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- popoli resistenti - ecuador - 20-03-08 - n. 220
L’OEA condanna l’incursione militare colombiana in Ecuador
18/03/2008
Le azioni di disturbo degli Stati Uniti non sono riuscite a bloccare l’approvazione, nell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA), di una risoluzione che condanna la violazione della sovranità dell’Ecuador da parte delle forze militari colombiane.
Diverse agenzie di stampa, nella mattinata, hanno informato che gli Stati Uniti hanno appoggiato il documento esclusivamente su richiesta della Colombia, perché ritengono che «ha il diritto di agire per legittima difesa».
Il conflitto era sorto in seguito all'energica opposizione ecuadoriana alla violazione del territorio nazionale da parte delle forze militari colombiane appoggiate dagli Stati Uniti, lo scorso 1 marzo. Nell'incursione furono uccisi una ventina di guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), guidati da Raúl Reyes, che gerarchicamente era il numero due della forza insorgente.
La risoluzione, approvata dai ministri degli Esteri riuniti a Washington, respinge l'incursione delle forze militari in territorio ecuadoriano, considerandola una palese violazione agli articoli 19 e 21 della Carta dell'OEA, e stabilisce la volontà degli stati di membri di combattere le minacce alla sicurezza.
Gli Stati Uniti - informano le agenzie di stampa - hanno sostenuto la risoluzione, ma nell’assemblea hanno evidenziato il loro non appoggio all'articolo quarto, quello relativo alla condanna all'incursione colombiana, adducendo la “legittima difesa” da parte della Colombia.
Gli USA sono stati l’unica nazione della regione ad approvare l'aggressione colombiana alla sovranità dell’Ecuador.
Il Venezuela ha denunciato, attraverso il ministro degli Esteri Nicolás Maduro, che “il Governo degli Stati Uniti ha disturbato le discussioni per tutto il giorno”, ed ha valutato, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, gli accordi di Santo Domingo “molto al di sopra della OEA, che in questa sede ha mostrato i suoi limiti storici”.
Il documento approvato dai cancellieri si richiama alla Dichiarazione dei presidenti del Gruppo di Río, evidenziandone l’efficace contribuito per la distensione e l'avvicinamento tra le parti, sulla base dei principi del Diritto Internazionale.
La risoluzione riafferma la validità dei principi del Diritto Internazionale, di rispetto della sovranità, dell’astensione dall'uso della forza e di non ingerenza negli affari di altri Stati, come stabilito dall'articolo 19 della Carta dell'OEA.
I ministri degli Esteri hanno preso atto delle scuse colombiane e dell’impegno che tali fatti “non si ripeteranno in nessuna circostanza”.
La risoluzione delega al segretario generale la messa in opera di un sistema d’osservazione sull'adempimento della stessa, ed il ristabilimento di un clima di fiducia tra le due parti.
I cancellieri hanno anche preso atto della relazione consegnata dalla commissione guidata dal presidente dell’OEA, José Miguel Insulza, che ha visitato i luoghi in cui è avvento il fatto, ed hanno deciso di mantenere aperte le consultazioni fino alla prossima assemblea dell'OEA, che si celebrerà il prossimo giugno a Medellín, Colombia. Insulza dovrà presentare una relazione sull'adempimento della risoluzione.
(Traduzione Granma Int.)