www.resistenze.org - popoli resistenti - grecia - 02-04-07

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Sul condotto energetico Burgas-Alexandroupolis
 
Partito Comunista di Grecia
 
16/03/2007
 
Il bisogno di creare un'alternativa per il trasporto di petrolio e gas naturale verso il nostro paese, che è dipendente dal punto di vista energetico, non deve portare i ceti popolari a credere alle celebrazioni del governo sui grandi benefici che, sostiene, risulteranno dalla costruzione del condotto Burgas-Alexandroupolis.
 
I veri vincitori rispetto alla conclusione dell’accordo sono: Unione Europea, Russia e la plutocrazia di Grecia, che compirà un importante passo verso l'utilizzo del paese come canale energetico nella regione.
 
Coloro i quali trarranno benefici saranno i grandi gruppi monopolistici impegnati nella realizzazione del progetto, in vari settori strategici (energetico, trasporti, costruzioni e bancario). Questa particolare infrastruttura energetica servirà i profitti dei grandi capitali a spese dei bisogni popolari.
 
I proclami del governo, secondo cui il condotto energetico sarà - di per sé - un fattore di pace e stabilità, sono falsi, giacché le contraddizioni imperialistiche vanno acuendosi nella nostra regione. L'inasprirsi della competizione, così come le relazioni, a volte competitive altre di cooperazione, tra le borghesie di Grecia e Turchia, rendono tale progetto pericoloso per la pace e per la stabilità dei confini regionali.
 
La via d’uscita sta dalla parte opposta: trasferire l'iniziativa dalle mani delle multinazionali a quelle dei popoli dei Balcani, creando un fronte antimperialista dei popoli della regione.
 
La strada da seguire è quella di un’economia e un potere popolare, della socializzazione dei mezzi di produzione, di un monopolio statale dell'energia, che userà le infrastrutture energetiche a beneficio dei bisogni del popolo.
 
15 Marzo 2007
Ufficio Stampa del KKE
 
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura di Stefano Pancaldi e del Centro di Cultura e Documentazione Popolare