www.resistenze.org - popoli resistenti - francia - 10-11-10 - n. 339

da Il Polo di Rinascita Comunista in Francia - http://www.initiative-communiste.fr/wordpress/?p=8544
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Le prime lezioni da un importante scontro di classe
 
La pole position del 31 ottobre
 
Coloro che, sulla scia della CFDT riorientata, della CGT inquadrata nell'europeismo, del PS Maastrichtiano e del PCF "mutante", dichiarano la lotta di classe obsoleta, coloro che negavano la "centralità della contraddizione tra capitale e lavoro" si trovano di fronte alla realtà.
 
Dopo le grandi lotte dei lavoratori greci condotte sotto la direzione del KKE e del PAME, dopo la rivolta delle masse popolari spagnole contro le misure di Zapatero, il mondo del lavoro e gli studenti di Francia hanno protestato per mesi, e in particolare nelle settimane di grandi lotte popolari di resistenza coraggiosa in diverse forme, inventate dalla base dei lavoratori, contro le forze d'ordine della borghesia Sarkozyista, conducendo una serie di confronti intercategoriali guidati dalle AG di lotta [assemblea generale di lotta], e utilizzando sistematicamente la nuova arma di bloccare la produzione interna ed esterna. Il tutto sventando le provocazioni del potere.
 
La classe operaia, con in prima linea i lavoratori portuali di Marsiglia ed i lavoratori della petrolchimica e dei trasporti, ha svolto un ruolo guida in questo scontro di classe esteso.
 
Le direzioni sindacali, in particolare quelle della CGT euro-riquadrata di Thibault, Le Duigou e Decaillon, tutte allineate con la CES (il sindacato giallo europeo) - hanno in gran parte perso il controllo del movimento quando una buona parte della base si è stancata delle solite "giornate di mobilitazione" non seguite dall'appello allo sciopero generale e non supportate da parole d'ordine chiare di ritiro della contro-riforma, del ritorno ai 60 anni dell'età pensionabile per tutti, dell'abrogazione delle contro-riforme 94, 2003 e 2007 (allungamento delle annualità e detrazioni fiscali, abbassamento drammatico delle pensioni), il ritiro della firma francese agli accordi europei di Barcellona cofirmati da Jospin e Chirac nel 2002 con lo scopo di ritardare di 5 anni l'inizio del pensionamento di tutti i lavoratori, da Lisbona a Bucarest.
 
La strategia attendista e negoziatrice dei sindacati CES
 
La dilatazione del movimento fa si che la contro-riforma Woerth e le sue conseguenze disastrose per il mondo del lavoro, possano essere attivate con brutalità e l'insopportabile e indecente regime Sarkozysta sembra provvisoriamente vincitore, più fascista, più sprezzante, più arrogante e più odiato che mai. Sappiamo che grandi riforme reazionarie ultra-conservatori sono in preparazione da Sarkozy e che cercherà di farle passare il più rapidamente possibile per riconquistare la piena fiducia dell'ultra destra per soddisfare la tabella di marcia del MEDEF [associazione padronale francese], della UE, di Angela Merkel (venuta a Deauville per interferire negli affari interni francese e incoraggiare Sarkozy a tener duro) e del Fondo monetario internazionale di Strauss-Kahn.
 
Ma nonostante tutto questo, niente sarà più come prima. I lavoratori a milioni hanno ormai capito che il regime Sarkozyista è fascistoide, e che Sarkozy è illegittimo: le grida di "dimissioni" sono arrivate da tutte le parti nelle manifestazioni mentre i Chérèque e Thibault, ma anche il PCF continuato a balbettare di "un'altra riforma" o addirittura di una "riforma della riforma"!
 
Durante questi mesi di lotta, la coscienza di classe ha ripreso vigore, la controffensiva è possibile.
 
Certo, delle illusioni rimangono e l'odio per il regime Sarkozyista, l'aspirazione delle masse verso l'unità sono tali che la socialdemocrazia, pur d'accordo nel merito con la riforma Woerth, gli euro-trotskisti del NPA [nuovo partito anticapitalista] e di LO [lotta operaia] (che non hanno detto una parola nei loro volantini contro il mega-piano di austerità della UE, al fine di risparmiare la sacrosanta UE), i dirigenti confederali gialli possono provvisoriamente credersi fuori. Non si sono forse accodati al movimento di rivolta popolare, senza fare nulla per organizzarlo e aprirgli delle prospettive nazionali e combattive?
 
La repubblica borghese come noi l'abbiamo conosciuta e come essa risultava da ciò che il grande padrone Kessler chiama il "compromesso gollista-comunista del dopoguerra" è in stato di liquidazione totale. Al suo posto c'è un regime che, se non ancora fascista, è chiaramente in via di rapida fascistizzazione, semplicemente perché non si può smantellare un intero paese per integrarlo a forza in una costruzione europea che non vuole (vedi il voto violato il 29 Maggio 2005 sulla Costituzione europea), senza estrarre il manganello, senza violare ripetutamente la propria legge e la propria Costituzione e senza infliggere alla popolazione un lavaggio del cervello mediatico degno di una repubblica delle banane. La lezione non sarà persa per i lavoratori più consapevoli.
 
Abbiamo visto tutti che la "Francia rossa", la "Francia dei lavoratori" cantata da Ferrat, non è morta e che ha un grande futuro con una gioventù pronta a dare battaglia per salvare la sua dignità. Liberi i capitalisti ed i loro lacchè giornalisti di sciacquarci tutto il giorno con la " Francia vergogna d'Europa". Se i capitalisti "francesi" si vergognano del loro popolo sfrontato e del loro paese ribelle, i proletari stranieri guardano nuovamente alla Francia popolare con rispetto, anche ammirazione, perché in realtà, per difendere le nostre conquiste, i successi dei ministri comunisti nel 1945 abbiamo difeso e chiamato alla lotta tutti i lavoratori d'Europa. Di fronte all'UE, cartello imperialista ultra-reazionario che sogna di mettere finalmente il nostro paese sotto tutela, non c'è spazio per la difesa delle conquiste nazionali - nemmeno la più fondamentale, ossia l'indipendenza nazionale stritolata dal trattato di Lisbona - né per l'Europa delle lotte. La lotta si costruisce contro l'UE e non dentro l'UE, perché il senso di questa costruzione imperialista è apparso chiaramente nella lotta francese delle pensioni, quando tutta la borghesia europea, rappresentata dalla Merkel, è venuta a sostenere e incoraggiare Sarkozy (che certamente non ne aveva bisogno, tanto la sua politica è antisociale e antinazionale!). E mentre tutto il nostro paese ha combattuto da solo, la CES non ha speso una parola per sostenere le lotte dei lavoratori francesi.
 
Sì bisognerà uscire da questa catena per ricostruire una Francia repubblicana, una Francia sociale, una Francia che rompa con l'oligarchia capitalista e che riprenda il percorso concreto della lotta per il socialismo! Sì, bisognerà costruire il "tutti insieme" e per questo non si potrà fare a meno di sostituire i dirigenti traditori delle confederazioni ostinate a canalizzare il movimento verso il negoziato-bidone, di ricostruire i dirigenti di lotta e il sindacalismo classe, e da questo punto di vista, l'intervento del FSC e il sostegno della FSM [Federazione Sindacale Mondiale] offre una speranza per il futuro del movimento.
 
Poiché il confronto tra i monopoli e tutti gli strati non monopolisti è alla base delle prossime battaglie, la lotta dell'autunno 2010 sarà molto servita. Questa avrà fatto più grande la consapevolezza della natura di classe del potere e pure la convinzione che, contro questo potere, VA BENE IL BLOCCO DELL' ECONOMIA CHE PUO' PERMETTERE AI LAVORATORI DI VINCERE.
 
