzazione sindacale e delle convenzioni collettive con il pretesto di combattere i privilegi (ciò che implica una politica repressiva che include il licenziamento di lavoratori, condanna ed imprigionamento per alcuni di loro)
- Regressione su parecchi aspetti della politica internazionale, particolarmente in ciò che riguarda l'ALCA (Zona di libero scambio delle Americhe), l'intervento imperialistico in Colombia e la condanna di Cuba.

Perciò, la Convenzione nazionale del MPD ha deciso di ritirare i suoi militanti dal governo Guttiérez, per assumere una posizione indipendente e difendere con fermezza il progetto politico iniziale sostenuto dal popolo. Il popolo ecuadoriano soffre per la dollarizzazione (non esiste più la moneta nazionale, ma solo i dollari), aspira all'unità, ad un cambiamento radicale democratico della società, al progresso sociale. Aspira a bloccare l'emigrazione, all'indipendenza del paese e del continente latino-americano.