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Da: http://civilizacionsocialista.blogspot.com/2006/12/ecuador-proceso-de-cambio.html
Ecuador: processo di cambiamento
Koldo Pérez de San Roman – Civilizacion Socialista
31 dicembre 2006
Rafael Correa arriva al governo per volontà di un popolo che per la seconda volta consecutiva (e ciò è molto importante) ha appoggiato una proposta anti-oligarchica, progressista e patriottica.
Si sono sconfitte le forze della reazione, rappresentate dal magnate delle banane Alvaro Noboa, che è andato incontro, a livello internazionale, al ridicolo politico più spaventoso che si sia registrato da molti anni a questa parte.
Compera di voti, promesse di abitazioni con liste di simpatizzanti incluse (in seguito trovate tra la spazzatura), discorsi biblici e anticomunisti sullo stile di Pinochet, in cui i mali dell’umanità erano rappresentati da Cuba, Hugo Chavez, le FARC o l’MPD: “l’inviato di Dio”, come gli piace essere chiamato, si genufletteva con la bibbia in mano o regalava mucchi di dollari in quartieri lumpen o ballava a ritmo reggae.
R. Correa ha raccolto forze di centro-sinistra con l’appoggio esplicito del partito socialista e di Izquierda democratica (socialdemocratici corrotti), Pachakutik (indigeni) e dell’MPD (marxisti) con un programma avanzato di sinistra.
Promette una consulta popolare che approvi la sua proposta di Assemblea costituente in grado di interrompere la corruzione esistente nel congresso dei deputati. Promette anche di non firmare il TLC e annuncia: no al “plan Colombia” (in questi giorni si sta confrontando con Uribe Velez in merito alle fumigazioni transfrontaliere), petrolio per gli ecuadoriani, maggiore partecipazione della cittadinanza negli affari del paese. Ipotizza anche una possibile moratoria del debito estero.
Il nuovo governo si pone grandi obiettivi che potrebbe realizzare con l’appoggio del popolo se questo si sentisse al centro della sua azione politica e che sicuramente dovranno scontrarsi con gli interessi dell’oligarchia che ancora controlla il Congresso dei deputati, con la maggioranza del PRIAN di Noboa (28 deputati) e del PSP dell’ex presidente traditore Gutierrez (21 deputati), e di nuove “etichette” di una destra tradizionale già fallita di fronte al popolo, quali il Partito Social Cristiano di Febres Cordero, uno dei grandi sconfitti.
La coalizione di Correa “alleanza paese” non ha presentato alcun candidato al congresso, il che ha dato maggiore credibilità alla sua proposta di rigenerazione nazionale della vita politica. Solo le forze che nel passato hanno fatto cadere governi neoliberali, Pachakutik con cinque deputati e MPD (marxisti leninisti) con 3 deputati, appoggiano apertamente la proposta costituente del nuovo presidente.
Dicembre 2006, Ecuador