Un piccolo passo per Dassaut, un grande passo per l'Humanitè
Michel Collon
Surrealista, la festa del
giornale comunista l'Humanité,
dove mi sono trovato questo week-end a Parigi. Quando voi avete fatto il pieno,
di stand in stand, di materiale che incita alla lotta di classe per il
progresso sociale, la giustizia e la pace, avete la possibilità di mettere
insieme tutto questo pesante fardello in una borsa di plastica. Offerta
generosamente da... la società di armamenti Dassault, sponsor ufficiale della festa!
Sì, uno degli uomini più ricchi di Francia. Che per vendere meglio i suoi
cannoni ha fatto man bassa di tutti gli editori e i media francesi che ha
potuto. Con una censura ferrea. Un piccolo passo pubblicitario per Dassault, un
grande passo verso la caduta finale per l'Humanité.
Sfortunata coincidenza? No, quando
aprite il programma ufficiale della festa la prima pagina che si presenta ai
vostri occhi è una pagina pubblicitaria per un'altra industria di armamenti:
EADS. Con i simboli di tutte le sue armi che hanno già assassinato ai quattro
angoli del pianeta: l'elicottero da combattimento Eurofighter, il sistema di
spionaggio Gladio, il missile Meteor. Senza dimenticare l'Airbus A400M, che può
trasportare centinaia di soldati Francesi nel cuore dell'Africa affinché le
multinazionali possano continuare a rapinare le sue ricchezze.
Riassumendo, uno crede di essere ad un
volgare salone dell'armamento, e dubito che i militanti di base siano stati
consultati su questo orientamento. Triste per un giornale il cui fondatore Jean
Jaurès disse all'epoca: "Il
capitalismo porta in se la guerra come la nuvola la tempesta".
Traduzione di FB