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Attentato a Parigi contro Charlie Hebdo: l'orrore!

Polo della Rinascita Comunista in Francia (PRCF) | initiative-communiste.fr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

07/01/2015

Sortiti dalle tenebre medievali, i terroristi hanno ucciso a sangue freddo uomini disarmati. Stupore e indignazione. Dodici morti, feriti gravi... Proviamo lo stesso dolore e lo stesso orrore provato dai parenti delle vittime e da tutti cittadini di qualsiasi credenza che amino la laicità e la libertà di espressione, da tutti coloro che rifiutano che fanatici ripristino il "delitto di blasfemia" tipico del terrore clericale, abolito dalle leggi secolari. Tutte le vittime meritano il nostro rispetto. Ci sia consentito un pensiero speciale per Charb, che aveva appoggiato la manifestazione del PRCF in commemorazione del 70° anniversario di Stalingrado, per Wolinski, per decenni uno dei pochi artisti a combattere l'anticomunismo, l'antisovietismo e a difendere con coraggio la socialista Cuba e per Bernard Maris, sostenuto dal PRCF per le recenti dichiarazioni contro la moneta unica europea. Il PRCF condanna fermamente questo orrore assoluto e dei suoi mandanti ed esecutori che non meritano alcun tipo di scusa.

Al di là dell'orrore, dobbiamo far fronte freddamente a tali atti e analizzare ciò che rivela questo crimine.

Al momento nessuno sa con chiarezza chi siano i mandanti dell'attentato. Marine Le Pen ne ascrive la paternità ai "fondamentalisti islamici". Questa ipotesi è plausibile, ma ovviamente si tratta solo di un'ipotesi e occorre considerare la volontà di provocazione nelle parole del FN che spera di approfittare degli eventi per accrescere la xenofobia nella società. Rammentiamo le settantasette persone uccise dal nazista Anders Brejvik in Norvegia o i quaranta sindacalisti arsi vivi a Odessa dai nazisti sostenuti dal potere di Kiev. I fondamentalisti religiosi non hanno il monopolio del terrore, tutt'altro!

Se vogliamo interrogarci sul fondamentalismo islamico chiediamoci chi lo arma? Chi lo ispira? Chi lo finanzia? Chi lo ha fatto prosperare? Il governo degli Stati Uniti e i suoi vassalli: Arabia Saudita, Qatar, alcuni governi dei paesi islamici al traino della NATO. Sono loro che hanno reclutato e utilizzato i fondamentalisti contro i comunisti arabi, contro il movimento operaio e democratico nei loro paesi: gli Stati Uniti hanno finanziato bin Laden e i suoi torturatori contro il governo del popolo afghano e contro l'Armata Rossa, a cui il governo di Kabul aveva chiesto aiuto in virtù di un trattato di assistenza in base al diritto internazionale.

Ricordiamo che Sadat ha usato i Fratelli Musulmani contro i progressisti egiziani? Chi arma e finanza oggi Daesh [ISIS] se non i regimi amici degli imperialisti, il Qatar o il Kuwait, il cui nemico principale è la Siria indipendente e sovrana? Ricordiamo anche chi ha fatto assassinare il capo dello Stato della Libia senza preoccuparsi di consegnare questo paese ai nostri confini ai fanatici fondamentalisti: non sono altri che i signori Sarkozy, Cameron e Obama con i loro sermoni alla grande crociata occidentale. In effetti, il fondamentalismo islamico è una creatura dell'imperialismo, creatura che per il momento, secondo uno schema classico, si rivolta contro il suo creatore: Sadat ucciso dai Fratelli Musulmani, gli attacchi dell'11 settembre a Manhattan, i talebani contro gli occidentali dopo aver linciato a migliaia gli studenti afgani, gli attivisti comunisti e gli insegnanti laici che alfabetizzavano il loro paese laico...

