Fonte www.solidnet.org
da: Partito comunista della Grecia, 14 Giugno 2005
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Di Aleka Papariga, Segretario Generale del CC, al funerale civile di Harilaos Florakis, 25 di Maggio 2005
Molto amato Compagno Harilaos,
Perché non potevi avere più vite da dare al KKE?
Queste parole singolari erano tue. Le dicesti nel 1998 ricevendo dal CC una placca commemorativa, che onorava nella tua persona i combattenti vivi e i morti. Noi ti onorammo come una parte vivente e scritta della storia della nostra terra.
Ma ognuno di noi non ha che una vita, ed è tremendamente importante come noi la viviamo, per che scopo, quello che ne facciamo di questa vita- che duri più di novant’anni, un po' meno, o anche molto meno.
Tu, compagno, hai espresso con la tua vita il tuo pensiero. Oggi noi ti diamo l’addio senza paura, uomo coraggioso che sei sempre andato a testa alta, senza abbassarla nelle prove difficili.
La storia della tua vita, degli eventi nel nostro paese che hanno marcato la tua vita ma anche gli sviluppi internazionali coi quali eri connesso, è del tutto ben nota. Ognuno la conosce.
Ma nella storia di ogni combattente, ogni comunista, ci sono momenti che vengono definiti dalla situazione, dallo scenario e dagli oggettivi compiti del movimento. Sono sempre le moltitudini che determinano gli sviluppi ma ciò nulla toglie all’importanza del ruolo particolare e decisivo della persona notevole, specialmente quando questa ha una posizione di responsabilità e, quindi, speciali doveri.
Ci riferiamo ai punti cruciali negli ultimi, difficili, quindici anni, al momento della grande scelta, decisiva.
-Vediamo vivo di fronte a noi il contributo decisivo di Harilaos Florakis nel 1990 alla Sessione Plenaria Allargata del CC e nel 1991 al 13° Congresso, nel difendere tutto ciò che il sistema socialista ha dato, con la sua posizione intrepida nello smascherare la quantità di bugie riversate sul socialismo e la sua ideologia, insieme alla sua ferma convinzione che il mondo cambierà e che il socialismo trionferà. E tutto questo in tempi particolarmente avversi, scuri.
Non è facile nuotare contro corrente; e, se non è facile stare in piedi quando altri precipitano, è ancora più difficile indicare percorsi nuovi.
Compagno Harilaos,
"Leader del popolo" e "leader storico" sono i titoli che hai ottenuto lottando sul campo come sindacalista, come combattente nella Resistenza Nazionale dell’EAM (Fronte di Liberazione Nazionale) e nell’Esercito Democratico, come prigioniero ed esule, come rivoluzionario in tempi difficili.
Vogliamo dare un sguardo più particolare alla tua lunga vita, altamente ispirata.
-Da giovane, mentre era ancora uno studente, appena sviluppatasi la sua coscienza politica, il compagno Harilaos entrò nella lotta. Alla quale da allora in poi egli diede completamente se stesso e la propria dedizione, mentale e fisica. Harilaos divenne quello che noi nel Partito chiamiamo un "professionista" rivoluzionario (un termine che non ha niente a che fare con l'avere una carriera politica o professionale, con lo stabilire vantaggi per se, appropriandosi di una carica).
Sono smentiti coloro che sostengono che l’essere completamente assorbito nel lavoro di partito, nell’azione pratica e teorica e nella quotidiana attività organizzativa renda distante, freddo e distaccato dal popolo e dagli eventi. Sono del tutto smentiti dalla personalità di Harilaos Florakis, che costituisce un esempio significativo. La sua dedizione assoluta ai lavori del partito, ovvero alla grande causa del popolo, la sua devozione agli ideali rivoluzionari, i suoi lunghi anni di prigionia non hanno represso la sua personalità o ristretto i suoi orizzonti, anzi, hanno coltivato ancora di più le sue caratteristiche speciali, il suo senso dell’umorismo, la sua umanità, la sua capacità di relazionarsi con il prossimo, di capirne i problemi.
La scuola pratica della lotta fu il terreno sul quale la personalità di Harilaos Florakis si sviluppò ed arrivò alla piena integrità.
Quando Harilaos Florakis diceva" KKE", quando parlava del Partito, era chiaro: lui parlava del KKE coi suoi ben noti simboli, la sua ideologia
marxista-leninista, il suo programma ed i suoi principi. Scrisse questo nell'Addio che lasciò al Partito; e per noi queste parole costituiscono un Consiglio Politico.
Egli cercò costantemente di rendere il Partito più efficiente e capace di tenere il passo con gli sviluppi politici, di evitare la ripetizione quando le circostanze portavano in superficie elementi nuovi. Lui detestava l’inerzia.
Quando diceva "KKE", intendeva la responsabilità dei comunisti e il dovere verso il popolo di lottare per la prosperità sociale e l'integrità territoriale del paese. Intendeva la responsabilità dei comunisti di stare in prima linea nella lotta quando la guerra imperialista colpisce il nostro vicino ma anche altre parti del mondo più distanti. Lui odiava sciovinismo, razzismo e nazionalismo.
