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Le politiche del territorio responsabili per gli incendi
Partito Comunista di Grecia - KKE
28/08/2007
Il Segretario generale del KKE Aleka Papariga, durante una conferenza stampa il 27 agosto, ha respinto il punto di vista per cui i devastanti incendi che hanno invaso la Grecia e causato la perdita di 63 vite fino ad ora, costituiscano una “minaccia asimmetrica” e ha unito la sua critica verso la politica di tutela del territorio.
Aleka Papariga, presentando un comunicato dell’Ufficio Politico del CC del KKE, ha rilevato che il tentativo del governo di presentare la tragedia nei termini del “dogma del nuovo ordine imperialista delle minacce asimmetriche” ha cercato di “spaventare le persone per deviare la loro reazione verso la direzione sbagliata, sia durante i contesti elettorali sia dopo”.
Il KKE ha esortato il popolo a contribuire a combattere gli incendi che bruciano il paese ed ha confermato le completa disponibilità dei suoi membri e organizzazioni a mettersi al servizio di autorità locali, agenzie e funzionari, per partecipare agli sforzi nella battaglia contro il fuoco, per sostenere gli abitanti e contribuire, per quanto possibile, alla soluzione di qualsiasi problema.
Riguardo alla causa degli incendi, Aleka Papariga ha spiegato come questi non siano sorti all’improvviso, ma siano stati creati nel tempo grazie ad una serie di leggi e provvedimenti reazionari presi dai successivi governi della dominante Nuova Democrazia e dei principali partiti di opposizione del PASOK. Il KKE fa notare come dal 1991, solo un undicesimo delle foreste bruciate siano state ricostituite in Attica e un nono in Grecia.
Il KKE sottolinea che la porta di quest’inferno è stata aperta da una politica che ha commercializzato il suolo e le foreste, favorendo gli speculatori, vanificato la prevenzione, e creato enormi carenze in attrezzature, infrastrutture, mezzi antincendio e nei servizi di tutela forestale, culminata con la revisione della Costituzione, in particolare dell’art. 24 per la protezione delle foreste.
“Siamo di fronte ad un piano organizzato, preparato in anticipo o lungo la strada” ha dichiarato, aggiungendo che i vantaggi degli incendi dolosi saranno realizzati dai grandi interessi economici “il cui appetito è stimolato dalla privatizzazione e commercializzazione del territorio”.
Secondo il KKE il governo ha enormi responsabilità per non essere riuscito a fornire una risposta valida, organizzata, che avrebbe limitato le conseguenze del disastro, attraverso la prevenzione e misure di protezione delle aree boschive.
Aleka Papariga ha aggiunto che il PASOK cerca solamente di coprire le proprie responsabilità e di trarre profitto nelle urne dalla giustificata agitazione popolare. Allo stesso tempo, ha fatto notare come la Coalizione della Sinistra Radicale (Synaspismos, facente parte della "Sinistra europea", n,d.tr.) abbia fallito nel mostrare autonomia politica di fronte a quest’evidente piano incendiario che è in relazione con la proprietà e l’uso della terra, scegliendo di allinearsi e sostenere il PASOK.
Elencando le proposte del KKE per le conseguenze degli incendi, Aleka Papariga ha affermato la necessità di un dettagliato catasto delle zone distrutte e bruciate, senza alcuna variazione d’uso dei terreni, il pieno indennizzo ai coltivatori per i raccolti perduti ed il bestiame distrutto, l'esenzione per un anno dai contributi di assicurazione e tasse ed un congelamento sul pagamenti dei mutui, il pieno indennizzo per le case, fattorie e infrastrutture, particolareggiati piani per il rimboschimento, sistemazione gratuita per le vittime degli incendi in alberghi vicini, immediata integrazione dei posti vacanti nei corpi dei vigili del fuoco, del servizio forestale e nel servizio sanitario nazionale, con personale permanente piuttosto stagionale e lavorare al fine di limitare i danni legati a erosione, inondazioni, ecc.
Il KKE invoca anche l'adozione di misure politiche urgenti:
- Fermare la revisione costituzionale, specialmente la parte che riguarda il cambio negativo delle clausole riferite alle foreste
- Trasformare in proprietà pubblica la grande proprietà privata su montagne e foreste
- Revocare tutte le leggi anti-foresta, specialmente la legge 997/79 del governo di ND che ha declassificato 2,5 milioni di ettari di foreste e la legge 1734/87 del governo del PASOK con 4,5 milioni.
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare