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- popoli resistenti - ecuador - 16-11-10 - n. 340
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
La richiesta di risarcimento alla Chevron-Texaco in Ecuador potrebbe raggiungere i 90 miliardi di dollari
26/10/2010
Il calvario giudiziario delle organizzazioni dell'Amazzonia ecuadoriane iniziò più di 17 anni fa e si è prolungato a causa delle continue richieste di rinvio presentate dall'industria petrolifera Chevron-Texaco per evitare la sentenza.
I querelanti, colpiti da trent’anni di attività estrattiva, stimano che la riparazione del danno causato ammonterebbe tra i 40 ed i 90 miliardi di dollari, come ha recentemente divulgato nel proprio sito internet il Fronte per la Difesa dell'Amazzonia, una delle associazioni che intraprese l’azione legale contro la potente multinazionale.
Questa, come era prevedibile, ha voluto limitare tutte le sue responsabilità per i crimini ambientali commessi nelle province di Orellana e Sucumbíos.
L'impresa si difende attaccando lo Stato ecuadoriano, più precisamente la statale Petroecuador, e argomentando di aver già ritirato tutti i propri investimenti dal paese con l'avallo delle precedenti amministrazioni.
La volontà della società di rendere eterno il processo sta dando risultati: la causa è rimasta dieci anni nei tribunali statunitensi e sette in Ecuador – includendo sei giudici differenti e tre ricusazioni -, mentre ancora le vittime aspettano una sentenza.
Le organizzazioni ecuadoriane considerano che le 54 ispezioni giudiziarie effettuate nel territorio inquinato dovrebbero fornire prove sufficienti, e più certe, dei danni causati dalla Chevron-Texaco.
Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, è stato appassionato al momento di prendere posizione dalla parte delle comunità denuncianti, ed ha analizzato gli artifizi giudiziari dell’industria petrolifera.
In un'intervista al notiziario spagnolo Mas Voces, il dirigente Ermel Chávez, del Fronte per la Difesa dell'Amazzonia, ha denunciato che la contaminazione da idrocarburi causata dalla responsabilità della Chevron-Texaco ha provocato la morte di circa 500 persone, mentre altre 1500 sono rimaste colpite da malattie.
Durante le operazioni dell'industria petrolifera - che ebbe dagli anni sessanta fino ai novanta, una concessione di un milione di ettari di foresta - l’impresa utilizzò tecnologia totalmente inadeguata per risparmiare migliaia di milioni di dollari.
"Entrarono come fosse una terra sterile, ma lì vivevano molte comunità indigene. Usarono la peggior tecnologia disponibile", ha ricordato Chávez.
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