www.resistenze.org
- popoli resistenti - francia - 11-12-11 - n. 389
da http://www.urcf.net/spip.php?article464
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Capitalisti, noi non pagheremo la vostra crisi e i vostri debiti!
Le origini e i responsabili del debito
Unione dei Comunisti Rivoluzionari di Francia - La costruzione del partito
28/12/2011
I capitalisti e i loro organi di informazione pretendono che il debito sia conseguenza delle nostre "spese eccessive". Il peggioramento del debito è inseparabile dall'incapacità delle economie capitaliste di uscire dalla crisi. Per garantire i profitti ai monopoli in questi tempi di recessione, i vari governi incoraggiano l'intervento dello Stato per "privatizzare i profitti e socializzare le perdite". Giscard d'Estaing è stato il primo degli artefici a obbligare lo Stato ad accedere al prestito di mercati finanziari altamente speculativi. Ciò ha comportato il trasferimento crescente di denaro pubblico per rafforzare il capitale monopolistico e il supersfruttamento dei lavoratori. Da allora il debito e gli interessi salgono alle stelle. Gli interessi galoppanti sul debito favoriscono la speculazione di borsa, le OPA, le fusioni e delocalizzazioni. I vari Trattati dell'Unione europea, da Maastricht a Lisbona, tutti avviati e sostenuti dall'UMP [partito di Sarkozy, Unione per un Movimento Popolare, centro destra] e dal PS [Partito socialista, centro sinistra], hanno mirato ad imporre "criteri di convergenza" sul deficit consentito e "costituzionalizzato" la politica di austerità, obbligatoria in tutti i paesi della UE! I dipendenti e i pensionati sono chiamati a ridurre il deficit crescente causato specificamente dalla politica e dagli interessi del capitale.
Tanto che il debito pubblico in Francia, attualmente pari a 1.680 miliardi (86% del PIL) con 50 miliardi di interessi annui, costituisce la terza voce di spesa dello Stato. Tutte le controriforme hanno come obiettivo di estendere il tempo di lavoro e di carriera, sopprimere gli uffici pubblici e indebolirne i servizi, delocalizzare, privatizzare tutto in nome della "lotta al deficit!"...
Sotto Sarkozy, è diventato un dogma. Gli "aiuti pubblici alle imprese", in realtà al Capitale, ammontano a 172 miliardi di euro l'anno (criterio di cassa) da tre decenni, denaro pubblico che senza alcun controllo è servito ad alimentare i fondi speculativi e a indebitare il paese sempre più. Oggi, le riduzioni di imposta a vario titolo agli oligarchi corrispondono quasi al 67% del gettito fiscale. Il carico fiscale è in media inferiore al 12% del bilancio dello Stato, cosa che aumenta meccanicamente il debito. L'euro è più che mai l'espressione della dittatura dei mercati finanziari per imporre la propria strategia di scalzare le conquiste sociali del ventesimo secolo!
Siamo condannati a soffrire? No. Alcuni prevedono "un ritiro dall'euro e il ritorno al franco", altri la crescita del "debito a livelli impressionanti" (Mélenchon - Partito della Sinistra), altri ancora una "austerità-di-sinistra" (Hollande - PS) per coprire il debito in 5 anni!
Queste misure hanno un tratto in comune. Si situano tutte all'interno del sistema capitalista: offrendo soluzioni tecniche, assumendo come oro colato l'ideologia dominante attorno al debito, esonerando la classe capitalista e il suo sistema delle proprie responsabilità mentre gli sfruttatori si arricchiscono spremendo la nostra forza lavoro e i nostri soldi con le tasse, il debito e gli interessi!
Questi sono i capitalisti francesi e internazionali, i responsabili delle nostre disgrazie. E' il modo di produzione capitalistico che mostra ogni giorno il fallimento nel soddisfare i bisogni vitali, culturali e di progresso sociale! La strategia del capitale è nota: far pagare la crisi e il debito alle sue vittime!
