www.resistenze.org - popoli resistenti - francia - 21-02-12 - n. 397

da URCF Unione dei Rivoluzionari Comunisti di Francia - http://www.urcf.net/spip.php?article476
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Presidenziali: Boicottaggio!
 
11/02/2012
 
Il capitalismo distrugge le nostre vite!
Nessuna austerità né di destra né di "sinistra": Boicottaggio!
 
Purtroppo per i lavoratori, per tutti coloro che vivono del proprio lavoro o di pensione, per la massa dei giovani, le elezioni presidenziali non sono portatrici di prospettive, nemmeno parziali.
 
Né Sarko...
 
Nel paese, prevale un rifiuto di Sarkozy e delle sue politiche. E' chiaro che un tale rifiuto è in realtà conseguenza del carattere di classe della politica attuata. Scandali politici e finanziari, l'arroganza dei nuovi ricchi, una valanga di misure per sostenere i detentori della ricchezza a scapito di coloro che non riescono a sbarcare il lunario, massiccio sostegno finanziario alle banche e ai padroni, offensiva permanente contro i diritti e il potere d'acquisto dei lavoratori, una politica estera in linea con l'imperialismo USA e la moltiplicazione degli interventi militari... la lista dei motivi di malcontento è lunga. Anche i mass media della grande borghesia tengono conto di tale rifiuto. Ma il trucco è di spoliticizzarlo usando il carattere quasi monarchico e autoritario della Costituzione gollista: di fronte al malcontento, si gioca una personalità particolarmente insopportabile e il discredito personale del Presidente per consentire la continuità della sua politica.
 
Né... i francesi.
 
Con questo ci stiamo preparando all'alternanza, al cambiamento di "staff" che concretizzerebbe l'elezione di François Hollande o di François Bayrou. Poiché la politica proposta dei due contendenti è sostanzialmente la stessa di Sarkozy, è significativo che Holland e il PS [Partito Socialista] da un lato, e Bayrou dall'altro, non prospettino l'abrogazione delle misure reazionarie adottate durante questi cinque anni (e nei precedenti) sulle pensioni, sulla politica di smantellamento della funzione pubblica, sulle riforme della giustizia, l'amministrazione locale e l'istruzione nazionale. Alcuni punti di dettaglio differiscono, in campagna elettorale almeno. Ma nel merito, Holland e il PS come Bayrou, condividono con Sarkozy la stessa visione, lo stesso approccio di classe alla politica di governo: la legittimazione del "debito" - in particolare il finanziamento del capitale finanziario da parte dei lavoratori; la necessità di "economicizzare" - intesa, tra le altre cose, come tagli alla previdenza sociale, alla sanità pubblica, alle pensioni; esenzioni ai padroni sui "costi salariali" - in realtà amputazione dei salari indiretti, mentre la retribuzione diretta resterà bloccata. Hollande come Bayrou hanno appoggiato l'aggressione contro la Libia, hanno sostenuto la spedizione militare in Afghanistan e si stanno preparando a sostenere od organizzare l'aggressione militare contro la Siria e l'Iran.
 
In realtà opporsi a Le Pen
 
In effetti gli elettori devono scegliere tra tre candidati che hanno uno stesso programma politico, sebbene con sfumature diverse per attrarre i segmenti di elettorato di riferimento, proprio come i servizi marketing delle imprese capitaliste. Questo è il programma del capitale monopolistico e dell'oligarchia finanziaria espresso nelle linee guida delle istituzioni dell'Unione europea e applicate con zelo dallo Stato francese.
 
La crisi del capitalismo conosce una nitidezza senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale, con la conseguenza in Francia come in tutti gli altri paesi capitalisti, di aumentare l'impoverimento dei lavoratori, dei ceti medi e anche dei lavoratori autonomi. Il capitalismo si approssima all'esaurimento della sua capacità di adattarsi alla crisi sistemica che sta attraversando.
 
