Parti du travail de
Belgique: www.ptb.be
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traduzione dal francese a cura del Ccdp
lunedì, 14 luglio 2003
Ecuador: i rivoluzionari lasciano il governo del Presidente Gutiérrez
Nel novembre 2002, il colonnello Lucio
Gutiérrez è stato eletto presidente dell'Ecuador, battendo il candidato
dell'imperialismo US, l'oligarca Noboa. Il MPD, Movimento popolare democratico
ecuadoriano al quale il Partito comunista marxista leninista dell'Ecuador collabora
attivamente, contribuisce alla sua elezione ed entra nel suo governo sulla base
di posizioni patriottiche.
Ma il 5 luglio 2003, decide di lasciarlo.
Jean Pestieau
14-07-2003
Fino in giugno, l'obiettivo del MPD era di lottare tanto all'interno che
all'esterno del governo coi poveri dell'Ecuador e per i loro interessi,
affinché il potere esecutivo seguisse la strada tracciata nella sua proposta
iniziale di programma. Tale programma può essere riepilogato come segue:
"Difendere la sovranità nazionale, affermare il principio di
autodeterminazione dei popoli [indigeni], opporsi all'aggressione dei poteri
imperialistici contro i paesi e i popoli fratelli come la Colombia, rifiutare
la politica neoliberale imposta dal il FMI (…); garantire delle condizioni di
vita degna alla popolazione ecuadoriana, utilizzando le immense risorse
strategiche (petrolio, elettricità, telecomunicazioni, ecc.) di cui e dotato il
paese, e che non devono essere privatizzate; dare la precedenza alla
riattivazione delle piccole e medie imprese, industriali ed agricole, per dare
del lavoro al popolo e fermare l'emigrazione forzata; combattere
implacabilmente la corruzione."
Durante i primi sei mesi del governo Guttiérez, alcune misure positive sono
state prese:
decisione di costruire un nuovo complesso idroelettrico; restituzione di un
supplemento salariale che era stato tolto; reintegrazione dei lavoratori della
sanità licenziati dal governo precedente per avere denunciato la corruzione;
chiedere ed ottenere del Parlamento che sia ripreso il finanziamento
dell'educazione pubblica, (che non è
stato rispettato in seguito); abbassamento del prezzo dei trasporti per gli
studenti (che non è stato eseguito); combattere la corruzione facendo pagare i
banchieri e gli imprenditori corrotti.
La politica del governo ecuadoriano continua, tuttavia, a soffrire di quattro
tare:
- Sottomissione crescente ai Fondi monetari internazionali ed ai contratti
firmati con essi, pagamento del debito esterno senza nessuna riduzione ma al
contrario con aumento; aumento anche del prezzo dei carburanti e
dell'elettricità; tendenza alla privatizzazione di settori strategici come
l'elettricità e le telecomunicazioni; blocco dei salari.
- Assenza di risposte concrete alle rivendicazioni sociali e di sviluppo del
paese
- Rifiuto di rispettare il Diritto del lavoro, demonizzazione
dell'organizzazione sindacale e delle convenzioni collettive con il pretesto di
combattere i privilegi (ciò che implica una politica repressiva che include il
licenziamento di lavoratori, condanna ed imprigionamento per alcuni di loro)
- Regressione su parecchi aspetti della politica internazionale,
particolarmente in ciò che riguarda l'ALCA (Zona di libero scambio delle
Americhe), l'intervento imperialistico in Colombia e la condanna di Cuba.
Perciò, la Convenzione nazionale del MPD ha deciso di ritirare i suoi militanti
dal governo Guttiérez, per assumere una posizione indipendente e difendere con
fermezza il progetto politico iniziale sostenuto dal popolo. Il popolo
ecuadoriano soffre per la dollarizzazione (non esiste più la moneta nazionale,
ma solo i dollari), aspira all'unità, ad un cambiamento radicale democratico
della società, al progresso sociale. Aspira a bloccare l'emigrazione,
all'indipendenza del paese e del continente latino-americano.