www.resistenze.org - popoli resistenti - francia - 17-11-08 - n. 250

da http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=17628
 
Risultati della consultazione nel PCF
 
di Redazione
su L'ERNESTO del 07/11/2008
 
Il 29-30 ottobre 2008 si è svolta la consultazione tra i militanti del PCF per decidere quale sarebbe stato il documento/base di discussione su cui il partito avrebbe poi dovuto pronunciarsi nel congresso (il 34°) che si concluderà l’11-14 dicembre 2008 a Parigi.
 
Va detto qui preliminarmente che nel PCF, il cui statuto (e senso comune) respinge la formalizzazione delle correnti, i congressi si svolgono ormai da molti anni con la seguente modalità:
 
-prima i militanti si pronunciano sui diversi documenti che vengono proposti alla discussione dalle diverse piattaforme esistenti e quindi votano per decidere, a maggioranza, quale sarà la base comune di discussione del congresso (e in questa fase non si eleggono delegati od organismi);
 
-poi, decisa la base comune, su quell’unico documento si svolge il congresso nelle sezioni e federazioni, fino all’assise nazionale; si eleggono delegati ed organismi (con modalità non “correntizie”) e naturalmente si possono a tutti i livelli presentare emendamenti o testi alternativi alla base comune, ma non si vota più su documenti nazionali distinti (una sorta di mix tra riconoscimento delle diverse piattaforme ed esclusione della loro formalizzazione in correnti).
 
Nella citata consultazione sulla base comune - alla quale potevano partecipare solo gli iscritti che avevano pagato regolarmente la quota tessera 2008 - sono stati presentati tre documenti ed un contributo alla discussione che i firmatari non hanno però voluto sottoporre al voto, sollecitando più o meno velatamente un voto bianco o nullo.
 
Gli iscritti 2007 erano 134.000; quelli in regola con la quota tessera di quest’anno 78.779; i partecipanti al voto 39.692 (50,38%); le schede bianche e nulle 3.659 (9,22%); i voti validi 36.033 (90,78%). Questi i risultati, calcolati sui voti validi:
 
1) TESTO presentato a nome della MAGGIORANZA del Comitato Nazionale (CN) del partito:“Per un mondo nuovo, da costruire nella quotidianità” : 21.946 voti (60,91%).
In questo documento si ritrovano posizioni tra loro anche molto diverse: il settore centrale più legato alla segretaria Marie George Buffet che dice “no” al superamento del PCF, ma con molte incertezze e oscillazioni e con un suo settore “di destra” che non nasconde le sue simpatie per il modello Linke tedesca; la tendenza dei cosiddetti “huistes”, dal nome dell’ex segretario Robert Hue (fautore della “mutation” e dell’alleanza di governo con Jospin), ancora oggi i più vicini ai socialisti, che in parte simpatizzano per il modello Linke, pur non rivendicando apertamente il superamento del PCF (ancora assai impopolare nella base del PCF…); ed una tendenza di sinistra, che viceversa si batte apertamente contro ogni progetto di liquidazione del partito, che nei due ultimi congressi si è battuta su testi alternativi (11,8% nella consultazione del congresso precedente), e che oggi ha scelto – per ragioni essenzialmente tattiche – di condurre la sua battaglia congressuale da una postazione “di maggioranza”.
 
2) TESTO ALTERNATIVO n.1, sottoscritto da alcune centinaia di militanti: “Rafforzare il PCF, innovare col marxismo” : 5.419 voti (15,04%).
Promotore di questo testo è un piccolo gruppo di ispirazione trotzkista (vicino all’italiana Falce e Martello, ma - rispetto a questa - del tutto marginale nella vita del partito), che ha saputo elaborare un documento “di sinistra” che ha raccolto consensi d’opinione in una fascia che normalmente si sarebbe orientata per lo più sull’altro testo alternativo .
 
3) TESTO ALTERNATIVO n.2, sottoscritto da un migliaio di militanti, quadri e dirigenti: “Far vivere e rafforzare il PCF, una esigenza del nostro tempo” : 8.659 voti (24,03%).
In esso convergono buona parte degli orientamenti di tipo leninista, classista e internazionalista (che il quotidiano di destra Le Figaro definisce “ortodossi” e “identitari”), tra i quali si ritrova anche la stragrande maggioranza (76%) della storica federazione del Pas de Calais, cuore operaio della Francia industriale.
 
4) 3.659 voti bianchi o nulli, che - insieme ad alcune fasce di astensione - vengono per lo più ricondotti alle posizioni del “CONTRIBUTO” non sottoposto al voto. In esso si ritrovano i cosiddetti “rifondatori”, legati da tempo alla componente “bertinottiana” del PRC, che apertamente chiedono di andare “oltre” il PCF e, senza mimetismi, si richiamano al modello Linke.
 
In estrema sintesi, considerando nei voti espressi anche l’orientamento dei “rifondatori” (mentre nei conteggi ufficiali il voto bianco e nullo non è considerato, ma nel congresso si esprimerà); e considerando le diversità significative presenti nel testo di maggioranza, si può dire che:
 
-le posizioni classiste, antimperialiste, di ispirazione marxista, contrarie ad ogni liquidazione del partito comunista, esprimono un consenso di circa il 50%, con una forte crescita rispetto ai due congressi precedenti, dove complessivamente esse avevano espresso, nelle analoghe consultazioni, il 45% (all’indomani del crollo elettorale del PCF dopo il governo Jospin) e il 37% nell’ultimo congresso;
 
-le posizioni apertamente liquidazioniste ruotano attorno al 10-15%;
 
-le posizioni più vicine alla direzione uscente (Buffet) e quelle che i francesi chiamano “legittimiste” (ovvero, sempre dalla parte della maggioranza…) possono contare sul 35-40%.
 
Non è detto (anzi, è improbabile) che queste saranno le proporzioni tra i delegati e nei futuri organismi dirigenti (per le ragioni esposte all’inizio). Anche perché questo congresso del PCF, diversamente dalla Bolognina o dal congresso di Chianciano del PRC, non è un congresso in cui la leadership uscente si presenta con un progetto esplicito di “superamento” del partito. Quel che è certo - e la consultazione di fine ottobre sembra confermarlo - è che il PCF esprime ancora un corpo militante che, qualora fosse messo di fronte ad ipotesi di “scioglimento”, sembra essere oggi ancora in grado di sbaragliarle. Il che non sarebbe poco, per le sorti del movimento comunista in Francia e in Europa.
 
CHI LEGGE IL FRANCESE E VOLESSE APPROFONDIRE LA CONOSCENZA DEL DIBATTITO INTERNO AL PCF, PUO’ CONSULTARE, OLTRE AL SITO UFFICIALE DEL PARTITO : www.pcf.fr
ANCHE IL SITO www.reveilcommuniste.over-blog.fr DOVE SI TROVANO LE CONNESSIONI AI SITI FRANCESI CHE IN VARIO MODO ESPRIMONO LE DIVERSE POSIZIONI NON LIQUIDAZIONISTE PRESENTI NEL PCF