www.resistenze.org - popoli resistenti - francia - 16-01-12 - n. 392

da www.urcf.net/IMG/pdf/luttes_de_decembre_2011.pdf
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Fronti di lotta di dicembre 2011
 
Unione dei Rivoluzionari Comunisti di Francia
 
[Estratto]
 
14/01/2012
 
I capitalisti e i loro mass-media dicono che il debito è dovuto alle nostre "spese eccessive". Il peggioramento del debito è inseparabile dall'incapacità delle economie capitaliste di uscire dalla crisi. Per garantire i profitti dei monopoli in questi tempi di recessione, i vari governi incoraggiano l'intervento dello Stato al fine di "privatizzare i profitti e socializzare le perdite". Giscard d'Estaing è stato il primo artefice nell'obbligare lo Stato ad assumere prestiti dai mercati finanziari altamente speculativi. Ciò ha comportato un aumento del trasferimento di denaro pubblico per rafforzare il capitale monopolistico e sfruttare maggiormente i lavoratori. Da quel momento il debito e gli interessi sono aumentati. Gli interessi su un debito sempre più dilagante favoriscono le avventure borsistiche, le OPA, le fusioni, le delocalizzazioni.
 
Tanto che il debito pubblico in Francia è attualmente pari a 1.680 miliardi (86% del PIL) con 50 miliardi di interessi annui da versare, la terza voce di spesa dello Stato. Tutte le contro-riforme hanno quest'obiettivo: allungare il tempo e la carriera lavorativi, sopprimere gli uffici pubblici e indebolire le loro missioni, delocalizzare, privatizzare tutto in nome della "lotta contro il deficit!"...
 
Sotto Sarkozy, è diventato il credo permanente. Gli "aiuti pubblici alle imprese", in realtà un capitale che ammonta a 172 miliardi di euro l'anno (criterio di cassa) dopo tre decenni, denaro pubblico che senza alcun controllo è servito ad alimentare i fondi speculativi e indebitare sempre più il paese! Oggi, i diversi regali fiscali agli oligarchi ammontano a circa il 67% del gettito fiscale.
 
Siamo condannati a subire?
 
No. Alcuni raccomandano "il ritiro dall'euro e il ritorno al franco", altri uno "scaglionamento del debito" (Mélenchon) e altri una " austerità di sinistra" (Hollande) per coprire il debito in 5 anni!
 
In Francia, il teatrino delle elezioni presidenziali gestisce e rinvia le scadenze e le aspettative ai risultati elettorali, ma tutte le conquiste sono state ottenute con le lotte e gli scioperi. Questa è l'arma del lavoro contro il capitale. Sin d'ora, rifiutiamo il sogno pericoloso del riformismo, di un altercapitalismo "senza finanza" ma "produttivo". L'ignoranza delle leggi del capitalismo non ha mai creato le condizioni per un'autentica alternativa popolare. La borghesia capitalista conduce i popoli sull'orlo del disastro economico: facciamo crescere questa parola d'ordine, è il capitalismo che deve essere licenziato!
 
Queste misure hanno un punto in comune, sono tutte nel quadro del il sistema capitalista con soluzioni tecniche. Per di più tengono per buona l'ideologia dominante sul debito, esentando la classe capitalista e il suo sistema dalle loro responsabilità mentre gli sfruttatori si arricchiscono con la nostra forza lavoro, con i nostri soldi attraverso le tasse, il debito e i suoi interessi!
 
Questi sono i capitalisti francesi e internazionali responsabili delle nostre disgrazie. E' il modo di produzione capitalistico che mostra ogni giorno la sua incapacità di soddisfare le esigenze di base, quelle culturali e di garantire il progresso sociale! La strategia del capitale è conosciuta: far pagare la crisi e il debito alle sue vittime!
 
Organizzazione marxista-leninista, l'URCF lotta per il rovesciamento del capitalismo, per l'unica alternativa a favore dei lavoratori - il socialismo - perché permette loro di essere finalmente padroni della loro vita. Ma noi siamo solo ai primi passi del lungo lavoro per conquistare la maggioranza dei lavoratori a questa convinzione, condizione per la rivoluzione anti-capitalista. Nell'immediato, l'emergenza è di fermare la spirale d'austerità che conduce le vittime a pagare per l'aristocrazia finanziaria. Dobbiamo unirci ed agire per costruire il rapporto di forze necessario ad invertire la situazione e far pagare la crisi al capitale!
 
