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- popoli resistenti - francia - 04-03-09 - n. 263
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Quello che probabilmente non sapete sullo sciopero in Guadalupa
di Sadi Sainton
Sadi Sainton studente in Guadalupa, ha ricevuto di recente una telefonata da un amico del continente che gli chiedeva se non era troppo difficile riempire il frigorifero. Ha allora realizzato quanto l'immagine del movimento di resistenza presentata dai media fosse parziale. La sua testimonianza apre ai nostri occhi la realtà di Guadalupa dove le proteste vanno ben aldilà della lotta per il potere d'acquisto.
Uno sciopero contro il carovita? No. Non proprio.
Il coordinamento che guida lo sciopero è un insieme di 49 associazioni sindacali e politiche, associazioni di consumatori e associazioni culturali. Sotto il nome di LKP, Lyannaj kont pwofitasyon (Alleanza contro il furto e i profitti illeciti), ha presentato un quaderno di 146 rivendicazioni suddivise in 10 capitoli. Di questi capitoli, solo uno riguarda il carovita! Si tratta di una mobilitazione storica appoggiata attivamente da quasi un quarto della popolazione della Guadalupa. Inoltre Martinica, Réunion e Guyana ne seguono l’esempio.
Che cosa è "pwofitasyon"?
Nel linguaggio quotidiano, per "pwofitasyon" si intende l'abuso di potere che un potente esercita su qualcuno che sa più debole, per renderlo più succube. In Guadalupa, i prezzi sono molto più elevati rispetto alla Francia. In realtà, sono tra i più alti di Europa e nel mondo. Registriamo, per le stesse marche e per gli stessi prodotti, differenze di oltre il 100%, che i costi di trasporto non giustificano. Secondo tutti gli esperti, dopo l'analisi della filiera, dalla produzione al carrello della spesa dei consumatori passando dai trasporti, il costo aggiuntivo non dovrebbe superare il 10%. Le differenze di prezzo constate somigliano a un furto organizzato!
Ma le rivendicazione di LKP non si limitano a questo aspetto. Attraversano invece tutti i settori della società: l'istruzione, la formazione professionale, l’occupazione, le libertà e i diritti sindacali, i servizi di pubblica utilità, l'uso del territorio e delle infrastrutture. Si tratta di un movimento sociale che va aldilà del malcontento contro il carovita.
Gli abitanti di Guadalupa sono oppressi e muoiono di fame? Certo che no!
Un amico del continente mi ha chiamato oggi per chiedere se tenevamo botta. Ho iniziato a rispondere che, nonostante l’asprezza del conflitto, la mobilitazione era ancora necessaria. Mi ha interrotto: "'No, volevo dire... Potete riempire il frigorifero?" E' vero che in Guadalupa lo sciopero generale dura da circa 4 settimane. Gli iper e supermercati sono chiusi. I piccoli negozi sono aperti, ma gli scaffali sono vuoti...
Tuttavia, il paese è organizzato. L'UPG, l'Unione dei produttori di Guadalupe e i pescatori fanno parte di LKP. I pesci non sono in sciopero: i pescatori continuano a pescare e a vendere il pesce. Gli animali non sono in sciopero: gli allevatori continuano a lavorare e vendere carne. La terra non è in sciopero: gli agricoltori continuano a lavorare e vendere i loro prodotti. Il nostro frigorifero non è mai stato così pieno. In effetti, i mercati popolari sono tenuti davanti i picchetti dello sciopero e un po’ ovunque. I produttori vendono le loro merci ai prezzi praticati abitualmente ai supermercati, così non perdono i raccolti e il loro reddito. E le tasche dei consumatori apprezzano l’eliminazione degli esorbitanti margini dei supermercati. Noi mangiamo a sazietà e, cosa interessante, solo produzione locale!
Slogan razzisti?
