www.resistenze.org - popoli resistenti - grecia - 06-03-07

fonte: http://www.solidnet.org
da Gioventù Comunista della Grecia, (KNE) - http://www.kne.gr. 02/02/2007
 
Continua la lotta per l'istruzione pubblica e gratuita
 
Decine di migliaia di giovani studenti delle università continuano a difendere il loro diritto all'istruzione superiore gratuita e pubblica. Giovedì 22/2/07 si è svolta un'immensa dimostrazione nazionale nel centro di Atene. Oltre il 70% dei dipartimenti universitari di tutte le facoltà della Grecia sono ancora occupati dalle Unioni studentesche degli atenei. Alla manifestazione hanno partecipato anche i lavoratori di Atene che con i loro sindacati hanno deciso 4 ore di sciopero per unirsi alla mobilitazione, dichiarando innanzitutto che quello dell'istruzione è un problema direttamente connesso alla classe operaia ed alle sue famiglie.
 
 
Negli ultimi 9 mesi (sin dal maggio 2006) decine di mobilitazioni hanno preso forma: dimostrazioni, occupazioni, blocchi del traffico, campagne di informazioni per i lavoratori nelle fabbriche sia dei sindacati che delle unioni studentesche di scuole e università.
 
Riforme al servizio del capitale
 
Questa lotta si è intensificata da quando il governo di destra della Nuova Democrazia, come prosecuzione della politica socialdemocratica di Pasok, ha compiuto il passo decisivo per la totale omologazione dell'istruzione pubblica superiore al settore privato e nel contempo per la parificazione del sistema universitario privato. Questi indirizzi condivisi e sottoscritti in seno alla UE da entrambi i partiti, sono strumenti per realizzare il Processo di Bologna, dove il capitale ha espresso il bisogno di una formazione economica, flessibile e compromissoria per i lavoratori del futuro. I capitalisti vogliono assicurarsi i profitti e moltiplicarli. E' per questo che si preoccupano molto della direzione e della profondità delle riforme. Le privatizzazioni, promosse in vari modi, sono parte del progetto.
 
La soppressione dell'articolo 16, un articolo della Costituzione greca che vieta le università private, e l'emanazione di una legge quadro che ridisegna il sistema universitario costituiscono le mosse decisive per il passaggio ufficiale di consegna delle università alle imprese. La legge quadro è in rapida discussione in questi giorni al Parlamento e l'abolizione dell'articolo 16 è in programma per il prossimo Parlamento, dopo le elezioni. Questa legge mette le università in mano ai managers: fin d'ora e elaborando piani quadriennali ogni università dovrà porsi in un sistema di impresa e di concorrenza per il reperimento dei finanziamenti. D'altronde il governo ridurrà o taglierà completamente i fondi per le università. Nel contempo l'academic asylum che protegge le lotte studentesche e che garantisce la libertà di pensiero e di espressione sarà di fatto soppresso. Il Governo avrà il diritto a chiedere l'intervento di polizia per porre fine alle occupazioni e alle lotte al solo scopo di promuovere i progetti capitalisti in tema di università e istruzione che più efficientemente si attagliano per produrre personale giovane, economico, flessibile ed obbediente ai datori di lavoro.
 
Il confronto politico
 
Il Governo di destra della Nuova Democrazia in questi anni sta compiendo ogni sforzo, con l'appoggio dei socialdemocratici di Pasok – che peraltro criticano il governo in quanto non abbastanza celere e radicale nelle misure adottate – per ottenere l'approvazione del Parlamento e soprattutto della gente su queste tematiche. Estremamente pericolosa è poi la posizione della sinistra di Synaspismos che nonostante le dichiarazioni di opposizione alla legge ed alla soppressione dell'articolo 16, si mostra calda sostenitrice dell'autofinanziamento delle università. Questa posizione riduce il diritto di stato a garantire il carattere pubblico e gratuito dell'istruzione superiore, e cede direttamente all'impresa il controllo del sistema universitario, il tutto a norma di legge!
 
È significativo che i gruppi di sinistra considerino una vittoria del movimento il ritiro da parte di Pasok della proposta di revisione dell'articolo 16 durante la discussione in Parlamento e che siano state le pressioni del movimento a far cambiare idea ai socialdemocratici. La verità è che non hanno mai cambiato idea, al contrario si sono avvalsi del ritiro solo per evitare o almeno rimandare la condanna del movimento studentesco che sta lottando da mesi. La sinistra di Synaspismos nutre speranze in un partito come quello socialdemocratico che ha firmato insieme al governo il Trattato di Bologna e che muove critiche solo riguardo ai tempi di realizzazione delle misure invece che sull'indirizzo politico.
 
Le prospettive di lotta
 
Il governo è fortemente sollecitato a percorrere una via che passi per le elezioni straordinarie e che trovi, per il rinnovamento e le riforme, l'approvazione del popolo. KNE sta compiendo ogni possibile sforzo per lo sviluppo e la continuazione di questo movimento, per il suo orientamento politico, per la sua protezione durante le manifestazioni dai provocatori che ne screditano la lotta.
 
Contemporaneamente il KNE, nel quadro della campagna politica del KKE, discute estesamente con i giovani le posizioni politiche del KKE riguardo l'istruzione, come salvarla ed i suoi contenuti.
 
In tutti questi mesi di lotta si è acceso un intenso dibattito nella società greca, non tanto sul fare o meno le riforme ma piuttosto sugli indirizzi, sul come dovrebbero modellarsi dette riforme rispetto agli interessi della popolazione. Il verdetto di studenti e movimento popolare è chiaro: le loro necessità non sono quelle del capitale. La lotta per difendere il diritto all'istruzione pubblica e gratuita senza sponsor e privatizzazioni, continua. I giovani studenti non solo si mobilitano contro il piano riformista ma anche per il futuro incerto di precarietà e disoccupazione che si prospetta dopo la laurea. La tenacia del movimento nel corso di tutti questi mesi chiariscono innanzitutto che i capitalisti non avranno vita facile. La lotta sarà portata avanti ed è ovvio che i giovani giungeranno alle adeguate conclusioni politiche ovvero che vi è la necessità di cambiamenti profondi nella struttura di potere affinché si affermino i pieni diritti all'istruzione, sul lavoro e nella vita.
 
Traduzione dall'inglese a cura del CCDP per www.resistenze.org