www.resistenze.org - popoli resistenti - grecia - 17-02-04

fonte: http://www.solidnet.org
traduzione dall'inglese del Ccdp


Dal Partito comunista della Grecia, 10 febbraio 2004
http://www.kke.gr, mailto:cpg@int.kke.gr

Contributo all'incontro di Lisbona


Ringraziamo i compagni portoghesi che, di fronte alle Elezioni europee, si sono impegnati in questa importante iniziativa. Il nostro Partito è sempre disponibile alle iniziative che promuovono la coordinazione e la cooperazione a livello europeo.

Abbiamo preso parte a molte iniziative bilaterali e multilaterali intraprese dai Partiti comunisti europei e dei lavoratori, e a tante altre, volute dai movimenti o dai partiti, per contrastare i summits dell'Unione Europea.
Durante la presidenza greca dell'UE il movimento "Azione Salonicco 2003" ha organizzato, con la partecipazione ed appoggio della nostro Partito, grandi dimostrazioni di opposizione con partecipazione internazionale.

Vorremmo nuovamente ringraziare i compagni che hanno partecipato a queste attività ed alle manifestazioni di Salonicco, anche per la solidarietà espressa in molte occasioni verso i comunisti, i sindacalisti, e i combattenti contro la NATO per le persecuzioni che subiscono nella loro lotta.

Il nostro Partito ha sostenuto gli incontri dei Partiti del GUE/NGL (Gruppo confederale della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, n.d.t.), ed altre più ampie manifestazioni riguardanti temi specifici. Abbiamo ben accolto l'iniziativa intrapresa dai compagni portoghesi nel settembre scorso in Almada, e noi stessi abbiamo assunto l'iniziativa di ospitare ad Atene un incontro, lo scorso dicembre, sul problema del "Trattato Costituzionale".

Abbiamo anche proposto forme di cooperazione quali gli incontri periodici dei responsabili internazionali dei Partiti del GUE/NGL. Sfortunatamente finora non è ancora stato possibile.

Se i nostri Partiti promuovessero più iniziative comuni di adesso, la discussione per lo sviluppo e la cooperazione atta a fronteggiare le elezioni del Parlamento europeo, partirebbe da un livello più progredito.

Ribadiamo la nostra disponibilità a sviluppare cooperazione ed iniziative unitarie a livello bilaterale e multilaterale. Possiamo pianificare azioni congiunte contro il "Trattato Costituzionale" dell'UE: favorendo la campagna di informazione, appoggiando attivamente il "No" nei paesi dove si terranno i referendum, organizzando mobilitazioni contro la "Costituzione europea" il 9 maggio (data dei festeggiamenti dell'UE, n.d.t.)., giorno che segna anche la fine della Seconda Guerra Mondiale e la vittoria del popolo. In Grecia quel giorno coinciderà con la grande "Maratona Internazionale", culmine della campagna "Olimpiadi di Pace" organizzata dal movimento greco per la pace.

Possiamo metter a punto azioni comuni su vari fronti di lotta: per i diritti dei lavoratori, i diritti democratici contro l'autoritarismo, contro l'"Esercito europeo" e la militarizzazione dell'UE, difendendo il diritto di ciascun popolo di decidere in autonomia la propria via allo sviluppo.

I nostri Partiti possono promuovere iniziative e sostenere attivamente le mobilitazioni previste per il 20 marzo contro l'occupazione dell'Iraq, contro il nuovo ordine, in solidarietà con i popoli che resistono all'imperialismo. Il nostro Partito sosterrà anche iniziative contro le basi degli Stati Uniti e della NATO, come la manifestazione organizzata, questo mese ad Istanbul dal TKP (Partito Comunista Turco), contro l'incontro al vertice della NATO.

Tenendo in dovuto conto e rispettando pienamente le divergenze politiche ed ideologiche esistenti tra i nostri Partiti, ci dichiariamo pronti a contribuire sia alla formazione di un futuro gruppo nel Parlamento europeo, sia per concordare le forme opportune di cooperazione a livello europeo che poggeranno sul rispetto reciproco, l'equità e la sovranità di ogni Partito e che assicureranno una più ampia ed efficacie capacità di azione.

Il nostro Partito considera le prossime elezioni per il Parlamento europeo come il campo di battaglia sul quale opporre il rifiuto alle politiche reazionarie e neoliberali dell'UE. È importante che le forze che governano o tollerano queste politiche, e che con l'inganno hanno fatto del loro meglio per celare la natura classista delle scelte dominanti dell'UE, subiscano una disfatta alle votazioni.

Ci avvarremo della campagna elettorale per mettere in luce la politica del nostro Partito verso l'Unione Europea, ed il lavoro dei nostri 3 Membri al Parlamento europeo (MEP) che hanno costantemente difeso e promosso gli interessi, le lotte e le rivendicazioni popolari. Tenteremo di trarre vantaggio dall'esperienza acquisita per migliorare l'efficacia della lotta contro le misure, le politiche e i trattati dell'UE, prospettando contemporaneamente la necessità di un'altra Europa.

