www.resistenze.org - popoli resistenti - francia - 20-10-10 - n. 336

da PRCF - www.initiative-communiste.fr/wordpress/?p=8492
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Duro scontro di classe in Francia
 
La posizione del Polo di Rinascita Comunista in Francia
 
18/10/10
 
Appello alla solidarietà dei comunisti e dei lavoratori degli altri paesi
 
Fedele esecutore del mega piano d'austerità dell'Unione europea e del grande capitale "francese", il potere "Sarkosista" vuole imporre ai lavoratori francesi un grave arretramento sulle pensioni, ma anche, nel caso passi questa contro-riforma, su tutte le conquiste che non sono ancora state distrutte. Inoltre, il potere cerca di imporre al popolo lavoratore di Francia una sconfitta decisiva dove la posta finale è lo smantellamento di tutte le conquiste sociali, democratiche, laiche e repubblicane ottenute da secoli di lotte operaie e democratiche. L'esito di questo duro scontro di classe, senza precedenti dal 1995, coinvolge i lavoratori ed i progressisti di tutta Europa, perché se si riesce a "mettere in riga" i lavoratori francesi sul modello di ciò che la Thatcher fece con i minatori inglesi, il potere "Sarkozyista" di ultra-destra consentirà a Barroso, alla associazione dei padroni "Business Europe" e agli altri governi UE di colpire ancora più forte da Lisbona a Vilnius e da Dublino a Cipro...
 
Nonostante il sabotaggio della lotta da parte dei dirigenti sindacali disfattisti (che non chiedono il ritiro del malefico progetto di legge Fillon, ma vogliono "negoziare" con un potere del tutto intransigente...), nonostante la dura repressione poliziesca contro gli studenti in lotta di questo regime sempre più fascistizzante, nonostante le ambiguità e tradimenti prevedibili della social-democrazia (i "socialisti francesi" Pascal Lamy e Strauss-Kahn, rispettivamente presidente WTO e del FMI, mentre Martine Aubry e Segolene Royal sono in confusione), i lavoratori resistono e contrattaccano magnificamente, nella grande tradizione delle "lotte di classe portate fino alla fine", di cui parlava Marx a proposito della Francia. Essi sono uniti a una buona parte dei giovani delle scuole superiori che già nel 2006, avevano ottenuto la revoca del progetto di precarizzazione generale del diritto al lavoro. I lavoratori e la gioventù combattiva delle università e dei licei hanno cominciato a bloccare depositi di carburante, la raffinazione del petrolio, gran parte del traffico ferroviario e, a breve, forse alcune autostrade. Si scontrano con continue provocazioni del padronato e delle forze di repressione del sinistro Hortefeux, che rimane nel governo, pur avendo ricevuto una condanna per dichiarazioni razziste. Il rifiuto della UE si fa più deciso, perché i lavoratori, soprattutto quel 72% che aveva votato NO alla Costituzione europea, non hanno digerito che la destra UMP, gran parte degli "Ecologisti" e il PS abbiano adottato per via parlamentare il Trattato di Lisbona, copia della costituzione europea respinta per suffragio universale. Sempre di più, la grande borghesia viola le regole della propria "democrazia", creando le condizioni per un confronto diretto con il popolo lavoratore.
 
Per non rompere con il Partito della Sinistra Europea, questa emanazione pseudo-comunista della UE dei capitali, per restare nella scia elettorale del partito "socialista", per non allontanarsi da Bernard Thibault, il dirigente della CGT amico di Chérèque (quest'ultimo è il leader della CFDT ed esperto nel rompere gli scioperi, tanto che ha già tradito tre volte sulla difesa delle pensioni: 1995, 2003 e 2007), il PCF ufficiale è incapace sostenere chiaramente, come i lavoratori in lotta, il RITIRO del progetto e si arrabatta sull'ambigua parola d'ordine "un'altra [riforma] delle pensioni", che è anche lo slogan di Aubry e Royal.
 
Al contrario, il Polo di Rinascita Comunista in Francia, con i suoi modesti mezzi, il suo lavoro d'avanguardia partecipando alle lotte più avanzate, sostenendo il fronte sindacale di classe, facendo conoscere in Francia il sostegno alle lotte della Federazione Sindacale Mondiale (FSM - WFTU), smascherando senza sosta per 6 anni i dirigenti della CGT che voltano le spalle alle tradizioni combattive della grande CGT del giugno 1936 e del maggio 1968. Il PRCF mostra la dimensione sia sociale che patriottica della lotta di classe attuale dove la questione è la difesa o la fine di tutta l'eredità progressiva del popolo francese. Il PRCF invita i lavoratori a delegittimare Sarkozy, che non ha ricevuto alcun mandato dal popolo per rompere l'eredità dei Lumères, della Rivoluzione francese e del Consiglio Nazionale della Resistenza.
 