Questa campagna passa per sensibilizzazione della pubblica opinione sulle origini e sui responsabili del debito, sul primato da dare alla lotta per far arretrare il potere. Guardiamo alla Grecia, dove i lavoratori guidati dal Partito Comunista di Grecia resistono e dove, non per coincidenza, i leader dell'Unione europea e le banche hanno dovuto dimezzare il debito. Lotte che devono sfatare l'attesismo dei movimenti e dei sindacati concertativi che fanno affidamento sulle scadenze elettorali per meglio promuovere domani un Hollande/Papandreu o un Sarkozy, confidando nell'amnesia!
 
Il denaro esiste per il profitto, i dividendi e le mega-fortune dell'oligarchia finanziaria. Ogni giorno nel mercato azionario si scambiano 2.000 miliardi dollari. La crisi ha portato alla perdita di 20.000 miliardi di dollari, ma un anno dopo le banche e gli altri monopoli avevano raccolto 30.000 miliardi principalmente facendo pagare la loro crisi ai lavoratori. Qui sta la necessità di far crescere l'esigenza sociale di salari più alti, di salvare i posti di lavoro e liquidare la precariètà con CTI (contratti a tempo indeterminato) per tutti, di promuovere l'abrogazione della RGPP (Revisione generale delle politiche pubbliche) e delle delocalizzazioni, per riportare l'età di pensionamento a 60 anni (37,5 anni di lavoro), di richiedere la scala mobile con lo slogan: Capitalisti, non pagheremo la vostra crisi e i vostri debiti!
 
In tutte le battaglie, i comunisti di URCF collegano concretamente la lotta quotidiana (contro le conseguenze del capitalismo e la sua crisi strutturale) alla lotta generale contro il capitalismo-imperialismo e dimostreranno pazientemente che la rivoluzione socialista è l'unica alternativa popolare al capitalismo.
 
La lotta sarà lunga ma noi vinceremo!
 
[...]
 
La crisi generale del capitalismo conferma in pieno gli insegnamenti del marxismo-leninismo. Questo modo di produzione, più che mai putrescente e parassita, è incapace di soddisfare anche i bisogni primari dell'umanità; deve essere distrutto da una rivoluzione che consentirà di continuare il progresso sociale, di conquistare una democrazia veramente popolare e di garantire le libertà democratiche. Solo il socialismo è la risposta per il futuro alla barbarie capitalista, al suo sperpero mondiale.
 
Ma la necessità è molto lontana dalla realtà.
 
La distruzione del PCF come partito operaio, realmente comunista e rivoluzionario, a causa dell'opportunismo e del revisionismo sostenuto dal capitale, della CGT come centrale nazionale della lotta di classe, continuano ad arrecare danni, mentre l'oggettivo bisogno di ricostruire queste stesse organizzazioni, tarda.
 
Analizzando le lotte in corso, possiamo vedere come, senza organizzazioni politiche e sindacali rivoluzionarie, l'eterogeneità del movimento operaio è grande, quanto il ricorso amplificato a soluzioni individuali e l'assenza di rivendicazioni comuni unificanti che portano allo scoppio di lotte isolate (e mantenute in isolamento dalle burocrazie che gestiscono il capitalismo). Lotte isolate che difficilmente possono essere vittoriose. La nostra solidarietà comunista va a questi lavoratori, abbandonati alla loro lotta, che danno prova di una coraggiosa combattività quando le direzioni sindacali predicano la rassegnazione e la sottomissione all'"ordine sociale" esistente con la modalità "no alla politica!".
 
L'URCF saluta anche tutte le lotte di classe nelle imprese e altrove.
Questo è solo l'inizio, continuiamo la lotta, su tutto il territorio, auto-organizzazione in comitati di lotta!
 
Il nostro programma di lotta e di rivoluzione titolato: "Socialismo: L'unica alternativa al capitalismo", è sul nostro sito web.
 
Uniamo la lotta dei comunisti-rivoluzionari!
Costruiamo il Partito comunista, operaio e marxista-leninista di cui abbiamo tanto bisogno!
 
Commissione lavoro dell'URCF
9 gennaio 2012 
 
 

Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.