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- popoli resistenti - ecuador - 24-03-09 - n. 266
Ecuador: La lotta comune per l'emancipazione della donna e di tutta la società
20 marzo 2009
Come tutti noi riconosciamo e tocchiamo con mano tutti i giorni, come il capitalismo sfrutti ed opprima uomini e donne senza distinzione, è altrettanto vero che non tutti ci rendiamo conto di come il patriarcato ed il maschilismo, sfruttino ed opprimano con uguale o maggiore violenza, le donne di tutto il mondo.
Le differenze tra i generi sono strumenti di dominazione di classe; il capitalismo ed il maschilismo si tengono per mano e utilizzano varie modalità per sostenere un certo sistema economico e di ingiustizia sociale.
Tenterò di analizzare gli aspetti più importanti sui quali dobbiamo lavorare congiuntamente uomini e donne, per conquistare la vera indipendenza e ottenere la reale equità di genere.
La situazione concettuale:
La concezione borghese della donna ci dice che questa è tenera e dolce madre dedita agli altri; ha lasciato tutto per i figli e per il marito ed ha rinunciato alla sua felicità per dare felicità ad altri.
Ma cosa peggiore, ci dice che è sempre stato così, fin dagli inizi dell'umanità.
Sarebbe un grave errore crederci. La realtà storicamente comprovata dice infatti tutt'altro.
Possiamo vederlo negli studi di Engels ne "L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato", che segnala come inizialmente l'asse portante della società fosse la donna, come fosse lei a dirigere il corso della vita sociale ed economica dei popoli. Smise di essere così, quando l'avidità ed il desiderio di accumulazione di ricchezza degli uomini si è modificato.
La seguente citazione lo spiega più chiaramente: "Il rovesciamento del diritto materno fu la grande sconfitta storica del sesso femminile in tutto il mondo. L'uomo impugnò le redini nella casa; la donna si vide degradata, convertita in serva, in schiava della lussuria dell'uomo ed in semplice strumento di riproduzione. La bassa condizione della donna, è stata gradualmente ritoccata, dissimulata e nascosta fino ad essere rivestita di forme più soavi, ma, niente affatto, abolita". (Engels).
L'estetica femminile ed i modelli culturali.
Non possiamo negare che certamente gli umani si adeguano alle forme culturali ed estetiche generate dalla collettività, ma quello che dobbiamo avere ben chiaro è che la decisione deve essere libera.
Cosa che non accade nella società dei consumi che presenta supposti ideali stereotipi di "femminilità" che non fanno altro che schiavizzare le donne al regime alimentare, devastando la loro salute; propone modelli estetici che altro non fanno che aumentare il consumismo ed impone misure perfette che frustrano le donne.
Credo che il più dannoso di questi modelli prestabiliti sia quello della tenerezza e della dolcezza delle donne. È questo il motivo del silenzio di molte compagne che non denunciano tutte le inequità delle quali sono oggetto, per paura di quello "che diranno".
Altro tema è il matrimonio. Che altra forma giuridica, crea un numero maggiore di ingiustizie?
La libertà del corpo.
Questo punto va trattato con cura, poiché per libertà del corpo non intendiamo la mancanza di controllo e l'eccesso.
Lenin disse che la cosa più difficile è rompere i costumi e, cosa più importante, che bisognava finirla con la falsa moralità del sesso e col pregiudizio della donna casta e pura fino al matrimonio.
La donna, come l'uomo, ha necessità sessuali che, come altre necessità corporali come il cibo, devono essere soddisfatte. E, come mangiare in maniera irresponsabile può generare problemi, il sesso irresponsabile genera problemi.
La donna è libera di fare con il suo corpo quello che desidera, ma purtroppo il sesso è anche soggetto all'acquisto ed alla vendita e questo è uno dei problemi più difficili da affrontare.
In questo momento il compito principale è esigere l'implementazione di tutto un sistema di controllo delle nascite e di prevenzione all'HIV e, come ultima istanza, la depenalizzazione dell'aborto.
Inoltre è un obbligo lavorare per la totale eliminazione della prostituzione e di ogni tipo di attività denigratoria che attenti all'integrità delle donne.
Il lavoro casalingo:
Il problema di fondo del lavoro casalingo non è chi fa quel tipo di lavoro, ma è la sua svalutazione e l'invisibilità. L'educazione dei figli non è compito solo della madre o solo del padre, è un lavoro condiviso, che deve coinvolgere lo stato oltre che la coppia, perché si tratta della formazione di nuovi cittadini. Dobbiamo lavorare per la creazione di asili comunitari che permettano la formazione globale di bambini e bambine e che inoltre permettano alla donna di integrarsi nell'attività produttiva del paese.
Il lavoro:
È indiscutibile che nel campo lavorativo lo sfruttamento sia per tutti ma, tanto per cambiare, qui la donna trova di peggio: oltre ad essere sfruttata con salari da miseria, è sottomessa alle condotte abusive e degradanti dei padroni. Le molestie sessuali e psicologiche sono pane di ogni giorno.
La presunta uguaglianza con l'uomo:
È comune sentire "se lo fanno gli uomini, perché non farlo noi?" Questo è il più pericoloso modo di pensare, per chi vuole porre fine alla disuguaglianza.
Come ben si adatta ad un sacco di cose che sono state limitate alle donne, si adatta anche agli eccessi commessi dagli uomini.
La lotta per l'equità di genere non ha come obiettivo che tutti facciano quello che vogliono, bensì di integrare i tutti e le tutte nella lotta per un mondo migliore.
Così raggiungeremo l'emancipazione delle donne e della società
La lotta di classe:
Il femminismo non andrà oltre le semplici riforme per i piccoli nuovi diritti, se lo consideriamo isolato.
Saremmo come un ecologista che usa la bicicletta per non inquinare l'ambiente ma non si preoccupa del problema della regolazione,della produzione e del consumo moderato delle risorse, se ci occupassimo solo di equità di genere e non di lotta unita di uomini e donne per una società socialista.
E come disse Lenin: "L'esperienza di ogni movimento di liberazione ha dimostrato che il successo di una rivoluzione dipende dal grado di partecipazione della donna". Qua siamo riuniti e riunite femministe di classe, siamo femministe della classe operaia, il nostro nemico è il capitalismo, non vogliamo equità borghese, non vogliamo semplici miglioramenti, non lottiamo per essere uguali.
L'emancipazione della donna è il passo necessario per unire la spalla del compagno a quella della compagna, articolando così la lotta per la rivoluzione.