www.resistenze.org - popoli resistenti - francia - 30-04-12 - n. 407

da Unione dei Rivoluzionari Comunisti di Francia - www.urcf.net/spip.php?article502
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Secondo turno delle presidenziali: La posizione dell'URCF - Unione dei Rivoluzionari Comunisti di Francia
 
26/04/2012
 
Oggi ci sbarazziamo di Sarkozy, domani di Hollande!
 
L'URCF ha condotto una campagna di boicottaggio al primo turno, contro la monarchia elettiva istituita con la Quinta Repubblica. Questo sistema eleggerà, orientando l'opinione pubblica con i sondaggi, un Presidente dell'UMP [Unione per un movimento popolare - il partito di Sarkozy - ndt] o del PS [Partito Socialista]; un presidente che appare onnipotente, mentre in realtà è la cinghia di trasmissione del capitale finanziario.
 
Il bipolarismo porta all'alternanza di potere al governo e nelle regioni. I media in questo momento cercano di "posizionare" l'opinione pubblica nel duello Sarkozy/Hollande, quando entrambi i candidati hanno la stessa posizione in favore del Capitale, dell'Unione europea, delle guerre dell'imperialismo francese (Afghanistan, Libia e forse domani, Siria).
 
Questi sono i due partiti che hanno guidato il campo del SI al referendum sulla ECT (Trattato Costituzionale Europeo), gli stessi che hanno votato, al solo Parlamento, il Trattato di Lisbona.
 
Rabbia e malcontento
 
Parliamo innanzi tutto della forma deviata e liberticida di questa rabbia, che si esprime attraverso il voto al FN [Fronte Nazionale, partito di Marine Le Pen, ndt]. Una parte dei lavoratori ritiene che la fonte delle preoccupazioni quotidiane e permanenti nascano nell'immigrazione e si riconosce nell'escalation razzista. Sarkozy come presidente porta una grave responsabilità per l'uso dello sciovinismo per accattivarsi i voti del FN. Diversi elettori hanno preferito l'originale alla fotocopia.
 
La campagna elettorale ha dimostrato che le sole imprecazioni contro Le Pen non contrastano la reazione fascistoide. Per sottrarre i ceti popolari al FN, dobbiamo mostrare loro che l'origine del malvivere e delle difficoltà stanno nel sistema capitalistico, compresa la questione dell'insicurezza con le morti determinate da varie cause; dobbiamo mostrare che la classe lavoratrice, immigrata e francese, ha bisogno della sua unità di classe per sconfiggere il Capitale.
 
Il voto del Fronte di Sinistra ha espresso una rabbia sana contro certe conseguenze del capitalismo, ma ci dispiace che la linea di questo movimento si situi nel quadro della gestione capitalista, nel contesto delle istituzioni dell'Unione europea.
 
Dire la verità
 
Sarkozy, lo conosciamo. Tutti i lavoratori misurano l'ampiezza dei colpi assestati alla maggior parte della popolazione. Accogliamo con favore che sia stato sconfessato da 4 elettori su 5 votanti (comprese le astensioni). Ma il carattere bipolare delle elezioni presidenziali porta un cambiamento dell'uomo e della squadra, non un cambiamento della politica di classe.
 
Dal canto suo, il PS ha sempre tradito le speranze popolari: con la politica di austerità nel 1982, le politiche neoliberiste del governo della "sinistra plurale" di Jospin, con il PCF [Partito Comunista Francese] e Jean-Luc Mélenchon (1997-2002).
 
Questo governo ha battuto il record delle privatizzazioni (210 miliardi di franchi), ha approvato con Chirac la dichiarazione del vertice di Lisbona sull'austerità e l'aumento dell'età pensionabile. Volendo rassicurare la City (la Borsa di Londra), durante la campagna del primo turno, Hollande ha fatto la seguente dichiarazione: "Mitterrand ha nominato dei comunisti al governo. Oggi, non ci sono comunisti in Francia... La sinistra ha governato per 15 anni durante i quali ha liberalizzato l'economia e aperto i mercati alla finanza e alle privatizzazioni. Non c'è nulla da temere". Davanti alla protesta del Fronte della Sinistra, Hollande ha dovuto chiarire, parlando del PCF: "Prima rappresentavano il 20-22%, oggi sono il 10%: un cambiamento significativo".
 
Il messaggio è chiaro, Hollande proseguirà la politica volta a soddisfare i mercati finanziari e l'unione imperialista (UE). Come in Grecia e Spagna, la crisi, che non è solo finanziaria, ma propria del modo di produzione capitalistico, ci riporterà alla realtà dopo il 6 maggio. Il PS è l'alternanza a Sarkozy nel contesto della gestione capitalistica, non un'alternativa per il popolo, non un vero cambiamento progressista.
 
Le lotte, l'unico modo per soddisfare le rivendicazioni
 
Qualunque sia il Presidente eletto, i lavoratori si troveranno di fronte la stessa politica di austerità. Le mobilitazioni, l'attività politica, gli scioperi tra cui quelli generali, saranno necessari per soddisfare le nostre rivendicazioni (Salario Minimo 1.700 euro, età pensionabile a 60 anni, aumento dei salari e delle pensioni...).
 
I comunisti rivoluzionari e i lavoratori devono riprendere la vecchia tradizione del movimento operaio: rovesciare i governi antisociali e antipopolari nella prospettiva dell'abbattimento del capitalismo.
 
In nome del milione di nuovi disoccupati, dei 500.000 salariati che hanno perso i loro posti di lavoro industriali, degli 8 milioni di poveri, dobbiamo punire e sbarazzarci di Sarkozy oggi.
 
Dal 6 maggio, quando Hollande sarà eletto, l'URCF sarà all'opposizione rivoluzionaria e anti-capitalista dei socialdemocratici nella lotta per la rivoluzione socialista, l'istituzione del potere operaio e per il socialismo.
 
Nessuna austerità di destra o di sinistra!
Oggi ci sbarazziamo di Sarkozy, domani di Hollande!
 
URCF 1° Maggio 2012
 

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