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- popoli resistenti - francia - 10-04-12 - n. 404
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Avanza la povertà in Francia
30/03/2012
Un rapporto pubblicato giovedì scorso mostra l'entità del danno fatto dal sistema capitalista in Francia.
Oltre 11 milioni di persone francesi sono colpite dalla povertà o dall'emarginazione. Questa povertà in forme diverse è aumentata in Francia dalla metà degli anni 2000.
Le conseguenze della crisi 2008-2009 sono "pesanti, molteplici e diluite nel tempo", sottolinea l'Osservatorio Nazionale sulla povertà e l'emarginazione sociale (ONPES) nella sua relazione 2011-2012.
I dati disponibili partono dal 2009, dunque sottostimati rispetto la drammatica realtà di oggi: 11, 2 milioni di persone sono state colpite sia dalla "povertà monetaria" sia per "gravi privazioni materiali" sia per "una bassa intensità di lavoro".
Tra questi, 700.000 persone cumulano i tre indicatori.
Considerando i dati INSEE, il tasso di "povertà monetaria" coinvolge il 13, 5% della popolazione: 8, 2 milioni di persone vivevano così nel 2009 con meno di 954 euro.
Quasi due milioni di persone vivevano con meno di 640 euro al mese, cioè il 3, 3% della popolazione, in netto aumento rispetto al 2005.
Questa progressione della povertà è secondo l'organo ufficiale, "in connessione con il generale aumento della disuguaglianza del reddito ai due estremi della distribuzione" della ricchezza.
L'ONPES richiama l'attenzione su dei settori particolarmente vulnerabili: famiglie monoparentali (quasi il 30% dei poveri), giovani (22, 5%) o le donne più anziane (15%).
L'organismo ufficiale rileva inoltre che "avere un lavoro non è più una condizione sufficiente per superare la soglia di povertà", l'occupazione è diventata scarsa e precaria (disoccupazione, tempo determinato, interinale, part-time).
Questi dati mostrano l'urgenza di farla finita con questa società. Questa situazione è tale per il popolo da non poter più sopportare compromessi né pace sociale.
Si possono gestire insieme gli affari del capitale e gli enormi danni che provoca? Dobbiamo porre fine a questo "dialogo sociale". I nostri candidati parlamentari saranno i portabandiera di coloro che soffrono, che vogliono farsi ascoltare e dedicano le loro capacità per riuscire a sradicare il capitale.
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