da
http://www.solidnet.org
CP of Greece, Contribution to the Meeting of Communist Parties of Latino
America & Europe [Sp]
From: Communist Party of Greece, Monday, February 07, 2005
http://www.kke.gr, mailto:cpg@int.kke.gr
IV
Seminario Politico dei Partiti Comunisti d’America Latina ed Europa
Porto Alegre, 22 - 24 gennaio 2005
"I
processi d’integrazione oggi in America Latina, continente in trasformazione,
in Europa e fra le Regioni"
Relazione del PC della Grecia
Cari compagni:
Mi permetto, anzitutto, di ringraziare profondamente a nome del nostro Partito,
i compagni brasiliani che ci ospitano, i compagni del PC dell’Uruguay, quelli
di Cuba e Spagna per tutte le attività preparatorie; mi congratulo anche a nome
del CC del PCG con i compagni dell’Uruguay per il successo del Fronte Ampio
nelle elezioni presidenziali, con quelli dell’Argentina per il successo del
loro Congresso, e porgo ai compagni del nostro Cile i migliori auguri per il
miglioramento delle condizioni di salute della compagna Gladys Marín.
Vogliamo esprimere ancora la nostra solidarietà con la lotta dei paesi della
regione per i diritti sociali e democratici, contro l’Alca e la sua versione
militare, il Piano Colombia, ora denominato Iniziativa Regionale Andina, ed il
Piano Puebla-Panama.
Vogliamo anche trasmettere la solidarietà attiva dei comunisti greci e di una
gran parte del popolo greco con la Rivoluzione ed il popolo di Cuba.
Condanniamo soprattutto il nuovo ed aggressivo piano del governo di Bush contro
Cuba, l’incarceramento dei 5 patrioti cubani a Miami e le continue attività
provocatorie degli Stati Uniti.
Apprezziamo e salutiamo le importanti forme di resistenza dei popoli che
difendono la loro indipendenza e sovranità nazionali, in particolare il
rafforzamento delle forze del governo bolivariano in Venezuela. La
realizzazione del XVI Festival Mondiale della Gioventù e gli Studenti a Caracas
nel prossimo agosto, sarà un fatto culminante per il movimento antimperialista
giovanile ed un passo importante per promuovere la solidarietà antimperialista
coi popoli in lotta dell’America Latina e di tutto il mondo.
In quest’occasione vogliamo condannare l’escalation militare che ha scelto il
governo di Uribe, e condannare ancor più il sequestro del quadro delle FARC
Ricardo González a Caracas in violazione della sovranità del paese, come
l’estradizione di Simón Trinidad negli Stati Uniti.
Il recente disastro in Asia sudorientale ha ben mostrato del saccheggio
coloniale ed imperialista dei paesi in via di sviluppo da parte delle grandi
potenze e multinazionali, i programmi del FMI e della Banca Mondiale, il
carattere inumano dello sviluppo capitalista.
Cari compagni:
Temi come quelli che qui discutiamo impegnano a fondo il nostro Partito,
perfino in occasione del nostro 17° Congresso che si svolgerà dal 9 al 12 di
febbraio 2005.
Al PCG interessano molto gli avvenimenti politici in America Latina. Seguiamo
per quanto ci è possibile lo sviluppo delle varie forme di cooperazione
interstatale che si presentano in America Latina, l’ALADI, il MCCA, il CARICOM,
il Gruppo Andino - Comunità Andina, il MERCOSUR, il G3, l’Associazione degli
Stati dei Caraibi.
Con particolare interesse seguiamo la resistenza dei popoli contro il piano
imperialista dell’Alca, e l’iniziativa alternativa dell’Alba, che Cuba e
Venezuela hanno varato in dicembre.
La politica del PCG di fronte alle aggregazioni capitaliste e all’Unione
Europea, è la scelta di una strategia per la trasformazione socialista del
nostro paese. La creazione di unioni interstatali, come fu la Comunità
Economica Europea e come è oggi la UE, è un fenomeno caratteristico della tappa
imperialista del capitalismo. La sua natura si risolve in ultima istanza nei
rapporti di produzione su cui si basano.
