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Incontro
internazionale dei Partiti Comunisti e dei lavoratori:
Resistenza alle aggressioni imperialiste. Fronti di lotta e alternative
Conferenza di Atene 8-10 Ottobre 2004: Relazione per
la stampa
Lunedì 11 ottobre, 2004
Relazione
stampa
Tra l’8 e il 10 Ottobre, il Partiti Comunisti e Laburisti si sono incontrati ad
Atene in una conferenza internazionale su “Resistenza alle aggressioni
imperialiste. Fronti di lotta e alternative”. Diversi partiti che non hanno
potuto partecipare all’incontro per la situazione nei loro paesi, hanno mandato
auspici e contributi scritti, che sono stati inclusi nel materiale prodotto
dalla conferenza.
Nei tre giorni di deliberazioni della conferenza, ha avuto luogo uno scambio
proficuo di punti di vista sulla situazione internazionale. Sono state
condivise significative esperienze sul movimento dei popoli in via di sviluppo,
i movimenti di massa e i partiti comunisti e dei lavoratori.
Molti oratori hanno riferito degli sviluppi conseguenti gli interventi militari
degli US e dei loro alleati contro il popoli dell'Afghanistan e dell’Iraq e
l’occupazione di quei paesi, condannando l’aggressione imperialista e la
violazione dei principi e delle norme internazionali, che ha portato ad un
aggravarsi della crisi nelle Nazioni Unite, il cui ruolo è di mantenere la pace
e di promuovere la composizione delle dispute tra gli stati in modo pacifico.
La dottrina di colpo preventivo e di guerra preventiva degli US, adottata anche dall’UE,
dall’Australia e dalla Federazione Russa in nome dell’anti-terrorismo, è stata
considerata particolarmente pericolosa per i popoli del mondo. Nella crescente
pericolosità della situazione - che porta alla necessità di coordinare l’azione
tra partiti e movimenti per mobilitarsi in campagne pacifiste a livello
nazionale, regionale e internazionale - è stata in particolare rilevata la
militarizzazione del Giappone, che per la prima volta dopo la II° Guerra
Mondiale sta mandando truppe fuori dai confini.
Molti interventi hanno notato l’attacco vittorioso delle politiche
neo-liberiste sui diritti sindacali e
sociali dei lavoratori, in particolare per i giovani e le donne; hanno
notato che è cresciuta la povertà come la concentrazione delle ricchezze,
mentre l’incremento del debito estero soffoca i popoli dei paesi in via di
sviluppo.
Diversi relatori hanno riferito delle restrizioni dei diritti democratici e
delle libertà (particolarmente in conseguenza alle leggi “antiterrorismo”), dell’intensificarsi
dell’oppressione e dei problemi per gli immigrati e i rifugiati. Essi hanno
ricusato il tentativo di definire “terroristi” i movimenti di liberazione
nazionale. Le loro relazioni erano anche tese a legittimare il diritto dei
popoli a resistere all’occupazione. Essi hanno espresso il loro concetto circa
la ripresa dell’anticomunismo, così come del punto di vista di forze razziste,
fondamentaliste e neofasciste. E’ stata messa in evidenza l’importanza della
solidarietà per opporsi all’ordine anticomunista, ai divieti e alle restrizioni.
E quindi l’importanza di opporsi all’aggressione imperialista.
Molti oratori hanno anche notato il ruolo particolare giocato dalle decisioni
del G8 nelle politiche internazionali, il ruolo della Nato, con la sua nuova
dottrina di aggressione guidata dal concetto di guerra preventiva e il ruolo
dell’UE, con la creazione di un suo proprio dispiegamento di forze di rapido
intervento. E stato anche notato che il nuovo sviluppo trasforma essenzialmente
la Nato in un poliziotto globale, sotto la guida dell’imperialismo
statunitense.
I partecipanti dei paesi CIC hanno citato i recenti drammatici eventi nella
Federazione Russa ed hanno espresso l’opinione che questi sviluppi siano
collegati ad interessi di circoli imperialisti, prima e soprattutto quelli degli
US, che hanno lo scopo di indebolire l’unità della Federazione Russa.