Il PRCF si appella all'unione dei veri comunisti (il progetto di adunata dei veri comunisti il prossimo dicembre 2010 per commemorare la fondazione del primo, vero PCF), alla lotta comune "dal basso" di sindacalisti di classe senza il timore di esigere la revoca dei progetti di Sarkozy e mettere radicalmente in discussione l'Unione europea, questo cartello imperialista il cui scopo è quello di vanificare tutte le conquiste e tutte le sovranità nazionali in Europa. Il PRCF smaschera inesorabilmente la menzogna dell'"Europa sociale" che mira solo a legittimare l'Unione europea e a mandare in frantumi gli Stati storicamente costituiti, a legittimare la Confederazione europea dei sindacati, cinghia di trasmissione della UE il cui ruolo è quello di monitorare e neutralizzare la sollevazione popolare che cresce da Atene a Parigi, da Lisbona alla Spagna CONTRO l'intera politica europea. L'Europa delle lotte non si costruisce "dentro" ma "contro" la costruzione della UE sovranazionale, contro la C.E.S (Confederazione europea dei sindacati), contro il P.G.E. (Partito della sinistra europea)!  
Il PRCF, che non perde di vista come l'unica uscita durevole dalla crisi capitalista non può che essere il socialismo, moltiplica anche i contatti con i repubblicani non-comunisti che, pur respingendo totalmente la xenofobia vergognosa del potere, vogliono uscire da questa disgraziata Europa sovranazionale rinnovando i principi di progresso sociale, l'indipendenza nazionale, di pace e di democrazia che ha ispirato il Consiglio Nazionale della Resistenza e che ha dato alla Francia il suo miglior progresso sociale, oggi distrutto dalla cricca Sarkozy-Fillon. Sì, attorno alla classe operaia in lotta, compresi i lavoratori immigrati, è possibile unire la stragrande maggioranza del popolo francese, compresa la maggior parte delle classi medie di subordinati e autonomi per isolare il grande capitale, alzare allo stesso tempo la bandiera dell'indipendenza nazionale della Francia, della solidarietà internazionale del lavoro e della trasformazione rivoluzionaria del paese! In questa lotta sia patriottica che internazionalista e rivoluzionaria, la costruzione de l'ALBA [Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nostra America, ndr] da parte dei popoli dell'America Latina è per tutti i veri progressisti una costante fonte di ispirazione!
 
Su questa base, tornando ai principi vincenti della lotta di classe e di massa, ricostruendo dal basso il sindacalismo di lotta, unendo i veri comunisti fuori dall'influenza dei dirigenti nazionali liquidazionisti del PCF, incoraggiando la rinascita di un vero partito comunista, riunendo i comunisti attualmente membri del PCF e i comunisti che a migliaia hanno lasciato questa organizzazione, costruendo un Fronte di Resistenza Patriottico e Popolare (FRAP), il popolo di Francia potrà così condurre le sue lotte alla vittoria, tendere la mano ai lavoratori europei in lotta, sostenere un'alternativa politica che sia altra cosa rispetto a una nuova "alternanza" social-Maastrichtiana, che ben presto deluderebbe nuovamente i lavoratori, aprendo la strada alla destra estrema di Le Pen.
 
Di conseguenza, per vincere, il popolo di Francia, le cui lotte sono oggetto di un'intensa disinformazione in Francia e nei paesi vicini, necessita di tutta la solidarietà dei comunisti, dei lavoratori e dei democratici degli altri paesi, particolarmente in Europa.
 
Fino alla vittoria sempre.
Ritiro totale della contro-riforma Sarkozy e UE sulle pensioni!
 
Léon Landini, presidente del PRCF, ex ufficiale della Resistenza comunista armata
Jean-Pierre Hemmen, figlio di un Fucilato della Resistenza, presidente del CPN 
Pierre Pranchère, ex deputato comunista, ex combattente della Resistenza 
Georges Gastaud, segretario nazionale del PRCF
Daniel Antonini, segretario della commissione internazionale
 
 

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