In questo contesto, Hollande come Bayrou, essendo subordinati al FMI, all'Unione europea, mostrano di essere i candidati, anch'essi, del grande capitale. Non solo non costituiscono un'alternativa politica a Sarkozy, ma contribuiscono al pericolo di favorire lo sviluppo di una corrente neo-fascista, interpretata da Marine Le Pen, la cui demagogia a tutto campo è destinata a catturare il sostegno di alcuni ambienti sociali disperati dalla crisi in assenza di alternativa politica.
 
Per contrastare l'ascesa "lepenista" e il fascismo, non si deve aderire a un voto tanto inutile quanto favorevole a nutrire il marciume su cui fiorisce il fascismo.
 
La lotta contro il capitalismo
 
L'alternativa politica non può aversi che da un'unica prospettiva: la crisi è quella del capitalismo come modo di produzione e come formazione economico-sociale. Non si può uscirne senza rompere con il sistema che è in crisi, vale a dire il capitalismo! Rottura che però va intesa non come una "Grand Soir" [evento decisivo e travolgente dove tutto è possibile, ndr] ma piuttosto come un'unione popolare attorno alla classe operaia, che deve costruirsi a partire dalle aspirazioni delle masse e dalle lotte anti-monopoliste, capaci di preparare i lavoratori a lottare duramente contro la borghesia, per la vittoria del socialismo, più che mai all'ordine del giorno.
 
Il Fronte della Sinistra volta le spalle alla rottura necessaria
 
E' per questo che non possiamo dare sostegno al Fronte della Sinistra. Esso persevera nel veicolare il mito del PS di "sinistra", che implica ammettere di poter governare con quel partito, voltare le spalle alla prospettiva di una rottura con il capitalismo, come evidenzia chiaramente il suo programma: la confusione sulle nazionalizzazioni, le proposte infantili in materia di controllo della BCE e il mantenimento dell'Euro, la salvaguardia delle catene della UE in nome della mitica "Europa sociale"; la politica Arlesienne! Il tutto si riduce all'idea di una più equa ripartizione, che lascia intatta la proprietà capitalista! Per quanto riguarda la politica estera, il Fronte della Sinistra, dopo aver sostenuto nei fatti l'aggressione contro la Libia, chiede sanzioni contro la Siria e contro l'Iran e copre i preparativi per la guerra a condizione che non sia la NATO in quanto tale, ma i paesi europei! Approvare queste posizioni, significa seminare gravi illusioni tra i lavoratori, illusioni destinate a trasformarsi rapidamente in amarezza, preparando ancora una volta il terreno per il neo-fascismo.
 
Il boicottaggio deve essere la risposta, preparando il futuro
 
In queste condizioni, l'URCF chiama i lavoratori, i democratici, a pronunciarsi per il boicottaggio, mentre si preparano le mobilitazioni per contrastare le politiche che si annunciano, destinate a far pagare la crisi alle masse. L'ampiezza del movimento di boicottaggio può e deve indebolire i governi a venire, perché nel breve termine, e in vista della necessaria costruzione di un vasto movimento anticapitalista come suddetto, l'obiettivo rivoluzionario immediato deve determinare un potere debole, privo di legittimità popolare.
 
Linee di lotta
 
Abrogazione della Costituzione anti-democratica del 1958 e convocazione di un'Assemblea Costituente eletta con il sistema proporzionale, stimolando un ampio dibattito per la partecipazione popolare alla stesura di una nuova costituzione.
 
Ritiro dalla UE, dal WTO e dal FMI, con il recupero della sovranità.
 
Ricostituzione del settore nazionalizzato venduto dal 1988 e sua estensione sotto il controllo operaio con la ricostruzione del settore produttivo.
 
Soddisfazione delle principali rivendicazioni popolari in materia di salari, occupazione, salute, istruzione...
 
Opposizione a ogni guerra imperialista, ritiro dalla NATO, politica di pace, disarmo, solidarietà e cooperazione con i popoli in lotta contro l'imperialismo.
 
Il futuro è nella lotta e nel socialismo!
 
 

Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.