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Presidenziali secondo turno: fare da barriera alla fascistizzazione e prima di tutto battere Sarkozy
 
Dichiarazione del Polo della Rinascita Comunista in Francia (PRCF)
 
23 aprile 2007  
 
La direzione del PRCF si riunirà il 29 aprile per procedere all'analisi dettagliata del primo turno elettorale e fissare ogni decisione utile. Nell'immediato è possibile fare le seguenti osservazioni:
 
1. Come gli elettori hanno percepito, partecipando massicciamente, si tratta di un voto storico che sceglierà o rifiuterà la "rottura sarkozista", di stampo fascista e reazionario-padronale, con l’attenzione rivolta alle conquiste sociali del 1945 e all'eredità repubblicana della Rivoluzione francese.
 
La chiamata al boicottaggio lanciata da certe organizzazioni comuniste non poteva, in queste condizioni, trovare eco.
 
2. Anche se Le Pen arretra, si trova tagliato fuori dal secondo turno, la pesante tendenza alla fascistizzazione denunciata dal PRCF trova conferma, poiché la base comune dei candidati fascisti Sarko-Le Pen-de Villiers raggiunge il livello ineguagliato di più del 40%.
 
Questa tendenza è legata a due fattori principali.
 
Per l'alta borghesia, si tratta di fare passare in forza la politica europea di disfacimento della Francia, politica che il popolo ha rigettato all'epoca del referendum del 2005 e con la lotta vittoriosa contro il CPE: così Sarkozy si prepara a fare a pezzi i diritti dei lavoratori, in particolar modo quello di sciopero, a demolirne gli statuti ed a praticare anche in Francia, come si usa in un certo numero di paesi europei, la caccia ai comunisti.
 
Visto dal lato di un certo numero di lavoratori salariati, il processo di fascistizzazione è legato all'incapacità della falsa sinistra socialista e della falsa estrema sinistra di combattere chiaramente il capitalismo, la sua unione europea, e di difendere le conquiste nazionali del popolo francese.
 
Questa situazione è anche conseguenza dell'abbandono dei principi comunisti di lotta di classe a favore della demagogia fascista di Sarkozy e Le Pen, indicando continuamente dei capri espiatori: immigrati, funzionari, giovani…
 
3. Fondato sul voto utile che attinge ampiamente nel bacino della "sinistra antiliberista", la posizione di Ségolène Royal, sebbene solida, la lascia in grande difficoltà per il secondo turno e questo non sorprende: la Royal ha fatto la sua pre-campagna ed una buona parte della campagna elettorale sul centro destra, aprendo così la strada a Bayrou; la bipolarizzazione della politica in Francia si è erosa parzialmente, ma quest’erosione opera per la destra.
 
4. Pesante è la responsabilità dei leader "antiliberisti” che, dividendosi, conducendo una campagna sul tema screditato dell'Europa sociale, rigettando ogni lotta per la difesa dell'indipendenza nazionale, ha lasciato il campo libero ai nemici della Nazione travestiti da patrioti: Sarko - Le Pen - de Villiers.
 
5. Nonostante l'impegno dei suoi militanti, il Partito Comunista realizza un punteggio molto scarso, il peggiore della sua storia; il fatto, per M.G.Buffet, di aver puntato sul simbolo del PCF, di avere coltivato il dubbio sulla partecipazione ad una maggioranza presidenziale diretta da Royal, d’avere lei anche, aderito all'Europa sociale, a scapito della lotta per l'indipendenza nazionale, non ha permesso al Partito Comunista di risollevarsi; ora si tratta per i militanti, membri o no del PCF, che vogliono proseguire sulla via del comunismo in Francia, di abbandonare una direzione politica che si è dimostrata totalmente fallimentare e di organizzare una larga convergenza orientata verso la lotta di classe.
 
In queste condizioni, mentre un grave pericolo minaccia le libertà democratiche, l'indipendenza nazionale e le conquiste sociali, il PRCF chiama alla creazione di un’opposizione popolare per fare da sbarramento alla sarko-fascistizzazione del paese; non dimentichiamo mai che, quando la destra estrema si impossessa del potere, impone per molti lunghi anni la sua dittatura antidemocratica e antisociale; gli oppositori sono perseguitati senza pietà; ce lo ricordano gli esempi non così lontani della Germania hitleriana, e del Portogallo salazarista, ancora presenti nella memoria.
 
Come richiesto dal Comitato Politico Nazionale del 25 febbraio, utilizziamo il voto Royal per battere Sarkozy, senza per questo sostenere politicamente questa candidata pro-Maastricht e favorevole alla costituzione europea. Chiunque sarà eletto il 6 maggio, l'alternativa progressista nascerà dall'opposizione popolare e della nuova resistenza antifascista.
 
Ma fin da oggi, è nell'azione che bisogna preparare la disfatta di Sarkozy organizzando un primo maggio di lotta antifascista ed anti Maastricht, per il reddito, l'impiego, i servizi pubblici, gli statuti, la difesa del diritto di sciopero e delle libertà sindacali.
 
Questo perché è più che mai necessario che sia fatta pressione sugli stati maggiori sindacali affinché abbandonino il loro indecente riserbo e chiamino i lavoratori a bloccare la fascistizzazione, nelle strade, nelle imprese e nelle urne.
 
Il PRCF chiama urgentemente le sue organizzazioni a riunirsi per organizzare delle iniziative che vadano in questo senso.
 
Fondamentalmente, bisogna agire con determinazione per organizzare la Rinascita di un vero Partito Comunista che unisca la bandiera tricolore alla bandiera rossa; bisogna agire per riunire tutti i progressisti in un vasto Fronte Repubblicano, Antifascista, Patriottico e Popolare.
 
C'è urgenza! Non aspettiamo domani.
 
Traduzione dal francese a cura del CCDP