È nostra convinzione che la rottura con l'Europa di Maastricht, del capitale e della guerra, sia condizione necessaria per la prospettiva di un'Europa di equa cooperazione, di diritti sociali, di prosperità e pace. Questa campagna elettorale offrirà un'opportunità in più per promuovere il nostro progetto politico: la formazione di un Fronte democratico antimperialista ed anti-monopolistico nel nostro paese.

Le elezioni avranno luogo in un contesto forgiato da un'enorme carica anti-sociale ed una crescente aggressività imperialista. Le contraddizioni inter-imperialiste attraversano una nuova fase di acutizzazione sia tra le due sponde dell'Atlantico che internamente all'Europa.

Nel contempo una nuova situazione emerge in Europa caratterizzata da un'ampia resistenza popolare, col contributo significativo di forze e movimenti comunisti ed antimperialisti. Sono forze che resistono alle pressioni, che respingono la corruzione del "dialogo sociale" ed il collaborazionismo di classe, e non si piegano alla politica neoliberale "a senso unico" seguita dai governi di "centro-destra " e di "centro-sinistra".

La tendenza prevedere l'inasprimento dei conflitti sociali. Nuove forme di lotta e coordinazione sono comparse, ponendo un'insieme di rivendicazioni progressiste:

- Abbiamo visto crescere la resistenza contro le guerre imperialiste in Iugoslavia, Afghanistan, Iraq; contro la legalizzazione da parte della UE dell'occupazione dell'Iraq e contro la sua partecipazione stessa, contro le basi straniere e della NATO.

- Le mobilitazioni dei lavoratori cominciano a passare all'offensiva: contro la privatizzazione della previdenza sociale e chiedendo un sistema previdenziale completamente pubblico e gratuito, l'aumento effettivo dei salari e delle pensioni, l'abbassamento dell'età pensionabile ed esigendo lavori stabili ed a tempo pieno.

- Assistiamo alle lotte ed al crescere della resistenza degli operai agricoli contro le drammatiche conseguenze delle limitazioni imposte dal CAP (Politica Agricola Comunitaria, n.d.t.).

- Le lotte giovanili e studentesche hanno avuto luogo in difesa del sistema scolastico pubblico e gratuito, rifiutando la privatizzazione e gli orientamenti sull'istruzione secondaria delineati ai summit di Bologna e Praga.

- Si moltiplicano le azioni di solidarietà in difesa dei lavoratori e dei combattenti perseguitati per le loro lotte, sfidando e contrastando i confini legali borghesi.

- Ci sono movimenti che sfidano già il disegno reazionario del "Trattato Costituzionale", di cui chiedono il ritiro e ne invocano il rifiuto.

È un segnale di speranza il fatto che la legittimità della UE diminuisca agli occhi della gente. Un buon esempio, apprezzato dal nostro Partito, è il chiaro "NO" espresso dal popolo svedese, nonostante i ricatti e le pressioni, all'Euro e all'EMU (UEM, Unione europea e Monetaria, n.d.t.).

A nostro giudizio tutto ciò mostra che la ricerca di alternative popolari nettamente distinte da politiche social-democratiche, parte da un punto più avanzato. Bisogna mirare a coordinare la lotta popolare con il livello politico, e determinare un cambiamento negli equilibri di forza a livello nazionale.

Come forse già saprete, il 7 marzo in Grecia avranno luogo le prossime elezioni. Il periodo pre-elettorale si è caratterizzato per un artificioso acuirsi della polarizzazione tra PASOK (il Partito social-democratico attualmente al governo, n.d.t.) e ND (i conservatori di Nea Demokratia, Nuova Democrazia, n.d.t.), che nel contempo progettano misure fortemente anti-popolari.

L'oligarchia greca e gli interessi esteri, particolarmente quelli statunitensi la cui presenza negli sviluppi è fortemente sentita, cercano di preservare il "sistema bipartitico" ad ogni costo. Si dispongono alla sua messa a punto, nel quadro del "Trattato Costituzionale" dell'UE ed del sistema politico che ne scaturisce.

Le discussioni circa il "rinnovamento del personale politico", il futuro del sistema politico, la natura dei partiti, ecc, rivelano l'obiettivo di fondare un sistema bipolare moderno sotto la forma della "contrapposizione centro-sinistra, centro-destra".

Facciamo appello al popolo per ridurre l'influenza di entrambi i Partiti PASOK e ND. Questo insieme al parallelo rafforzamento del KKE (Partito Comunista Greco) dentro e fuori il parlamento accelererà la formazione di un Fronte democratico antimperialista ed anti-monopolistico.

Tale prospettiva contrasta gli scenari di centro-sinistra e di centro-destra e presuppone l'affrancamento da ND e PASOK delle forze popolari, e questo spiega il ricorso frequente all'anti-comunismo.

KKE guarda con fiducia alle prossime elezioni, confidando nelle masse popolari e nell'esperienza da loro accumulata, e promuovendo un'ampia convergenza delle forze con cui abbiamo condiviso diversi fronti di lotta: più del 20% dei candidati delle nostre liste sono combattenti che cooperano con noi, al di fuori però delle file del KKE.