www.resistenze.org - popoli resistenti - ecuador - 20-04-07

da: www.pcv-venezuela.org/ , mailto:pcv_internacional@yahoo.com
in www.solidnet.org
 
La vittoria del Si in Ecuador fa avanzare il progetto di liberazione in America Latina
 
Dichiarazione del Partito Comunista del Venezuela
 
17 aprile 2007
 
“La vittoria elettorale ottenuta dal Si in Ecuador riflette la volontà del popolo fratello di dare inizio ad una vera trasformazione sociale”, così si è espresso Carolus Wimmer, Deputato del Parlamento Latinoamericano e Segretario delle Relazioni Internazionali del Partito Comunista del Venezuela (PCV).
 
“L’Assemblea Costituente consentirà di mettere le basi del cambiamento sociale, politico ed economico della nazione equadoriana e, per questa ragione, il risultato elettorale non rappresenta solo la vittoria di una proposta politica del governo del presidente Correa, ma di tutto il popolo liberatore latinoamericano”.
 
Questo 78% degli elettori e delle elettrici riflette la volontà del popolo di iniziare in Ecuador la costruzione di una vera democrazia, una democrazia di inclusione e giustizia sociale, non la falsa democrazia che le elites economiche ed oligarchiche hanno conservato in questa nazione bolivariana durante decenni di dominazione e sfruttamento.
 
Quanto è successo in Ecuador riflette una realtà continentale che non può essere messa in discussione: i nostri popoli stanno conducendo una lotta per farla finita con anni di subordinazione agli interessi individualistici ed escludenti delle oligarchie e dell’imperialismo nordamericano.
 
Il risveglio del popolo dell’Ecuador che intende poter decidere del proprio destino e procedere per una propria strada, è in armonia con i cambiamenti che stiamo vivendo in Venezuela, in Bolivia, in Nicaragua; ciascun paese con il proprio programma, ciascun paese con le sue specifiche caratteristiche, ma anche con un unico proposito: recuperare la sovranità economica e politica e liberare i nostri popoli dal giogo neocolonizzatore dell’imperialismo.
 
Dobbiamo restare vigili perché il governo genocida di George W. Bush e le transnazionali dell’informazione non risparmieranno gli sforzi e ricorreranno a tutto pur di creare ostacoli, come hanno fatto in Venezuela e in Bolivia, alla realtà del processo in corso in Ecuador.
 
Essendo noi popoli fratelli, dobbiamo lavorare uniti per raggiungere l’obiettivo di ottenere la nostra liberazione nazionale e di rompere con la dominazione imperialista nella regione.
 
Fratelli e sorelle, uniamo le nostre forze per difendere i processi rivoluzionari iniziati in Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua…che i popoli latinoamericani siano di esempio al mondo: il capitalismo si può sconfiggere, lo sappiamo qui in America Latina”.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare