www.resistenze.org - popoli resistenti - francia - 31-10-11 - n. 383

da http://www.initiative-communiste.fr/wordpress/?p=9979#more-9979
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Sarkozy: Austerità per il popolo e piena integrazione all'UE in salsa tedesca
 
Pole position 28/10/2011
 
Per l'ennesima volta N. Sarkozy ha usato le armi dell'inganno, dell'approssimazione, della diversione. Per l'ennesima volta si è esibito nel numero dell'illusionista, del giocoliere. Invano. Non ci soffermiamo nemmeno sull'assurdità di fingersi il salvatore del mondo e il protettore dei francesi.
 
Constatiamo che non ha potuto fare a meno di tentare l'operazione di dividere il mondo del lavoro tra lavoratori privati e pubblici, quando in realtà sono tutte vittime della sua politica, espressione dell'interesse del grande capitale. Constatiamo che ha anche ammesso che il suo allineamento sulle proposte tedesche è il risultato della scelta della grande borghesia francese, certamente un fatto tutt'altro che inconsueto.
 
Ovviamente il rattoppo terrà nella misura in cui tengono tutti i rattoppi. Anche la riduzione del debito greco è un tentativo temporaneo per evitare l'esplosione dell'euro e dell'UE e in nessun modo costituisce una soluzione alla crisi del capitalismo che colpisce la gente.
 
L'euro-marco e il grande capitale tedesco hanno imposto la loro volontà su Sarkozy, la cui complicità di classe per natura, è scontata. A dir poco è una costante e la crisi e le sue conseguenze sono davanti a noi. La spirale viziosa verso un maggior coinvolgimento nell'UE nell'ambito della gestione tedesca è affermata fortemente da Sarkozy. Naturalmente questo significa per i lavoratori la messa in discussione sempre più selvaggia di ciò che resta delle loro conquiste, l'austerità più brutale, la distruzione dei servizi pubblici, la morte annunciata, e già in esecuzione, della sovranità popolare e dell'indipendenza nazionale: si annuncia la messa sotto tutela da parte del grande capitale e delle sue istituzioni, - UE, FMI, BCE -, come sta accadendo in Grecia.
 
Solo la resistenza popolare può far indietreggiare questi piani.
Solo l'uscita dell'euro e dall'Unione europea ci può aiutare.
Solo la prospettiva del socialismo può costruire un'alternativa alla povertà e alla guerra pianificata dalla crisi sistemica del capitalismo.
 
Ci rendiamo conto di quanto le menzogne sulle "politiche sociali dell'UE", in quanto negano la realtà di classe nell'Unione europea, siano irrealistiche e scoraggianti.
Le ragioni di speranza sono nei popoli e nei lavoratori, che rifiutano sempre più nettamente quest'arma di distruzione di massa che è il capitale della UE. Sempre più cittadini dei paesi coinvolti non credono alle bugie della "tutela dell'euro". Riconoscono nella vita quotidiana i danni catastrofici della moneta unica al servizio esclusivo del capitale, di questa Europa, prigione dei popoli.
 
Costruire un ampio fronte per respingere l'euro e l'Unione europea unendo i patrioti, i repubblicani e i rivoluzionari è una priorità che il PRCF ha sempre detto e ha contribuito a far nascere e consolidare. Il rifiuto organizzato è la condizione necessaria per avanzare verso il socialismo.
 
Naturalmente, più forte è il PRCF, tanto prima rinascerà nel nostro paese un vero Partito Comunista, portatore di questo slancio e di questa prospettiva. La gravità della crisi, che non potrà che approfondirsi con i suoi pericoli per il benessere e la pace delle nazioni, impone che ognuno prenda il suo posto nella battaglia: "Sono vivi quelli che lottano!"
 

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