Il miliardario socialista Robert Badinter, del gruppo internazionale Publicis, ha appena presentato al Primo ministro socialista Valls il pericoloso rapporto [per "semplificare" il codice del lavoro, ndt] da cui scaturiscono, a suo dire: "i principi di base del nuovo codice del lavoro". "Questo è un passo fondamentale della Repubblica che io difendo, me ne rallegro e gli si darà seguito con una legge", ha dichiarato Valls al quotidiano "Le Monde". Questo testo sarà [è stato] adottato mercoledì 9 febbraio dal Consiglio dei Ministri.
Ancora una volta i padroni capitalisti e il governo socialista attaccano insieme tutte le nostre condizioni di vita e di lavoro, ora più violentemente che mai. Sanno che il malcontento è diffuso e temono soprattutto che la risposta popolare si estenda e cresca la lotta di classe.
È per questo che i veri padroni della Francia, i leader dei grandi gruppi capitalisti industriali, commerciali e finanziari, preparano, per l'ennesima volta, il cambio della squadra politica al loro servizio. Ancora una volta emerge la vecchia teoria del "rinnovamento politico", come se il cambiamento di presidente e ministri sia sufficiente per cambiare la politica. È passato poco tempo: Hollande e i suoi rimpiazzavano Sarkozy; ne conosciamo il risultato.
Il Fronte nazionale ha appena tenuto un seminario di 3 giorni a porte chiuse dove è stata presa la decisione di spiegare meglio le sue proposte a favore delle imprese. Il FN, ribadisce, è favorevole alla riduzione del "costo del lavoro", dei contributi sociali, della tassazione delle imprese e del numero dei funzionari. Come Valls e Badinter, come i leader del centro e della destra!
Sarkozy ritorna, Fillon, Juppé e altri si mostrano al suo fianco, tutti sono per estendere lo stato di emergenza e il mantenimento delle misure antipopolari.
Pierre Laurent del PCF, vuole costruire un nuovo progetto. Quale? Nessuna parola sul capitalismo, non una parola sulla necessaria appropriazione da parte del popolo dei grandi mezzi di produzione e di scambio, sulla loro gestione democratica.
Mélenchon, pure lui, vuole essere presidente, pure lui vuole costruire un nuovo progetto di cui nessuno conosce i dettagli, ma, ben inteso, nell'ordine capitalista.
E, ancora una volta, tutti si preparano a una nuova successione al servizio dei grandi gruppi capitalisti.
Prossimamente, si riunirà il Comitato nazionale del nostro Partito. Il documento che verrà adottato si concentrerà sul cambiamento di società e sulla nuova società socialista che vogliamo costruire nel nostro paese. Senza aspettare oltre, si dimostrerà che è possibile farla finita subito con l'attuale politica, che esistono i mezzi per sviluppare una grande politica economica e sociale al servizio del popolo. E illustrerà le condizioni per raggiungere questo obiettivo.
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