www.resistenze.org - popoli resistenti - francia - 17-11-05

da Parti du travail de Belgique - 9/11/05
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAABBMBA&obid=29017

Le sommosse in Francia: situazioni all'americana nel cuore dell'Europa

Perché le periferie francesi sono in fiamme? Questa situazione può riprodursi in Belgio? Un contributo del Partito del Lavoro del Belgio.


Peter Mertens
09-11-2005

Quando l'uragano Katrina ha colpito New Orleans, ciò che è saltato agli occhi, è stata l'assenza di diritti e di prospettive per i lavoratori poveri, in particolare per la popolazione afroamericana delle grandi città.

Per convogliare ancora più denaro nell'esercito, il governo americano si è completamente disimpegnato sui fronti del lavoro, dell’istruzione, nei programmi di quartiere, nella salute e nella manutenzione delle dighe.

"Situazioni di questo genere non si possono produrre in Europa", è stato il commento di moltissimi politici europei.

Le fiamme che ardono oggi nelle periferie francesi provano invece che una polveriera è presente anche nel vecchio continente.

Quasi tutte le grandi città europee conoscono una disoccupazione particolarmente elevata, concentrata soprattutto in alcuni quartieri. Certe periferie francesi segnano tassi di disoccupazione fino al 40%, quattro volte la media nazionale. Questi quartieri e queste periferie sono le stesse in cui numerose infrastrutture sociali sono state smantellate, come gli asili, i luoghi di ritrovo giovanile, i pronto soccorso di quartiere. Motivo: “non vi sono margini di bilancio".

Gli agenti di quartiere orientati alla prevenzione sono stati sostituiti quasi esclusivamente dalla polizia antisommossa, i CRS, orientata invece alla repressione.

Ora ci sono il doppio dei controlli, il doppio delle esclusioni … il doppio della fatica per quelli che hanno il colore della pelle differente. "In questa repubblica, non c’è per noi né libertà, né uguaglianza, né fraternità", racconta un giovane.

E ciò si è fatto sempre più vero a mano a mano che il ministro degli Interni Sarkozy ha fatto propria, nel programma di repressione, la politica del fascista Le Pen.

Le sommosse sono il risultato delle scelte politiche dell'Unione Europea?

Tutto ciò è frutto delle scelte politiche adottate dai governi francesi susseguitisi, scelte che operano nel quadro dell'Unione Europea. Questo è il prezzo per "rendere l'Europa del 2010 più concorrenziale degli Stati Uniti", secondo quanto deciso dai quindici capi di governo europei nel 2000 al summit di Lisbona.

Per diventare più concorrenziali degli Stati Uniti occorre, come là, tagliare a più non posso lo stato sociale.

Ne consegue che i pensionati fanno sempre maggior fatica a raggiungere la fine del mese, i giovani lasciano la scuola senza conseguire il diploma, un numero crescente di persone risparmia sulle cure sanitarie e, infine, tutta una generazione conosce soltanto la disoccupazione, mentre i loro genitori sono costretti a lavorare molto più tempo e con più “flessibilità”.

Ecco qual è la realtà oggi giorno per centinaia di migliaia di persone che vivono nelle periferie europee.

Come giustamente sottolinea il sindacato francese CGT: “Questa crisi è innanzitutto una crisi sociale, rivelatrice delle fratture che si sono scavate a causa delle politiche condotte negli ultimi 20 anni. Più di 5 milioni di persone non hanno accesso ad un vero impiego mentre i profitti aumentano e le fortune prosperano. Queste famiglie soffrono tutte le difficoltà sociali (educazione, alloggio, salute…). I giovani sono confinati nella precarietà. L'assenza di prospettive, le disuguaglianze, le discriminazioni di ogni tipo minano l'espressione della solidarietà." E’ questo che conduce alle attuali esplosioni.

L'orgoglio del governo belga Verhofstadt che pretende che tali situazioni non sono possibili "da noi", manifesta una grave miopia

L'orgoglio mal riposto del governo Verhofstadt che pretende che tali situazioni non sono possibili "da noi", rende manifesta una miopia incurabile. Anche se vi sono delle differenze, l'ascesso gonfia pericolosamente in certi quartieri di Bruxelles, Liegi ed Anversa. Anche là esistono zone col 40% di disoccupazione ed un'assenza totale di prospettive per l’avvenire. E non si dimentichi che il governo liberal-socialista del nostro paese applica a grandi linee le stesse ricette neoliberali del governo di Chirac.

In questo contesto, la lotta attuale per il mantenimento del prepensionamento riveste un significato ancora più ampio. Non si tratta unicamente del mantenimento del prepensionamento, ma anche e soprattutto del rifiuto dello smantellamento sociale. Ed il rifiuto di seguire il modello americano.

Quale tipo di società vogliamo per noi ed i nostri figli negli anni a venire? Non questa che poggia sul profitto ad ogni costo, ma una società che rispetti il diritto al lavoro, all'istruzione, all'alloggio ed alla salute. Un cambiamento di rotta è necessario.

Incendiare automobili, scuole, edifici, imprese è autodistruttivo

Il lavoro, l'istruzione e la cultura hanno anche un'importante funzione "organizzatrice" in seno alla società.

Imparare a vivere insieme a scuola, lavorare insieme nell’organizzazione di fabbrica o di ufficio, partecipare insieme ai movimenti giovanili, aderire insieme alla lotta sindacale: questi sono i momenti più importanti attraverso i quali si realizza “l’integrazione”.

Non un'integrazione in un sistema dove è il profitto che conta, ma un'integrazione nel mondo del lavoro, dove sono le persone che contano.

Privare tutta una generazione o dei quartieri interi di questa integrazione che, passando attraverso il lavoro, l’istruzione e la cultura, svolge una funzione organizzatrice, conduce ad esplosioni sociali, esse stesse disorganizzate, senza prospettiva ed autodistruttive.

Perché, sia chiaro, incendiare automobili, scuole, edifici ed imprese è autodistruttivo.

Non vi è nulla di buono in questo tipo di azioni. Danneggiano altri lavoratori degli stessi quartieri e città. Danneggiano i pochi beni sociali che rimangono ancora in questi quartieri. E danneggiano soprattutto la solidarietà tra i lavoratori, tutti egualmente colpiti dal maremoto neoliberale.

È necessario un ampio movimento contro lo smantellamento sociale

E’ logico quindi che gli abitanti dei quartieri popolari promuovano comitati sociali per proteggere gli edifici, le scuole, le automobili; e che richiedano il ritorno degli agenti di quartiere, al posto di questa polizia antisommossa, anonima e mascherata, che è il CRS.

È cruciale che il movimento sindacale si impegni subito, come ha fatto la CGT in Francia, e che rivendichi urgentemente un programma nazionale per l'impiego.

Questo è l’elemento chiave per costruire un avvenire e dare delle prospettive di organizzazione. Allo stesso modo sono importanti le rivendicazioni per l’accesso ai servizi pubblici.

Tutto ciò non comporta in sé la risoluzione immediata di tutti i problemi della società ma è chiaro che una ampio dibattito ed un ampio movimento sono più che necessari contro lo smantellamento sociale e contro il modello neoliberale di Lisbona.


Traduzione dal francese a cura del CCDP