Per il PCG la UE non è a senso unico, perché neanche il capitalismo lo è. Il
suo futuro è legato all’avanzamento della lotta di classe in ogni paese. Nella
misura in cui il movimento antimperialista e antimonopolista accumuli forze e
porti cambiamenti a livello di potere, la UE s’indebolisce.
Nelle elezioni del 2005 per l’Europarlamento, il PCG ha evidenziato la sua
proposta per slegarsi della UE e la “resistenza-disubbidienza-indisciplina”
alla UE è la sua politica, è la precondizione per la difesa dei diritti
popolari, per una politica a beneficio del popolo, per la rivendicazione di
rapporti economici su base egalitaria. Questa proposta ha avuto ampia eco tra i
lavoratori, producendo un aumento della forza del nostro Partito che ha
guadagnato il 9,5 % dei voti.
Il PCG lotta per un movimento a livello europeo che per oggi resisterà e
metterà ostacoli alla UE, lotterà per il suo indebolimento, farà la strada per
l’altra Europa, quella socialista. L’Europa sarà unificatrice in modo
capitalista o socialista. Non esiste una terza strada o una strada intermedia.
Il gran capitale nel suo insieme si è avvantaggiato dalla partecipazione del
nostro paese nella UE. I lavoratori ne hanno ricavato un aumento dello
sfruttamento, privatizzazioni, austerità e povertà, sono state colpiti
previdenza sociale e diritti democratici, il contadini piccolo e medio è
scomparso, è aumentato il supersfruttamento degli immigranti, è aumentato il
razzismo.
Non si è stato confermato che la UE portava coesione sociale, e nemmeno che
potesse essere un agente di pace.
L’ampliazione della UE produce la disuguaglianza più profonda, porta alla
conformazione di stati satelliti dei paesi potenti. Il trattato
“costituzionale” fortifica istituzionalmente questa unione imperialista, cede
nuovi diritti sovrani dei paesi, rinforza ancora più la disuguaglianza a
beneficio dei paesi più forti, militarizza l’Unione Europea, legalizza
l’intervento militare preventivo a nome della minaccia terroristica, aspira a
fare della UE il secondo gendarme, al fianco degli Stati Uniti.
Contemporaneamente, si acutizzano le contraddizioni interimperialiste, le
contraddizioni tra gli Stati Uniti e la UE. La UE rivendica per sé
l’uguaglianza nelle vicende imperiali, vuole mietere i frutti dell’aggressività
imperialista. I piano Stati Uniti-NATO-G8 sulla “esportazione” della democrazia
nel Grande Medio Oriente è un esempio di come si presentano contemporaneamente
la cooperazione e le contraddizioni.
Si acutizzano, inoltre, le contraddizioni all’interno della UE, si incrementano
le sue caratteristiche reazionarie. Nei nuovi paesi della UE esistono
proibizioni contro i comunisti ed i suoi partiti. Centinaia di migliaia di
lavoratori sono privati di diritti fondamentali, tra essi il diritto al voto.
L’anticomunismo si incrementa.
Nell’ultima conferenza è stata formulata l’idea che “le convinzioni estremiste
ed il reclutamento di terroristi sia legato”. Poche settimane dopo, il primo
ministro della Slovacchia accusa il PC della Slovacchia di “estremismo
politico”. Nella stessa conferenza si è decisa l’adesione della Turchia. Vale
la pena ricordare che nessuna forza della Sinistra turca ha apprezzato l’inizio
delle negoziazioni per l’adesione con la UE, mentre le forze più importanti
sono esplicitamente contro la UE.
In questa stessa conferenza sono state prese decisioni importanti sullo
sviluppo interno della UE e la sua capacità di avere un impatto a livello
“mondiale” – con la pianificazione dettagliata compresa nel documento “Difesa
europea: OTAN/EU, deliberazione, pianificazione ed operazioni.”
Il nemico
“interno” e “esterno” della UE, è lo stesso: sono i popoli ed i loro movimenti.
