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- popoli resistenti - grecia - 15-12-08 - n. 254
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Intervista ad Aleka Papariga dell'Agenzia di stampa greca ANA-MPA
15/12/2008
"Le molotov e i saccheggi da parte di individui incappucciati, collegati ai Servizi segreti di Stato greci ed esteri, non hanno alcuna relazione con la rabbia espressa dalle masse degli studenti medi e universitari e dal popolo in generale", così sottolinea la Segretaria del Partito Comunista della Grecia (KKE), Aleka Papariga, in un'intervista esclusiva alla ANA-MPA, aggiungendo che i recenti avvenimenti sono usati per distogliere l'attenzione e disorientare le mobilitazioni di massa dei giovani e del popolo contro l'autoritarismo e le politiche antipopolari.
Papariga ha ribadito la sua dura critica alla Coalizione della sinistra radicale (SYRIZA), sottolineando come nel KKE, rispetto quel partito, vi siano fondamentali differenze in fatto di strategia, ideologia e politica.
Sulla prospettiva di elezioni generali anticipate, il leader del KKE ha rilevato che sarebbero solo "un buco nell'acqua" se lo scontento per il partito al governo, Nuova Democrazia, si trasformasse in un voto al principale partito di opposizione, PASOK. Mentre, alla domanda se il KKE voterebbe a favore dell'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare sullo scandalo Vatopedi Monastery, Papariga ha spiegato che nell'ipotesi insorgessero evidenze di una responsabilità penale, il suo partito appoggerà la creazione di una tale commissione.
Rispondendo alle domande, Papariga ha sostenuto che la repressione di Stato e i facinorosi a volto coperto "sono dalla stessa parte": sono collegati, si alimentano reciprocamente e il loro obiettivo è quello di terrorizzare i lavoratori e la gioventù, per fronteggiare il movimento del lavoro organizzato e popolare.
Ha attribuito l'uccisione del quindicenne Alexandros Grigoropoulos nel quartiere di Exarhia ad Atene, sabato notte, da una pallottola della polizia, al crescente autoritarismo, al rafforzamento dei meccanismi e delle azioni di repressione, all'insieme di leggi reazionarie, comprese quelle europee.
Il KKE, con le sue posizioni e la sua azione, si trova in ferma opposizione. "Abbiamo ostacolato e impedito certi piani. Siamo vigili," ha detto Papariga, aggiungendo che "l'affluenza di massa allo sciopero indetto da PAME in tutta la Grecia e le manifestazioni degli studenti, anch'esse imponenti e autodifese, dimostrano come l'azione di massa organizzata può fronteggiare la repressione e il terrorismo, dimostrano che lo spontaneismo può essere trasformato in coscienza e organizzazione".
Su un'altra questione, Papariga ha detto che gli scandali, la repressione, le minacce e i ricatti che quotidianamente fronteggiano i lavoratori sui loro posti costituiscono altrettanti aspetti della politica antipopolare e il risultato del percorso a senso unico verso l'Euro perseguito da ND e PASOK ed è il frutto di una strategia che serve il profitto del capitale e la competitività mentre aggrava i problemi della classe operaia, dei giovani e degli strati popolari.
Ha detto che la rabbia e l'indignazione popolare provocata, cresciuta e manifestata per l'assassinio del giovane quindicenne, non è sufficiente per arrestare la politica antipopolare, né, ha continuato, alcun risultato può scaturire da lotte che si limitano ad esercitare solo pressioni.
Papariga ha detto che le misure adottate nell'Unione Europea negli ultimi anni e quelle peggiori che sono in preparazione – la settimana lavorativa di 70 ore, la separazione del tempo lavorativo in attivo e inattivo – approvate da ND, PASOK e SYN (Coalizione della sinistra, i movimenti ed Ecologia), costituiscono un bisogno vitale del capitale.
Il movimento, nel suo stato attuale, non può far fronte a questi problemi, ha detto, aggiungendo che è necessaria una nuova struttura organizzativa, poiché solo attraverso la lotta organizzata, un'alleanza popolare contro la politica e i partiti che servono gli interessi dei monopoli, si possono ottenere risultati positivi per i cittadini; questo è il motivo per cui è necessario il rafforzamento del KKE, che con la sua strategia e la sua azione, formula i termini e l'apertura del contrattacco popolare.
A un'altra domanda, Papariga ha detto che il KKE crede fermamente che la classe operaia delle città e delle periferie abbiano il potere di cambiare le cose, a condizione che agisca e lotti per i propri diritti in ogni luogo di lavoro, e dia vita a una alleanza anti-monopolio.
I lavoratori non devono avere paura. E' il capitale che deve preoccuparsi, l'Unione Europea e i suoi partiti, ha detto, perché la crisi è figlia del capitalismo che loro servono. La classe lavoratrice per anni ha pagato la crescita dei profitti del capitale e non c'è alcun motivo per cui ora debba pagare il prezzo della sua (del capitale) crisi. Il popolo deve far frutto della propria esperienza. I partiti che hanno mentito riguardo Maastricht, riguardo l'UEM (Unione economica e monetaria), mentono ancora, ha detto Papariga.
Che si corra in soccorso dei banchieri, come propone il governo, o degli industriali, come proposto dal PASOK, il risultato per il popolo è sempre lo stesso. Le obsolete o burocratiche proposte avanzate dalla SYN non costituiscono una soluzione. I giovani e gli strati popolari devono rifiutare definitivamente quelle politiche e i loro dogmi. Solo così possono affrontare il peggio che ancora deve venire, ha concluso Papariga.
Fonte: News Agency ANA-MPA