Gli oratori hanno fatto riferimenti specifici al piano per il ‘Grande Medio
Oriente’, promosso dagli US e approvato dal gruppo del G7 dei più potenti paesi
della Nato, che prevede il ridisegno dell’area secondo gli interessi
imperialisti, includendo l’azione militare. Hanno notato il bisogno di
contrastare immediatamente questo tentativo con mobilitazioni coordinate. Il
piano include praticamente tutta la fascia dei paesi che producono petrolio o
dei paesi attraverso i quali passano oleodotti per il petrolio e il gas
naturale. Ciò concerne i paesi di Caucaso, Mar Caspio, Africa e i paesi arabi
del Mediterraneo, del Mar Rosso e del Golfo.
E’ stato notato che si sono intensificate le minacce contro il Libano e la
Siria da parte degli US e dai loro alleati. I partecipanti hanno condannato con
forza queste minacce ed hanno espresso la loro solidarietà con quei paesi e
quei popoli. L’aggressione del governo di Israele contro il popolo della
Palestina è stata stigmatizzata, così come l’intensificata barbarie contro la
fascia di Gaza e la costruzione del muro che annette i territori occupati West
Bank, chiudendo i palestinesi in un ghetto.
La minaccia degli US contro l’Iran e l’atteggiamento provocatorio verso il
regime iraniano, crea un pericolo di conflitto e di totale distruzione
dell’area. Il colpo militare diretto dagli US contro l’Iran non sarà solo
catastrofico per la popolazione dell’Iran ma anche per il movimento per la pace
, il progresso e la democrazia di tutto il mondo. Questo tipo di minaccia serve
anche come pretesto per intensificare le repressioni delle forze progressiste e
democratiche. I partecipanti alla Conferenza hanno indicato che il futuro
dell’Iran dovrà essere deciso solo dal popolo iraniano e dalle forze
progressiste e democratiche e non da una ‘soluzione alternativa’ imposta da
forze esterne.
Diversi relatori hanno sottolineato la complessa situazione dell’Africa, dove
c’è un nascente antagonismo tra le forze dell’Europa (Francia) e gli US. La
Nato sta anche formulando dei piani per la sua presenza militare nel continente
africano, sempre in nome della lotta al ‘terrorismo’ e ai cosìdetti ‘stati
canaglia’. Le forze militari UE sono già presenti nella Repubblica Popolare del
Congo. Gli eventi nel Darfur, derivanti dalle politiche del governo sudanese,
sono attualmente presi a pretesto per un dispiegamento di truppe sotto gli
auspici dell’Onu ma anche della Nato. I partecipanti hanno espresso la loro
solidarietà con la popolazione del Darfur ed hanno appoggiato l’idea di
missioni di solidarietà nell’area.
Le tensioni sono allo stesso modo alte nell’America Latina. Gli attacchi
dell’US e UE contro Cuba stanno continuando. I partecipanti a questa conferenza
hanno condannato con fermezza il piano della “Iniziativa per Cuba libera”, ed
hanno espresso la loro solidarietà al popolo cubano. Gli oratori hanno
richiesto l’intensificazione della campagna per il rilascio dei 5 patrioti
cubani imprigionati negli US per essersi battuti contro gruppi di terroristi a
Miami.
E’ stato riferito anche l’aumento delle tensioni nelle penisola coreana, con
espressioni di solidarietà con la RPD della Corea di fronte al blocco,
l’isolamento diplomatico e alla minaccia di aggressione imperialista intentati
dagli US.
E’ stato notato che l’Alca, e la sua versione militare del ‘Plan Colombia’-
oggi ribattezzata col nome di “Iniziativa Regionale Andina”- costituisce un
grande pericolo per l’America Latina. Menzione è anche stata fatta per il “Plan
Puebla-Panama”, che punta allo sfruttamento delle risorse naturali della
regione da parte delle multinazionali nordamericane.
Altri, in riferimento alla situazione dei paesi dell’UE, hanno sottolineato il
carattere reazionario, neo-liberista e militarista del Trattato Costituzionale
UE e le azioni intraprese da partiti e movimenti per la ricusazione del
trattato.
Diversi compagni hanno notato che, di fronte all’incremento dell’aggressività
imperialista, i diffusi movimenti popolari e il rifiuto delle guerre
imperialiste sono un grande segno di speranza; nello stesso periodo hanno avuto
luogo parallelamente importanti lotte di classe del movimento sindacale ed
altre lotte sociali. E’ stata sottolineata la necessità di sviluppare attività
nei posti di lavoro e sostenere ancor più le forze di classe tra i lavoratori e
nel movimento sindacale.
