www.resistenze.org - popoli resistenti – grecia - 28.06.02
SCIOPERO
CONTRO RIFORMA PENSIONI FERMA PAESE
giugno 2002
Soffiando sul fuoco delle
proteste che in Europa del Sud infiammano l'estate, i lavoratori greci hanno
aderito in massa allo sciopero generale indetto dai sindacati contro un
progetto di riforma pensionistico, su cui pero' il governo socialista ha gia'
fatto diverse concessioni. Anche se le decine di migliaia di persone scese in
piazza in ogni grande citta' non riusciranno a fermare la riforma, sindacati e
lavoratori dipendenti hanno voluto fare udire lo stesso la propria voce, hanno
rilevato i commentatori della tv greca, ricordando che l'originaria revisione
del sistema pensionistico e' stata pesantemente modificata dopo lo sciopero
generale che nella primavera del 2001 aveva scosso il governo. Il nuovo testo
del disegno di legge, presentato in Parlamento lo scorso marzo dal ministro del
lavoro Dimitris Reppas, dovrebbe essere dibattuto nei prossimi giorni, a
cominciare da giovedi', ma si prevede che la maggioranza socialista lo adotti
senza veri ostacoli. Due sono gli obiettivi centrali del progetto: unificare
termini e normative della copertura pensionistica per tutti i salariati;
riunire in una struttura piu' agile le molte casse previdenziali esistenti. Un
lavoratore, in base alla riforma, dovrebbe andare in pensione dopo 37 anni di
lavoro indipendentemente dalla sua eta', anche se sara' possibile optare per la
pensione dopo 35 anni di contributi, purche' si siano compiuti i 65 anni, nel
caso degli uomini, o i 60, nel caso delle donne. L'opposizione alla riforma e'
stata pero' dichiarata a chiare lettere dalle migliaia e migliaia di persone
che oggi hanno manifestato, costringendo le citta' a fermarsi e imponendo un
giorno di pausa ai servizi. Oltre ai trasporti pubblici - non un autobus ha
circolato ad Atene - si sono fermati anche quelli commerciali, lasciando
all'ancora tutte le navi che dal Pireo avrebbero dovuto salpare verso l'Egeo e
quelle che da Patrasso avrebbero dovuto far rotta verso lo Ionio. La compagnia
di bandiera Olympic Airways ha annullato 31 voli, 14 dei quali internazionali,
limitandosi a un volo per ogni rotta. Gli ospedali hanno accettato solo
emergenze e le banche, le sole strutture attive, hanno operato con grandi
difficolta'. Il caso Grecia, stando ai commentatori tv, rientra nel clima di
insoddisfazione che anima i lavoratori di buona parte d' Europa, dove l'estate
delle agitazioni deve ancora farsi davvero sentire. Se in Italia la Fiom-Cgil
stima in 50.000 i metalmeccanici coinvolti nel quadro degli scioperi dei giorni
scorsi contro l' articolo 18, politici e forze sociali di tutta Europa guardano
con attesa alla grande prova di forza sindacale indetta in in Spagna per il 20
giugno. Alla vigilia cioe' del vertice dell'Ue in programma a Siviglia. Ospite
d'onore delle proteste contro la riforma del sistema assistenziale per i
disoccupati spagnoli sara' il leader della Cgil Sergio Cofferati. Sul sentiero
di guerra sono scesi anche i sindacati dei settori edile e bancario tedeschi -
ieri hanno scioperato in 10.000 circa - decisi a strappare il massimo dagli
imminenti rinnovi dei contratti nazionali. Ma e' l'insoddisfazione nell'Europa
del Mediterraneo a mostrare i caratteri piu' forti. Non a caso, perche' ormai,
secondo il docente di diritto del lavoro all'Universita' di Milano Pietro
Ichino, stiamo assistendo all'emergere di ''due Europe'': quella del nord, con
un mercato del lavoro piu' flessibile, e quella del sud, con un mercato del
lavoro piu' vischioso e visto dai lavoratori come ''piu' pericoloso''. In tutta
Europa pero' i governi, di centrodestra o centrosinistra, sembrano tendere
verso soluzioni dello stesso tipo, insistono i commentatori greci, profilando
un prossimo futuro in cui, a soluzioni simili sindacati e lavoratori opporranno
risposte coordinate e comuni. Risposte che tuttavia sembrano destinate a farsi
sentire con maggior forza proprio nel meridione del continente