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Attentato terrorista contro Charlie-Hebdo

Unione dei rivoluzionari comunisti di Francia (URCF) | urcf.fr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

09/01/2015

Dichiarazione politica dell'URCF del 9 Gennaio 2015

La nostra prima di dichiarazione riportava lo stato d'emozione contro questo atto di terrore contro la libertà d'espressione in Francia. Adesso, la ripresa politica ha lavorato in funzione del piano dell'"unità nazionale". Oggi, gli avvenimenti drammatici si collegano tra di loro con due prese in ostaggio da elementi terroristi alla Porte de Vincennes e nel 77.

Il sistema capitalista è fondato sullo sfruttamento del salariato, gli interessi del Capitale monopolista sono contrari a quelli della classe operaia e i lavoratori. I primi s'accaparrano le ricchezze prodotte dai lavoratori. Non è possibile avere interessi comuni tra capitalisti e lavoratori. Dov'è l'unità nazionale quando la legge Macron infrange il Codice del Lavoro, indebolisce sempre di più la difesa dei salariati, apre la via all'indebolimento e alla privatizzazione della SNCF? Dov'è l'unità nazionale quanto il Patto di responsabilità trasferisce denaro pubblico nelle tasche dei capitalisti, e si istituzionalizza l'austerità? Dov'è l'unità nazionale quando alcuni libri, politici (non solamente del FN), stigmatizzano una parte dei lavoratori d'origine straniera, evocano l'immigrazione come un problema, una invasione, accoglie in Pétain il difensore degli ebrei francesi durante la seconda guerra mondiale?

Non si possono ignorare le condotte e le responsabilità dell'imperialismo americano, francese, dell'UE nell'emergere del terrorismo islamico di tipo fascista.

In Libia, gli imperialismi francese e britannico hanno bombardato il paese, consegnato armi a tutti i vari estremisti che seminano quotidianamente il caos. Interventi armati che avevano solo l'obiettivo di servire gli interessi dei gruppi come Total o BP.

I terroristi si sono in seguito allargati dalla Libia verso il Mali e il Centrafrica, dando il pretesto per un nuovo intervento militare, gli ex alleati minacciano gli interessi della Françafrique.

In Siria, il presidente Hollande, sostenuto dagli altri Partiti del Capitale o riformisti, ha fatto di tutto per intervenire militarmente in Siria per sostenere i "ribelli" dove la maggioranza sono appunto dei gruppi terroristi. Il popolo siriano subisce tutti i giorni questo terrorismo ma l'unanimità della stampa "democratica" condanna il regime siriano che li combatte a viso aperto.

E quando Daesh (l'Isis - Stato Islamico), dopo aver beneficiato del sostegno finanziario e militare dell'Arabia Saudita, del Qatar e della Turchia membro della NATO e degli Stati capitalisti occidentali, si ritorce contro quest'ultimi per difendere i suoi propri interessi, in un misto tra oligarchie delle monarchie petrolifere e reazione medievale... allora dichiarano la guerra per conservare le loro conquiste nella ripartizione del mondo tra grandi gruppi e Stati.

Alla fine degli anni '70, l'Afghanistan ha conosciuto una rivoluzione democratica che aveva l'obiettivo di mettere fine al feudalesimo, all'estrema arretratezza culturale, dare la terra ai contadini, l'eguaglianza tra uomo e donna. Per la sua portata, la causa dell'Afghanistan democratica era quella dell'umanità progressista come la Spagna repubblicana lo fu negli anni '30.

Gli Stati Uniti, gli Stati europei, la Cina diedero il loro sostegno alla contro-rivoluzione, armati d'immensi arsenali, il sostegno a terroristi addestrati e formati nello spirito dell'integralismo assoluto dall'Arabia Saudita. Questa è stata l'operazione che è costata più cara agli Stati Uniti.

Bin Laden era allora l'alleato delle potenze imperialiste e degli Stati Uniti in particolare. Questo "combattente per la libertà" come i mezzi capitalisti lo presentarono allora si è ritorto contro i suoi ex alleati ed è all'origine degli attentati dell'11 Settembre. Gli Stati imperialisti si sono quindi lanciati in barbare guerre per prendere il controllo diretto del Medio-Oriente e delle sue risorse energetiche. In Iraq, in Libia per "instaurare la democrazia", l'imperialismo ha contribuito a mandare al potere i fautori del fascismo integralista. In Ucraina, le proclamazioni "democratiche" degli Stati Uniti e dell'UE si sono tradotte in un colpo di stato appoggiato militarmente da gruppi che rivendicano il fascismo e il nazismo. Altro paese di guerra, la politica imperialista di sostegno alla politica colonialista d'Israele che mantiene una ingiustizia storica, opponendosi alla creazione di uno Stato di Palestina con Al Qods (Gerusalemme) come capitale.

L'URCF mette in guardia sull'utilizzo di questo evento volto a preparare gli spiriti di guerra e in particolare ad un intervento in Siria.

L'URCF si oppone a tutti gli interventi armati tesi solo a soddisfare gli interessi finanziari dei grandi gruppi monopolisti perché essi inevitabilmente porteranno all'importazione del terrorismo che minaccia le popolazioni civili. Terrorismo alimentato dalle armi distribuite o recuperate.

Per questo, ora più che mai, noi ci pronunciamo per una politica di pace e di ritiro di tutti i corpi di spedizioni francesi, contro tutte le misure d'eccezione, come preannunciato dal responsabile dell'UMP che si è appellato all'adozione di un "Patriot Act" sul modello dell'America di Bush.

Il terrorismo islamista necessita di esser combattuto alla radice denunciando e attaccando finanziariamente e politicamente gli Stati che lo sostengono e lo alimentano con armi da guerra… per destabilizzare sempre di più il Medio-Oriente. In Francia, questa passa preventivamente attraverso la lotta contro la disoccupazione e l'esclusione che colpisce intere popolazioni, per una scuola che assicuri una vera formazione qualificante. Questo è possibile se vittime del capitalismo si impegnano nella lotta contro il capitalismo.

L'esclusione alimenta la delinquenza e lo sviluppo di un sottoproletariato che da traffici diversi passa al terrorismo. E a monte di tutto questo, quali sono le filiere e le persone che si arricchiscono attraverso questo mercato, e quanto questo è inseparabile dalla droga, dalle armi pesanti da guerra?

Il capitalismo porta in sé la guerra, la violenza, la divisione di uomini e donne secondo la loro nazionalità, il colore della loro pelle, la loro religione, il loro sesso ecc. L'URCF chiama a combattere il razzismo, l'antisemitismo e la xenofobia dispiegando la lotta di classe contro tuuti coloro che vogliono dividere i lavoratori secondo dei criteri di origini o convinzioni o che vogliono cancellare le distinzioni di classe sotto la copertura dell'"unità nazionale".

L'URCF condivide l'emozione di tutto il paese e saluta gli uomini e donne morte per la libertà d'espressione ma chiama a rigettare qualsiasi recupero politico ed elettoralista da questi avvenimenti drammatici.


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