Numerosi hanno segnalato che, a dispetto del loro potere, gli US stanno
incontrando considerevoli difficoltà ad imporre i loro piani. Una critica
esemplare a questi piani viene dalla significativa resistenza dei popoli che
difendono la propria indipendenza e sovranità nazionale insieme alla
solidarietà internazionale. E’ stata sottolineata la vittoria delle forze
popolari nelle recenti elezioni venezuelane, che hanno avuto una grande
importanza.
I partecipanti hanno espresso solidarietà con il popolo iracheno e le forze
progressiste e popolari che stanno lottando per il loro diritto a decidere
liberamente del proprio futuro; mettendo fine all’occupazione e aprendo prospettive
per un radicale cambiamento democratico.
Essi hanno ribadito il loro sostegno per la lotta del popolo palestinese ed
hanno espresso solidarietà con le forze pacifiste di Israele, mentre una
speciale menzione è stata fatta per la gioventù israeliana che rifiuta il
servizio militare nei territori occupati – il che spesso significa per loro il
carcere-
I partecipanti hanno condannato la perdurante occupazione dei territori in
Siria e in Libia, e chiesto il ritiro dell’esercito israeliano e il ritorno di
tutti i rifugiati, secondo le risoluzioni Onu 242, 338, 194.
Solidarietà e sostegno sono stati espressi anche alla lotta popolare cipriota,
greco-cipriota e turco-cipriota, per una soluzione federale sulla base della
decisione e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, per la
rimozione delle forze occupanti turche, per la riunificazione di Cipro e del
suo popolo, che potrà contribuire alla stabilizzazione delle regione del
Mediterraneo orientale.
Vi è stato uno scambio di opinioni riguardo i movimenti contro la guerra e la
globalizzazione, sul rapporto dei comunisti con questi, così come sulla lotta
all’interno di questi movimenti per il loro orientamento.
E’ stato notato che è necessario sviluppare un’attiva solidarietà politica e sostenere i partiti Comunisti e Laburisti,
così come in generale i movimenti popolari. Molti hanno parlato della necessità
di sostenere una serie di iniziative prese da queste organizzazioni. E di
moltiplicare incontri come questo di Partiti Comunisti e Laburisti Menzionati,
ad esempio, l’incontro dei PC del Sud America, l’idea di assicurare incontri
similari in occasione dei vertici europei; la necessità di incontri più ampi su
argomenti di interesse internazionale e di incontri regionali e locali, come un
incontro del PC Libanese sui problemi della regione. E’ anche stato proposto di
celebrare il 60°anniversario della vittoria contro il fascismo, con un evento
internazionale a Praga.
Le tematiche importanti per campagne e mobilitazioni sono: la lotta nel merito della
costituzione europea, le risposte derivanti dall’attacco alla sicurezza sociale
e ai benefici dei lavoratori, l’aumento
delle ore di lavoro; il proseguimento delle mobilitazioni anti-Nato, quest’anno
a Venezia e durante il vertice Nato a Nizza nel 2005, così come le lotte
giovanili, specie in vista della Festa Mondiale della gioventù e degli studenti
il prossimo Agosto in Venezuela.
L’idea è di fare incontrare i nostri partiti in vista di importanti avvenimenti
internazionali, con lo scopo di raggiungere un’elaborazione più collettiva di
proposte, un accordo e una posizione più univoca. Una prima occasione è offerta
dall’iniziativa del PC del Brasile, che sta organizzando un grande evento
internazionale a Porto Alegre, durante il convegno del World Social Forum.
E’ stato indicato da molti oratori l’effetto positivo che lo scambio di
opinioni e della cooperazione tra Partiti Comunisti e Laburisti ha per il
coordinamento di azioni unitarie del grandi fronte anti-imperialista,
anti-monopolista, delle forze democratiche e patriottiche, così come per lo
sviluppo del movimento contro la globalizzazione capitalista.
E’ stato anche detto che sarebbe utile allargare lo scambio di vedute ed idee e
le discussioni teoriche riguardanti le prospettive per il socialismo nelle
attuali condizioni.
I partecipanti hanno anche espresso la necessità di rafforzare sempre più la
solidarietà internazionale in particolare con i partiti comunisti e altri
partiti popolari e progressisti che affrontano persecuzioni e incarceramenti, e
quelli la cui attività è proibita. La
solidarietà si esprime con azioni contro la discriminazione antidemocratica e i
regolamenti reazionari che colpiscono i diritti e le libertà democratiche.
Traduzione dall’inglese di Bf