No! Dal 20 gennaio manifestanti ripetono in coro lo slogan: "La Gwadloup sé tan-nou, la Gwadloup sé pa ta yo. Yo péké fè sa yo vlé, adan péyi an-nou". Letteralmente: "Guadalupa è nostra, Guadalupa non loro. Noi non faremo quel che vogliono loro nel nostro paese". Alcuni si allarmano riguardo questi "loro" e "noi". Temono che il movimento abbia una svolta xenofoba. Penso che lo slogan vada oltre la dualità del bianco e del nero e punti direttamente ai responsabili del pwofitasyon, indipendentemente dal loro colore. Non siamo disposti, con il pretesto di razza, di scambiare un pwofitasyon bianco con un pwofitasyon nero. E' chiaro che la società è piramidale e che più si sale verso la cima, più il colore della pelle è chiaro. Il razzismo esiste e il peso della schiavitù e della storia coloniale è palpabile. Ma ora abbiamo di fronte una sfida formidabile che comporta di porre i problemi quali sono, per risolverli e superarli. Permettetemi di aggiungere che io sono molto ottimista su questo tema.
Evoluzione statutarie della Guadalupa?
Le rivendicazioni mostrano chiaramente che le fondamenta della società sono contestate. Ma l'indipendenza della Guadalupa non è all'ordine del giorno. Le proposte avanzate vanno piuttosto nella direzione di un cambiamento statutario, nel quadro della Repubblica francese, che concedano più potere decisionale a livello locale, legislativo e doganale. L'obiettivo è quello di rispondere meglio alla realtà geopolitica data, di europei delle isole caraibiche.
La repressione di polizia?
Gli abitanti del paese sono davvero orgogliosi di questo movimento pacifista iniziato 27 giorni fa. Ma la repressione è iniziata. Il prefetto aveva promesso che i 4.000 poliziotti del CRS [Compagnies républicaines de sécurité, ndt] sbarcati in Guadalupa, all'inizio del conflitto rappresentavano una misura precauzionale, alla quale sperava di tutto cuore di non servirsi. Da quando i negoziati sono in stallo, altri sono sbarcati...
Una sessantina di persone sono già state arrestate. Uno dei leader del LKP è stato ferito e ha subito insulti razzisti da parte delle forze dell’ordine. Tutti quelli che conoscono un po' di storia della Guadalupa, sanno che è il boccone di quotidiana di repressione dei movimenti sociali sui DOM [Domini Oltre Mare, ndt]. Il LKP ha tuttavia invitato alla calma e alla mobilitazione di massa pacifica per far arretrare la repressione. La stragrande maggioranza degli arrestati è stata rilasciata grazie alla pressione esercitata pacificamente dalla folla radunata davanti le stazioni di polizia e al Tribunale di Pointe-à-Pitre. La tensione smonta gradualmente.
Il trattamento delle notizie?
Se non avete mai sentito parlare di tutto questo, forse vuol dire che la stampa nazionale disinforma? Non vorrei dirvi che vi mentono. Diciamo che tra tutto ciò che gli inviati dei media nazionali vedono, scelgono non più del 5%. E la selezione è abbastanza sorprendente. La prima settimana, le redazioni non parlavano del movimento. La seconda settimana non hanno mostrato altro che le immagini dei turisti a cui lo sciopero ha sciupato le vacanze. Sono sinceramente dispiaciuto per loro, ma è la vita! I mezzi di comunicazione hanno mostrato gli scaffali dei supermercati vuoti, segno evidente di profonda disperazione. Hanno criticato uno sciopero che a loro parere penalizzava in modo irreversibile l’economia di Guadalupa.
Quindi è arrivato in Guadalupa il Segretario di Stato ai DOM con il suo gabinetto e il suo staff e la stampa non ha più potuto limitarsi alle piccolezze. Oggi, le notizie che ricevete sono via via più coerenti con ciò che sta accadendo. Eppure sono convinto che chi leggerà questo articolo apprenderà molte cose nuove.
Testo integrale originale in http://hns-info.net/spip.php?article17496
Fonte: SNPP-info.net