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da www.rebelion.org
 
“L’alternativa a Sarkozy è stata proprio l’inesistenza di un’alternativa”
 
Intervista allo scrittore e giornalista Michel Collon
 
Pablo Garcia
 
12 maggio 2007
 
Il giornalista belga Michel Collon commenta per Rebelion l’esito delle elezioni francesi prima di partecipare al V Incontro degli Intellettuali e degli Artisti In Difesa dell’Umanità (Cochabamba, Bolivia)
 
Dopo essere stato eletto presidente, Sarkozy ha lanciato la seguente parola d’ordine ai suoi seguaci: “Darò alla Francia quello che la Francia ha dato a me”. Che cosa intende costui per “dare”?
 
Sarko si presenta come un uomo del popolo che è riuscito a vincere, e che vuole che tutti ottengano i suoi successi. In realtà egli proviene da una famiglia ricca, e ha realizzato i suoi studi a fianco del grande capitale francese.
 
Di fatto, non c’è che da osservare le forze che lo hanno portato al potere: Bouygues, TF1, Lagardére… vale a dire il fornitore numero uno di armi dell’esercito francese, o uno dei gruppi editoriali più importanti di riviste del mondo. Sono questi ultimi, e non Sarkozy, i veri vincitori delle elezioni.
 
Sarkozy vuole riagganciarsi al modello nordamericano, attualmente caduto in disgrazia, dal momento che conta 40 milioni di poveri tra la popolazione. Certo non darà nulla gratuitamente, e neppure favorirà la maggioranza della gente che lo ha eletto; al contrario, aiuterà a farla sfruttare ancora di più, poiché i suoi progetti sono neoliberali puri e duri.
 
E cosa pensa del nuovo asse Parigi-Berlino, di cui si va parlando adesso?
 
Penso che sia sempre esistito un asse tra i due paesi, centrato sul progetto dell’Unione Europea. Da prima dell’arrivo di Sarkozy, e la sua linea consisteva, e consiste, nel assecondare sempre di più le multinazionali per renderle in grado di competere, faccia a faccia, con le loro omologhe nordamericane e giapponesi.
 
Altri obiettivi a livello europeo compresi in questo asse? Far lavorare di più la gente, obbligare i giovani ad accettare lavori di merda…E’ vero che con Sarkozy corriamo il rischio di accelerare questa tendenza.
 
Con 12 candidati che si poteva sperare da queste elezioni?
 
Ciò che colpisce di più è che in Francia due anni fa si è avuto un movimento molto forte contro il progetto di Costituzione Europea, Il popolo, nonostante la campagna dei “media” per il si, ha detto chiaramente di no. E cosa vediamo adesso? Che i tre candidati principali si erano pronunciati per il si a tale progetto.
 
In realtà, l’alternativa a Sarkozy non era un’alternativa, Royal proponeva una politica simile per l’Europa, per l’economia e per la sicurezza, anch’essa basata sull’incremento della repressione (1). Entrambi gli aspiranti avevano in mente di applicare la Direttiva Bolkenstein e la Costituzione Europea. La delusione è comprensibile per la mancanza di movimenti sociali a cui far riferimento durante la campagna.
 
Evidentemente, non nascondiamocelo, non si è manifestato alcun segnale di candidatura unitaria di tutte le sinistre basata su un programma solido “alla Chavez”.
 
Firmerà Sarkozy la morte del “gaullismo”, allineandosi alla posizione degli USA? Che influenza avrà sulla prossima presidenza francese dell’UE?
 
Il “gaullismo” esprimeva parte del sentimento di indipendenza dei francesi nei confronti degli USA. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, che ha portato all’apparizione del Piano Marshall e alla conseguente colonizzazione del mercato europeo da parte degli americani, la borghesia francese fu una delle poche a resistere a questa dominazione (a causa di fondati interessi, come nel caso delle colonie africane). De Gaulle incarnava molto bene questo sentimento.
 
Allo stesso tempo, esiste una corrente della borghesia francese che pensa sia meglio allearsi con gli USA per ottenere in cambio una fetta della torta. Ma credo che, anche oggi, le multinazionali francesi difendano interessi oggettivamente opposti a quelli dei colleghi di Bush e compagnia bella, per cui non penso che la politica estera cambierà molto con Sarkozy.
 
Nota:
 
(1) Si è accusato la candidata socialista di avere frapposto ostacoli al momento di concedere la nazionalità francese alla popolazione immigrata.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare