www.resistenze.org - popoli resistenti - francia - 14-04-14 - n. 494

Campagna del PRCF per il boicottaggio delle elezioni europee. Uscire dall'UE, uscire dall'Euro

Polo della Rinascita Comunista in Francia | initiative-communiste.fr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Per rompere le catene dell'Unione europea, boicottare le europee!

Nel referendum del 29 maggio 2005, i francesi hanno detto NO alla Costituzione sovranazionale europea di stampo neoliberista. Tuttavia, su iniziativa di Sarkozy, l'UMP [Unione per un movimento popolare - il partito di Sarkozy - ndt] e il PS [Partito Socialista] hanno adottato il Trattato di Lisbona, copia della Costituzione rifiutata dai francesi. Nelle elezioni europee, i partiti politici, incluso FN [Fronte Nazionale, partito di Marine Le Pen, ndt], agiranno come se la violazione della volontà popolare francese non avesse avuto luogo.

Il PRCF chiama al contrario la cittadinanza ad astenersi alle europee e sanzionare così il tradimento del Partito di Maastricht Unico (PMU, composto da PS, UMP, il partito ecologista-europeo di centro).

Non dimentichiamo che l'Unione europea (UE) avrebbe dovuto portare prosperità; invece ha portato:
- 26 milioni di disoccupati;
- 84 milioni di poveri (Osservatorio della disuguaglianza) e l'esplosione del numero di precari. La ricetta dell'austerità ha fatto crollare il potere d'acquisto, mentre la Banca Goldman Sachs raccomanda una riduzione del 30% dei salari in Francia;
- in Grecia, il 24% della popolazione è già vittima di esclusione. Circa 50 milioni di cittadini in Europa (10%) vivono in famiglie in cui nessuno lavora; 43 milioni (8,6%) non può alimentarsi correttamente; 4,1 milioni (0,82%) sono senzatetto. E cosa dire delle delocalizzazioni in nome dell'articolo VI di Maastricht ("UE è un'economia di mercato aperta al mondo in cui la concorrenza è libera e non falsata").

Questa "costruzione" europea al servizio del grande capitale, è destinata a peggiorare ulteriormente con l'introduzione dell'"Unione transatlantica": il Trattato di libero scambio UE/Stati Uniti finirà per distruggere completamente i nostri posti di lavoro, il nostri servizi pubblici, la nostra cultura e perfino la nostra lingua, rapidamente soppiantata dall'anglo-americano degli affari.

L'UE è carente sotto il profilo democratico. In effetti l'indipendenza nazionale dei paesi europei è stata minata dalla UE: sottomessi a Berlino e Washington, la Commissione Europea "ammonisce", "mette sotto sorveglianza", "punisce", fornisce "direttive", infligge pesanti multe agli stati membri. I parlamenti nazionali diventano evanescenti. Come Sarkozy, Hollande è un burattino manovrato dalla Confindustria (MEDEF) e da Bruxelles ai danni del popolo. Senza sovranità fiscale e monetaria, nessuna politica di progresso sociale è possibile! Nei paesi dell'Est, Ucraina in testa, i comunisti vengono repressi con la benedizione dell'UE che sostiene i golpisti neo-nazisti al potere a Kiev! Altri paesi (Grecia, Spagna) vengono posti sotto tutela e martirizzati dalla troika (UE, FMI, BCE). La UE non è altro che nuova prigione dei popoli!

L'Unione europea, doveva portare la pace. In realtà l'Unione europea con i suoi accoliti della NATO e dell'"Unione transatlantica", costruisce le condizioni di una terribile guerra imperialista contro la Russia e contro i paesi del Medio Oriente. Non dimentichiamo il ruolo dell'Unione europea e della Germania capitalista "riunificata" nella disgregazione della Jugoslavia e della Cecoslovacchia. E che dire della sovversione organizzata negli ex paesi socialisti al ritmo di pseudo-rivoluzioni "colorate" che virano rapidamente al nero (Ucraina). In realtà, dietro la maschera dei "diritti umani" e dell'"intervento umanitario", l'UE si profila come un Quarto Reich in formazione sotto la guida dell'asse Washington-Berlino e dei collaboratori dell'oligarchia "francese"!

In Francia, la "costruzione europea" e "transatlantica" significa la morte programmata della Repubblica, la distruzione dell'industria e dell'agricoltura in nome di una "concorrenza libera e non falsata" alla Maastricht, la divisione della Repubblica indivisibile in quindici "Länder" alla tedesca con la sostituzione dei comuni con le mostruose "città europee", lo smantellamento dei servizi pubblici, la distruzione del sistema di istruzione "nazionale", della laicità, del cinema, della canzone francese...

Si comprende allora il ruolo del "parlamento" europeo: l'oligarchia capitalista vuole dare un "aspetto democratico alla sua dittatura sovranazionale. Ma il parlamento rappresenta un popolo, ma non esiste un popolo europeo! Esistono un popolo francese, un popolo italiano, un popolo greco, ciascuno con la propria lingua, la sua storia e la sua sovranità. Il resto è una cortina che nasconde i dettami della Tavola rotonda degli industriali, il bello e cattivo tempo dettato da Bruxelles! La base della democrazia è la nazione repubblicana che collabora in condizioni di parità con gli altri paesi. Questo è il motivo per cui il grande capitale vuole sostituire la Repubblica francese, spagnola, italiana, belga, con una "Europa delle Regioni", obbedendo al vecchio precetto imperialista: "divide et impera"!

È a tutto questo che dobbiamo dire NO, boicottando consapevolmente, politicamente, civicamente, la finzione delle elezioni europee.

Anche la scheda bianca non è sufficiente, poiché in tal modo si rifiutano le liste concorrenti accettando il quadro sopranazionale, dato per scontato (che vinca il PS o la destra, non cambierà una virgola nella politica di Bruxelles). Astenersi attivamente, varrà al contrario come delegittimazione dell'UE, Unione che nega la nostra sovranità, base reale della nostra cittadinanza. Il boicottaggio, non in tutte le elezione, ma in questa sovranazionale, sarà un atto militante per il cambiamento sociale, l'occupazione, la nazione, la democrazia e la pace.

Astenersi, boicottare, varrà anche come rifiuto delle catene dell'euro, questa arma micidiale per i nostri salari e l'occupazione produttiva; ci renderà la sovranità monetaria e fiscale senza la quale sarà impossibile la re-industrializzazione della Francia, la nazionalizzazione delle grandi società capitalistiche, il rifiuto di rimborsare il "debito" bancario, il rilancio del progresso sociale, la salvaguardia delle conquiste sociali e democratiche del Consiglio nazionale della resistenza, del Fronte Popolare e della Rivoluzione francese.

Astenersi, boicottare, varrà anche come denuncia della menzogna di una "Europa sociale", che paralizza il movimento popolare e le organizzazioni sindacali. Perché non può esistere una Europa progressista: un coccodrillo non può diventare vegetariano! La UE è nata per una sola cosa: distruggere le conquiste operaie, dominare i popoli dell'Est e del Sud, vietare il socialismo in Europa!

Astenersi, boicottare, varrà anche come rivendicazione del nostro desiderio a una Repubblica sociale, sovrana e fraterna; si agirà così da cittadini rispettosi delle grandi conquiste della rivoluzione del 1848, del suffragio universale.


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