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Un incontro tra 64 partiti comunisti ed operai ad Atene
Come resistere all’aggressività dell’imperialismo? È la domanda su cui
hanno dibattuto 64 delegazioni di partiti comunisti ed operai ad Atene, per
iniziativa del Partito Comunista della Grecia (KKE). Baudouin Deckers*, che era
presente per il PTB, risponde ad alcune domande.
28/10/2004
Jean Pestieau
Come viene percepita la
situazione mondiale attuale?
Baudouin Deckers.
Con l’approfondimento della crisi dell’imperialismo, il pericolo di una guerra
mondiale aumenta. Un certo numero di delegati hanno insistito sulla necessità
di lottare per lo smantellamento della NATO, ma anche contro l’euro-esercito al
servizio dell’imperialismo europeo.
Angelo Alves, del Partito comunista portoghese, ha spiegato che la profonda
crisi del sistema capitalista e la risposta aggressiva dell’imperialismo
rendono impossibile, coi rapporti di forza attuali, il successo di strategie
riformistiche. Questo dimostra l’emergenza di un’alternativa politica. La
quale, dice, si deve iscrivere in una questione più ampia, quella del sistema
alternativo al capitalismo: il socialismo.
C’è anche la questione del
rafforzamento del lavoro dei comunisti nella classe operaia e nei sindacati...
Baudouin Deckers.
Sì, del resto questo sarà il tema centrale del prossimo congresso del Partito
Comunista di Grecia (KKE), come ha spiegato la sua segretaria generale, Aleka
Paparigha. Il congresso analizzerà come sviluppare la lotta di classe in
Grecia, come allargare la coscienza che è necessaria una soluzione radicale per
quel che riguarda la questione del potere. Ha sottolineato anche i compiti dei
comunisti in seno ai sindacati: si tratta di rafforzare la coscienza che la
politica di compromesso dei dirigenti di destra non offre nessuna prospettiva.
La crisi rende necessaria una radicalizzazione, ma la rende anche possibile.
Un’altra lotta rievocata: la
resistenza contro le guerre americane negli Stati Uniti stessi...
Baudouin Deckers.
La rappresentante del Partito Comunista degli Stati Uniti ha esposto quanto il
movimento operaio sia all’avanguardia nella lotta contro l’aggressione in Iraq.
Tra l’altro bloccando i trasporti di truppe e di armamenti in diversi porti. I
lavoratori americani sono anche loro vittime della politica di guerra del
governo Bush che distrugge le conquiste sociali per alimentare il bilancio
della difesa. Cosa mai vista, dei sindacati interi si sono mobilitati per
andare a convincere la popolazione di stati tradizionalmente repubblicani di
non rieleggere Bush.
Quale è lo stato del dibattito
sull’unità tra i partiti comunisti?
Baudouin Deckers.
La questione è stata una dei punti centrali dell’incontro. Per alcuni, occorre
innanzitutto che i comunisti si rafforzino nel proprio paese, perché sono
responsabili della rivoluzione nel proprio paese. Per altri, gli scambi
bilaterali e multilaterali tra partiti comunisti sono essenziali per superare
le debolezze che esistono nel Movimento comunista internazionale.
In questo quadro, posso dire che parecchi rappresentanti di partiti comunisti,
tra gli altri quelli degli ex-paesi socialisti d’Europa, ci sono venuti a dire
quanto i testi di fondo del nostro partito sono per loro un aiuto reale. Tanto i
libri ed gli articoli che tirano un bilancio della controrivoluzione degli anni
1989-1991, che gli articoli di Etudes Marxistes - i cui ultimi due numeri sno
sulla Cina e sull’Unione Europea - o i libri pubblicati dai quadri del PTB
sulla guerra in Iraq. Dobbiamo, dunque, rafforzare i nostri sforzi affinché le
nostre analisi siano al servizio dell’insieme del movimento comunista.
D’altra parte, sono convinto che dobbiamo noi stessi studiare molto meglio le
esperienze e le analisi degli altri partii comunisti. Internet facilita questo
lavoro. Il sito www.solidnet.org pubblica molto dei loro documenti tra
cui gli interventi dei partiti all’incontro di Atene.
Ci sono stato parecchi appelli a coordinare le lotte ed a cooperare.
Innanzitutto organizzando degli incontri regionali tra i partiti comunisti su
dei temi specifici, poi organizzando degli incontri a ridosso di grandi
avvenimenti internazionali. Infine, partecipando agli incontri più vasti con le
forze antimperialiste e democratiche.
Dovunque in Europa subiamo la stessa dittatura del capitale. Le borghesie
europee si coordinano contro la classe operaia.
Abbiamo discusso con altri partii comunisti d’Europa dell’organizzazione più concreta
della solidarietà e della cooperazione, di fronte alle misure anti-sociali di
Lisbona. Tra l’altro, organizzando delle riunioni dove comunisti e sindacalisti
di differenti paesi possano prenderebbero la parola, organizzando un migliore
scambio di informazioni. Speriamo che prossimamente abbiano luogo degli
incontri tra partiti comunisti di paesi vicini tra loro.
Il Foro sociale mondiale avrà luogo in gennaio a Porto Alegre. Il Partito
Comunista del Brasile ha proposto che gli istituti di studio legati ai
differenti partiti organizzino due meeting. Uno sulle sfide attuali nella lotta
per il socialismo, l’altro sulla lotta contro la guerra e l’imperialismo.
Diverse decine di partiti comunisti, tra cui il nostro, hanno risposto
positivamente.
Quali punti avete messo in
evidenza nel vostro intervento all’incontro?
Baudouin Deckers.
Ho trattato in particolare della necessità di sostenere concretamente l’insieme
dei paesi che oggi hanno il coraggio di proclamarsi socialisti: Cuba, la
Repubblica Democratica di Corea, la Cina, il Vietnam ed il Laos. Tutti
subiscono delle minacce da parte degli Stati Uniti e di altri poteri
imperialisti.
Se i comunisti non si attestano al compito di diffondere la conoscenza delle
conquiste del socialismo e di confutare le menzogne su questi paesi, chi lo
farà mai? Il rovesciamento del socialismo in Europa dell’est ha reso
l’imperialismo più aggressivo, tanto verso i popoli del terzo mondo che verso
la classe operaia dei paesi ricchi. La difesa dei paesi socialisti è legata intimamente,
dunque, alla difesa della pace e dei lavoratori in generale.
* Baudouin Deckers è membro
dell'Ufficio politico del PTB e responsabile del Dipartimento delle Relazioni
internazionali.