A chi giova? Questo è il problema. Quali sono le forze politiche che prosperano sul razzismo anti-arabo? Quali sono le forze politiche che cercano di sostituire la realtà della lotta di classe con la spettrale lotta di razze, etnie e religioni? Sono le forze del fascismo dilagante, dove elementi della destra tradizionale aderiscono ogni giorno più marcatamente ai mercanti di odio del FN con il supporto di pseudo-intellettuali come Zemmour. Più che mai, la stigmatizzazione permanente dei musulmani, alimenta i peggiori risentimenti; e, a sua volta, tali risentimenti permettono in apparenza di "giustificare" l'odio del lavoratore musulmano, in una spirale di morte che deve essere rotta prima che ne scaturisca la completa fascistizzazione nel nostro paese e di tutta l'UE, la quale non chiede altro (vedi Ucraina, Paesi Baltici, Ungheria, la destra fiamminga, ecc).

In quale clima ideologico si è perpetrato questo terribile crimine? Nel clima di fascistizzazione della società in cui imperversa la campagna mediatica-ideologica intorno ai Zemmour, ai Soral, ai Dieudonne, intorno all'islamofobo Houellebecq, dove cresce in modo sempre più aperto un razzismo contro i lavoratori arabi, dove un sindaco rifiuta di seppellire un bambino rom, dove il premier giudica i rom "non integrabili"; in breve, in un clima marcio che ricorda le ore più buie del nostro paese. E quale forza sociale scorgendo l'albore di una rivoluzione sociale cerca di sviarla, di imputridirla, trasformarla in lotta interna alle classi popolari di origine e/o di religione diversa, mettendo nell'ombra gli interessi di classe? La risposta non può che essere il grande capitale!

Il governo Holland non è innocente nella realizzazione di questo clima micidiale: con spirito neo-coloniale e di sottomissione alla UE e alla NATO, Holland ha spinto più a fondo di Sarkozy le ingerenze nel conflitto siriano, le pratiche interventiste neocoloniali in Francafrica (Costa d'Avorio, Repubblica Centrafricana, Mali), le dichiarazioni contro l'Iran, il sostegno appena mascherato all'assassino Netanyahu, continuando quotidianamente a intendersela con i peggiori regimi feudali del Golfo. Abbiamo sempre detto, la lotta contro il fanatismo terrorista in Francia è inseparabile dalla lotta contro il "nostro" imperialismo, che crea ogni giorno il terreno fertile per la violenza più selvaggia.

Questo è il motivo per cui il PRCF rifiuta la "unione sacra" di Holland e Cazeneuve. In gravi difficoltà in campo sociale, certamente questi sfruttano la situazione per aumentare i loro attacchi contro i diritti e le libertà sociali (vedi la nostra recente denuncia della legge Cazeneuve che riduce le nostre libertà, senza diminuire la capacità di nuocere degli assassini). Al contrario il PRCF chiede un ampio fronte antifascista, patriottico e popolare, rivolto al progresso sociale, alla vera laicità repubblicana, alle le libertà democratiche, alla pace, alla sovranità nazionale, contro il grande capitale e la UE Atlantica, la cui ricorsa alla massimizzazione del profitto semina il caos nel mondo intero.

Gli assassini, i fanatici, i manipolati e i manipolatori si troveranno di fronte ai comunisti che faranno di tutto per rafforzare la loro unità di azione e permettere l'emergere di un nuovo Consiglio Nazionale della Resistenza. Chiamiamo il nostro popolo ad una grande ripartenza progressista e repubblicana per sbarrare la strada alla peste che sta guadagnando terreno. Si mimetizzi in verde, in nero, in blu o marrone, il fascismo serve sempre gli stessi interessi: quelli del capitalismo.

La migliore risposta agli assassini è la nostra unità di lotta, la nostra determinazione, la nostra compostezza e la prospettiva di una società libera dallo sfruttamento, dalla povertà, dall'imperialismo e dalla guerra: la prospettiva del socialismo.
 
Condannando senza mezzi termini gli assassini e i loro committenti, non lasciamoci intrappolare nello "scontro di civiltà" e i sogni di crociate. Conduciamo senza debolezza la lotta di classe e costruiamo ovunque la risposta sociale all'euro-austerità, perché alla vigilia del 10° anniversario del 29 maggio 2005 (in cui si espresse il NO al Trattato di costituzione europea), cresce l'esigenza di una repubblica sociale, sovrana e fraterna, libera dal capitalismo, dall'imperialismo e dal fascismo.


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