Per quanto riguarda il PRCF, con i suoi modesti mezzi ed essendo costantemente censurato dai media, ha giocato il suo ruolo di agitatore. Presente in tutte le manifestazioni a Parigi e in diverse città, tra cui Marsiglia, Parigi, Lille, attivo in vari AG e presente ai blocchi, i militanti del PRCF hanno divulgato delle analisi giuste e parole d'ordine chiare.
 
Senza il PRCF, che ha incessantemente denunciato l'illegittimità del regime Sarkozyista, come avrebbe fatto l'iniziativa dei resistenti veramente comunisti? Chi avrebbe ricordato senza tregua l'origine europea delle canagliate e il totale accordo tra la destra e il PS, DSK ad Aubry, per abolire il pensionamento a 60 anni. Chi avrebbe ricordato che la pensione a ripartizione e il sistema di sicurezza sociale sono stati creati da Ambroise Croizat, metalmeccanico resistente, ministro della Liberazione (1945-1946). Chi avrebbe mostrato che in realtà, la strategia generale di Sarkozy e del Partito Socialista (senza dichiararlo apertamente) è quella di disgregare la Francia fino a creare una spaccatura sempre più esplosiva tra la Francia del sud e l'anti-Francia del nord! Chi avrebbe mai avuto il coraggio di denunciare apertamente le direzioni sindacali, a cui durante tutto il movimento si sono accodati non solo LO e la NPA, come i dirigenti del SUD, e anche un certo "basismo" sparso di pseudo-marxisti che combattono con violenza, in alleanza con destrorsi, per far fallire i tentativi dei militanti d'avanguardia per far progredire il movimento.
 
MALGRADO TUTTE LE LORO MANOVRE, NULLA E' TERMINATO, LA LOTTA CONTINUERA'
 
Per far crescere e trionfare queste lotte domani, noi chiamiamo tutti coloro che hanno combattuto con tutte le loro forze per:
 
* Rafforzare l'organizzazione del PRCF, aderire, reclutare, abbonarsi a Iniziativa Comunista e a Scintilla, per disporre di uno strumento operativo durante i grandi scontri di classe che non mancheranno di ripetersi in Europa.
 
* Contribuire a sviluppare l'Unione dei comunisti che, nonostante i nostri ripetuti appelli, non è abbastanza avanzata per sconfiggere lo spirito di bottega; quale forza si sarebbe espressa se i veri comunisti, invece di ignorare le proposte unitarie e di lanciare iniziative concorrenti da quelle del PRCF in nome dell'"unione", si sarebbero rivolti insieme a tutti i lavoratori in lotta! Lavoriamo duro da subito per il successo dell'incontro tra comunisti che si terrà a Parigi Domenica 12 dicembre in onore del 90° anniversario del Congresso di Tours, dove fu fondato il PCF con l'appello di Lenin, Cachin e Vaillant-Couturier.
 
* Sostenere e radicare dappertutto le FSC, affiliate ormai alla FSM, fare luce nei sindacati sugli orientamenti confederali disfattisti che hanno impedito al più grande movimento dal 1968 di raggiungere il pieno successo.
 
* Sostenere le azioni previste dall'Arco repubblicano progressista che, in modo unitario, porta l'idea di una vera prospettiva di rottura patriottica imperniata sulla ricostruzione della Francia sui principi immortali del CNR e sulla rottura totale col regime sarkozyste e con l'UE sovranazionale del capitale.
 
* Diffondere l'appello "illegittimo", già sostenuto da diverse personalità e propagandare l'idea lanciata dalla PRCF e finalmente ripresa da più parti (particolarmente per l'NPA) che Sarkozy è illegittimo e che il popolo sovrano non è vincolato a nessun calendario per fare valer il suo diritto pieno e inalienabile a disporre di sé, cacciando quelli che lo tradiscono e che l'umiliano.
 
Nonostante se ne dispiacciano tutti i riformisti e gli opportunisti, la lotta continuerà, sempre più consapevole e più forte di un sindacalismo di classe che alza la testa, più forte anche grazie alla rinascita comunista affermatasi ormai come una necessità imperativa.
 
Il Polo di Rinascita Comunista in Francia
 
 

Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.