www.resistenze.org - popoli resistenti - francia - 12-03-15 - n. 535

Tutti in lotta contro la Legge Macron, regressione della civiltà!

URCF | urcf.fr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

09/03/2015

Questa legge, adottata in prima lettura all'Assemblea Nazionale usando l'antidemocratica procedura del 49-3, deve esser combattuta fino al suo ritiro!

Il senso generale di questo progetto, secondo Macron, è di "deregolamentare per liberare energie e creare posti di lavoro". L'Accordo Nazionale Interprofessionale (ANI) del 1° Gennaio 2013 aveva già operato in questo senso. I risultati sono drammatici, tanto che nel paese si contano 250.000 disoccupati in più. Con la legge Macron  si crea il quadro giuridico del Patto MEDEF-Hollande-CFDT [Confindustria-Governo-Sindacati n.d.t] per ribassare il "costo" del lavoro, facilitare i licenziamenti e accelerare la distruzione del Codice del Lavoro.

Tutti gli articoli sono pensati per soddisfare le esigenze del Capitale, prova che sono i monopoli a dirigere la società (potere del Capitale) appoggiandosi ai loro partiti PS-UMP-FN. Queste esigenze sono soddisfatte dal progetto: austerità con la diminuzione reale dei redditi, trasferimento del denaro pubblico nelle tasche del Capitale, maggiore sottomissione alle direttive europee.

Attacchi contro i diritti dei lavoratori

Innanzitutto è modificato l'articolo del Codice civile che fonda il contratto di lavoro sul concetto di "subordinazione". Infatti, il salariato è di fatto in una situazione d'inferiorità giuridica e il Codice del Lavoro gli riconosce alcuni diritti di difesa. Un ex dirigente del MEDEF afferma: "La libertà di pensare si ferma dove inizia il Codice del Lavoro". Il contratto di lavoro sarà concordato tra due persone "uguali" ma solo il datore di lavoro fisserà le condizioni di lavoro e dei salari, "prendere o lasciare", chi decide è ovviamente il proprietario dell'azienda.

L'ampliamento del lavoro festivo e notturno senza incremento dei salari va ad accentuare lo sfruttamento dei salariati nelle imprese con meno di 20 persone (97% del totale dei lavoratori coinvolti). La legge del 1906 sul rispetto del riposo domenicale è violata nei settori non vitali per il paese. Il lavoro di notte (indispensabile nei servizi pubblici) riguarda già 3.5 milioni di salariati di cui 1 milione di donne. Nelle "zone turistiche" aperte fino a mezzanotte, i dipendenti vedranno la loro precarietà e povertà aggravarsi. Come tornare a casa dopo mezzanotte senza trasporti pubblici? Che saccheggio della vita famigliare… solo per i profitti capitalisti!

L'ispettorato del Lavoro e la Medicina del Lavoro vedranno il loro campo d'intervento fortemente indebolito (cf. Articolo 87); il giudice si sostituisce all'Ispettorato del Lavoro per il "dialogo sociale" con l'impresa. Le sanzioni contro il padronato sono fortemente alleggerite (Articolo 85), multe minori per i casi di ostruzione al ruolo dei difensori del personale! (Articolo 87).

Le privatizzazioni

Il progetto s'iscrive nell'incremento della concentrazione del Capitale e l'apertura alla concorrenza nel quadro dell'UE per la privatizzazione crescente dei servizi pubblici.

Alla SNCF, il progetto aggiunge la chiusura delle linee regionali, un pretesto per indebolire tale attività per la concorrenza degli autobus privati e "non urbani", modalità di trasporto meno sicuri!

Negli ospedali, i gruppi monopolistici nazionali e internazionali potranno assumere delle partecipazioni offrendo la medicina e la ricerca agli appetiti finanziari con la creazione di filiali private "a vantaggio delle imprese a livello internazionale". E' nel mirino delle privatizzazioni anche il trasferimento ai privati della maggioranza del capitale di GIAT e delle sue filiali per creare "un colosso europeo degli armamenti terrestri" (art. 47).

Si realizza l'inclusione nella politica di guerra per la nuova spartizione del mondo sotto l'egida degli Stati Uniti, dell'UE nel quadro della NATO. Gli aeroporti Côte d'Azur e Lione sono aperti, dopo quello di Tolosa, alla privatizzazione.

Trasferimento del denaro pubblico nelle tasche del Capitale

Gli articoli 36-40 fissano il quadro per "svuotare i risparmi dei dipendenti a beneficio degli investimenti delle imprese", "la mobilitazione dei fondi di risparmio dei dipendenti per finanziare l'economia". Insomma, i detentori dei mezzi di produzione sono esonerati di una parte degli investimenti, a carico dei lavoratori che devono contribuire con i loro risparmi… per esser rapinati alla fine. L'associazione Capitale/Lavoro è sempre nefasta per i salariati, solo la lotta è la via per strappare al Capitale le nostre rivendicazioni.

Non permettiamo la regressione della civiltà, alla lotta!

I riformisti (Frondeurs, PCF, Front de Gauche) si sono proposti di collaborare allo sviluppo della legge. Il PCF preconizza "un altro finanziamento, un altro credito, un'altra idea monetaria (con l'Euro) per l'occupazione, per la crescita reale"; questa è la teoria e la pratica della gestione del capitalismo.

L'obiettivo deve esser chiaro: come hanno fatto i giovani con il CPE [Contratto di primo impiego n.d.t.] di Villepin, noi dobbiamo lottare con scioperi e manifestazione per i ritiro della legge Macron, per le nostre rivendicazioni fondamentali: salari, pensioni, lavoro, settimana di 5 giorni, per i nostri diritti contro lo sfruttamento capitalista nella prospettiva storica del rovesciamento del capitalismo e l'instaurazione del socialismo.

Il 9 Aprile, tutti in sciopero!

La mobilitazione del 9 Aprile è la prima di ulteriori lotte fino al ritiro della legge Macron!

Parigi, 9 Marzo 2015


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