Il carattere imperialista della UE si manifesta anche nelle sue
relazioni con l’America Latina, di cui è il suo primo creditore. La politica
della UE, come viene descritto nel testo di strategia regionale 2002-2006, si
inserisce nel processo di liberalizzazione multiraterale del commercio
internazionale che si sta sviluppando in seno all’OMC.
In questo stesso documento si può leggere reiteratamente l’idea che “tutta l'America
Latina è guidata oggi da regimi democratici ad eccezione di Cuba."
Abbiamo letto con molto interesse la critica che hanno fatto i
movimenti riuniti in occasione della III Conferenza dei Capi di Stato e di
Governo dell’Unione Europea, America Latina ed i Caraibi, dove si segnala che “le attuali
proposte neoliberali della UE verso l’America Latina non rappresentano
un’alternativa all’Alca. Piuttosto si attengono alle misure economiche
prescritte dal FMI, il BM, il BID e l’OMC. L’Unione Europea utilizza le
politiche di cooperazione come orchestra per la penetrazione delle sue imprese.
D’altra parte, gli accordi di cooperazione in materia di sicurezza
contribuiscono alla militarizzazione del continente.”
E che “gli accordi bilaterali spingono tanto in Europa come in America Latina
gli stessi modelli che esacerbano la disoccupazione e la precarietà lavorativa,
trasformando in merci la salute, l’educazione, i servizi pubblici, la cultura e
la previdenza sociale, tra l’altro, oltre a provocare la sparizione
dell’agricoltura famigliare attraverso la Politica Agricola Comune (PAC). …
Quello è il modello di “coesione sociale” che la UE pretende di promuovere in
America Latina ed i Caraibi.” (..)
Un fatto importante lo costituisce la comparsa di movimenti che con le loro
richieste ed obiettivi di lotta tendono a toccare tutto lo spettro della
politica imperialista. Nelle sue file si fa una lotta molto dura tra forze
riformiste ed opportuniste, forze che espongono la necessità di soluzioni
radicali in un direzione antimperialista.
Negli
organi di direzione del Foro Sociale Mondiale e le sue strutture regionali,
predominano forze della socialdemocrazia. Rappresentanti di club
imprenditoriali, forze governative ed apparati di paesi imperialisti, svolgono
perfino un ruolo importante. Varie forze socialdemocratiche dell’Europa
aspirano a manipolare quei movimenti in appoggio all’imperialismo
francotedesco, in una lotta contro l’amministrazione neoliberale, ma senza una
direzione antimperialista, per promuovere così il rinascimento del
“centro-sinistra” e della socialdemocrazia.
Si ascoltano opinioni che valutano l’esistenza del cosiddetto movimento
antiglobalizzazione come la fine del movimento "comunista", che
annullano il contributo del socialismo del secolo XX. Concezioni che promuovono
un socialismo con mercato capitalista, in contraddizione radicale con la
continuità storica del socialismo che abbiamo conosciuto, con la continuità
storica del movimento comunista.
Il nostro Partito ritiene che il cambiamento nei rapporti di forze non cambia
il carattere della nostra epoca, come epoca della transizione al socialismo. Il
mondo necessario, possibile e diverso per i popoli è il socialismo. In queste
condizioni è di vitale importanza il contrattacco ideologico del movimento
comunista che crede nella necessità ed il realismo della lotta per abbattere il
capitalismo.
A nostro giudizio, l’internazionalizzazione della lotta contro l’imperialismo e
le sue organizzazioni, non può acquisire un carattere di forte prospettiva di
massa, se non si appoggia su un movimento comunista forte. Questa è una
precondizione per promuovere l’alleanza dei comunisti con forze
antimperialiste, antimonopoliste, antineoliberali, patriottiche, rivoluzionarie
e con movimenti di liberazione nazionale, cioè un’alleanza antimperialista più
ampia. L’organizzazione di questo movimento coordinerà e promuoverà l’azione
comune, non cancellerà l’indipendenza di ogni partito e la sua responsabilità
di fronte alla classe operaia ed il movimento del suo paese, si baserà sul
principio dell’uguaglianza.
traduzione dallo spagnolo di FR