Dare il primato alle lotte
Tutte le "soluzioni" alla crisi del capitalismo e al debito pubblico si basano politicamente sulla delega del potere. "Vota per me e io penserò al resto ..." Come diceva Chirac: "Le promesse non impegnano che chi ci crede!" La campagna presidenziale procedendo a mezze frasi e demagogia - "re-industrializzazione" ci dice chi l'ha distrutta! (Sarko & C.) - oscura i problemi reali. Nel contempo, i piani di austerità di Fillon si susseguono. Dovremmo restare passivi in attesa delle elezioni che non risolveranno nulla. Il debito pubblico è diventato il pretesto delle politiche antisociali e antipopolari, per costringerci al silenzio!
Questa strategia di austerità generalizzata è resa possibile perché alla testa del potere capitalista ci sono i due pilastri della Quinta Repubblica, l'UMP e il PS che si alternano nel sostegno agli interessi del capitale finanziario. L'alternativa non risiede nel FN di stampo fascista che divide i lavoratori in base alla nazionalità, designa i "capri espiatori" per distogliere l'attenzione dalle responsabilità della borghesia monopolista che per soddisfare i propri interessi di casta ha portato il paese al disastro e alla rovina. Non sono gli stranieri che devono andarsene ma il sistema capitalista!
Altri a sinistra pretendono di incarnare il reale cambiamento, ma nel travaso elettorale con il PS, la loro parola non suona credibile!
Organizzazione marxista-leninista, l'URCF lotta per il rovesciamento del capitalismo, l'unica alternativa favorevole ai lavoratori - il socialismo - perché consente loro di essere finalmente padroni della loro esistenza. Ma non siamo che ai primi passi del lungo processo per convincere la maggioranza dei lavoratori in questa idea, condizione della rivoluzione anticapitalista. L'emergenza immediata è quella di fermare la spirale di austerità che porta le vittime a pagare per l'aristocrazia finanziaria. Dobbiamo unirci ed agire per costruire i rapporti di forza necessari per invertire la situazione e far pagare la crisi al capitale!
Questa campagna passa per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica riguardo le origini e i responsabili del debito, sul primato della lotta per far retrocedere il potere. Guardiamo la Grecia: i lavoratori guidati dal Partito Comunista di Grecia [KKE] resistono: non è una coincidenza che i leader dell'Unione europea e le banche abbiano dovuto dimezzare il debito. Lotte che devono scuotere l'attesismo dei movimenti e dei sindacati concertativi che fanno affidamento sulle elezioni per preparare giorni migliori a un Hollande/Papandreou [leader dei rispettivi partiti socialdemocratici in Francia e Grecia] o a un Sarkozy in caso di amnesia!
In lotta contro i fautori della crisi e del debito!
I soldi ci sono: ogni giorno nel mercato azionario si scambiano 2.000 miliardi di dollari; la crisi ha portato alla perdita di 20.000 miliardi di dollari, ma un anno dopo le banche e gli altri gruppi monopolistici avevano raccolto 30.000 miliardi principalmente facendo pagare la loro crisi ai lavoratori. Qui la necessità di far crescere la domanda sociale di salari più alti, di salvare posti di lavoro e abolire il precariato con contratti a tempo indeterminato per tutti, di promuovere l'abrogazione della RGPP (Revisione generale delle politiche pubbliche) e le delocalizzazioni, di tornare all'età pensionabile a 60 anni (37,5 anni di anzianità), di esigere la scala mobile con lo slogan: Capitalisti, noi non pagheremo la vostra crisi e i vostri debiti!
Battaglia che esige una soggetto politico: ovunque si rifiutino i dettami della UE, del FMI, della Banca centrale europea, i piani di austerità di destra o "sinistra"!
Coltiviamo la rivendicazione dell'espropriazione delle banche attraverso la nazionalizzazione dei monopoli bancari, sotto la guida dei lavoratori eletti!
URCF, 28 novembre 2011
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|