Quando Harilaos Florakis diceva "KKE", lui intendeva la responsabilità per lo sviluppo dello spirito internazionalista della classe operaia e dei popoli in generale. Intendeva il dovere di raccogliere le forze e unire i popoli nella causa del socialismo e di una società comunista.
Quando sentì pesare su di lui l’età, si sentì adirato; non accettava di smettere di dare il suo contributo. Ma lui era realistico e seppe che la sua vita stava finendo. Non temeva la morte ma detestava qualsiasi cosa che trasformava la storia del Partito- come la sua storia personale- in un conservazione museale del passato. Senza paura era deciso ad analizzare criticamente la storia del Movimento e del Partito. Non ebbe inibizioni a parlare apertamente riguardo alle debolezze, alle omissioni e agli errori fatti. Si oppose alle polemiche e alle critiche ingiuste puntate al Partito ed a lui.
La sola cosa che lui non poteva accettare in alcuna circostanza erano opinioni e pratiche che sottolineavano la futilità della resistenza. Avrebbe potuto dimenticare persino polemiche e attacchi ingiusti contro il Partito ma semplicemente non poteva tollerare in nessun caso ordini di sottomissione al possente e al vincitore.
Si è detto della sua preoccupazione per l’azione del comunismo internazionalista, il ruolo del movimento operaio e la lotta coordinata dei popoli contro guerra imperialista, oppressione, povertà, fame, repressione e violenza di stato. Non possiamo dimenticare come brillavano i suoi occhi nelle discussioni delle Riunioni Internazionali dei partiti Comunisti e dei Lavoratori, nella preoccupazione di rafforzare l’internazionalismo proletario, il coordinamento dell’azione dei partiti comunisti e dei lavoratori e di più larghe alleanze internazionali antimperialiste. O come brillarono, i suoi occhi, quando gli proponemmo di capeggiare una delegazione del CC per visitare Belgrado e le altre città jugoslave quando la guerra era a pieno ritmo, nel mezzo dell’implacabile bombardamento. E rifiutò di essere cauto, indignato per una guerra ingiusta. E venne fuori intatto l'internazionalismo del rivoluzionario, l’odio per la guerra imperialista, la sete per la pace e il diritto dei popoli di decidere su loro proprio destino.
Compagno Harilaos, sei fortunato. Hai avuto con la spada il titolo di leader del popolo, di leader storico, e lo hai tenuto fino all’ultimo respiro. Lo hai conquistato. Nessuno può dubitare di questo.
Sei fortunato. Dopo una vita dura, anni di prigione ed esilio, da rifugiato lontano dalla Grecia, poi tornato illegalmente, sapesti osservare la legge suprema, la legge del popolo e gli ordini del Partito. Rischiando la vita, appagato di aver lottato e fatto il tuo dovere, era come se avessi vissuto una vita comoda.
Sei fortunato. Comunista orgoglioso fino all’ultimo, senza pentimento per la vita che avevi scelto, per la visione del socialismo, di una società comunista. Noi dobbiamo fare una lunga strada per realizzare questo.
- Gli ultimi anni, e particolarmente gli ultimi mesi, sono stati duri per Harilaos Florakis, a causa dei problemi con la sua salute e le naturali difficoltà che vengono con l’età. Si sentiva come un leone in gabbia.
Noi sentiamo il bisogno di esprimere il nostro sincero grazie a tutti quelli che gli hanno dato cura e sostegno, alleviando il suo dolore con tenerezza, che gli sono stati vicini giorno e notte, facendo i turni, facendo tutto quello che potevano perché lui non si sentisse solo e addolorando.
Noi ringraziamo tutti quelli che sono andati a trovarlo di sera, per bere un bicchiere di vino con lui, offrendogli bei momenti con la loro compagnia e appoggio.
Compagno amato,
Sei andato via, ma noi non possiamo dire che, con il tuo passaggio, si sia chiuso un grande capitolo nella storia ed azione del Partito. Noi non diremo che abbiamo voltato pagina. Quello che tu e la tua generazione ci avete insegnato è che i doveri e le azioni dei comunisti non si fermano e non si sospendono. Voltare pagina, per noi, sarebbe come credere che quello che hai dato era inutile.
Quello che hai fatto, hai detto, hai pensato, le tue ricerche, le tue idee, tutto, rimane e rimarrà attuale per molti anni per venire. Saranno scritte pagine nuove nella storia del nostro Partito, senza la tua presenza fisica, anche quando, dopo di noi, ci saranno altri comunisti e combattenti futuri.
Compagno,
Il CC ti da l’addio, come fa il Partito intero.
Alla fine stai andando irrevocabilmente via da noi come presenza fisica. E noi stiamo andando avanti, anche se alcuni pensano che noi abbiamo le nostre teste nelle nuvole. Noi siamo orgogliosi del KKE, intransigente nei suoi obiettivi e intransigente nei suoi principi.
Il valore ha un migliaio di nomi
Sulle nostre coste e nei passi di montagna
Guerrieri coraggiosi, briganti, partigiani
Scaturisce dal cuore delle masse
Per te che sei passato, è una canzone che non finisce.