www.resistenze.org - popoli resistenti - grecia - 01-03-09 - n. 263

da Oltre Confine - Newsletter settimanale del Dipartimento Esteri del PdCI
 
“Il 18° Congresso del Partito comunista di Grecia (KKE)”
 
di Luigi Marino, resp. Economia PdCI
 
In Grecia nel corso del 2008 è andata crescendo la conflittualità sociale. Contro la politica agricola comunitaria si sono avuti blocchi stradali in tutto il paese causati dalle migliaia di trattori portati dai contadini.
 
Dopo la morte del giovane studente, ascrivibile alla brutalità della polizia, vi è stata l’esplosione del movimento giovanile di massa contro la politica di intimidazione e di repressione del governo, ma anche contro la disoccupazione crescente soprattutto tra i giovani (circa il 9% complessivamente) e contro più in generale la situazione sociale del paese, che vede l’aumento delle povertà e delle ineguaglianze.
 
Il sindacato di classe –PAME- ed altri due sindacati nazionali hanno proclamato una serie di scioperi contro la politica di privatizzazioni e la controriforma pensionistica del governo Karamanlis.
 
Insieme ai consumi interni ,ridottisi di molto , è crollato anche il trasporto navale che con i noli costituisce un terzo delle esportazioni greche.Nel quinquennio 2003-2008 l’indebitamento delle famiglie è passato dal 10% al 48% del PIL.
 
E la Grecia è seconda solo all’Italia per il debito pubblico( 92%).E’ in questo contesto che si è svolto dal 18 al 22 febbraio il 18° Congresso del KKE , definito del “ contrattacco“.
 
Nelle Tesi del C.C., approvate all’unanimità,con una sola astensione ,è stata posta al centro la questione dell’anarchico sviluppo del capitalismo, che ha generato l’attuale crisi,che, nata come finanziaria, è poi ricaduta pesantemente sull’economia reale con conseguente ulteriore impoverimento delle classi lavoratrici, anzitutto delle nuove generazioni. Da qui il “contrattacco” e l’esortazione alla lotta per ottenere misure volte ad aumentare il potere d’acquisto delle famiglie ,provvedimenti in favore dei disoccupati e dei giovani, la realizzazione di un programma di edilizia popolare ed altre misure per alleggerire le rate dei mutui, ecc.
 
Le Tesi approvate propongono in prospettiva un modello di sviluppo “ che serva gli interessi della maggioranza della popolazione e non i profitti dei capitalisti” ed attaccano la politica antipopolare del governo, ma anche le ambiguità del Pasok (socialdemocratico), accusato sostanzialmente di condurre la stessa politica della Nuova Democrazia di Karamanlis.
 
Il Pasok,secondo il KKE,non costituisce un’alternativa a N.D.! Il Partito prevede quindi un duro colpo per N.D. per la politica portata avanti negli interessi del grande capitale: ma né il Pasok, né il Synaspimos (in coalizione con altri pezzi di sinistra in Syriza) che conduce, secondo il KKE, una politica vagamente eco-socialista, avranno un risultato positivo per le loro scelte ,che hanno finito per scimmiottare quelle di Nuova Democrazia.
 
Va ricordato che il KKE nelle ultime elezioni ha ottenuto l’8,2% ed ha eletto 22 deputati,mentre N.D. e Pasok hanno fatto entrambi passi indietro: N.D., malgrado il malcontento popolare, riceve il 41,8%(-3,5), il Pasok il 38,1 %(-2,45 ).
 
La coalizione Syriza (una specie di Arcobaleno) ha il 5,04%. Il partito di estrema destra entra in Parlamento con il 3,8%.
 
Come è già avvenuto in Italia, in nome del bipolarismo, i partiti N.D. e Pasok (con il sostanziale sostegno di Syriza ) sono orientati a modifiche della legge elettorale al fine di cancellare o ridurre al minimo la presenza dei comunisti in Parlamento. Il rischio è reale!
 
Va ricordato inoltre che il KKE ha assunto da tempo una posizione decisamente contraria alla Unione Europea. Parteciperà alle elezioni europee perché la battaglia elettorale “può trasformarsi nell’inizio di un movimento popolare di lavoratori, agricoltori e lavoratori autonomi per invertire la rotta negli interessi delle classi lavoratrici.” Ma certamente l’Europa non è che un terreno più ampio della lotta. L’Europa sociale è ancora tutta da costruire e non sarà che il risultato della lotta di classe che si svolgerà in ogni singolo paese
 
L’Europa politica d’altra parte non la vogliono né gli USA, né le forze di destra come quella di Le Pen in Francia o lo stesso Laos, partito dell’estrema destra greca, che demagogicamente attacca l’U.E. ma solo per sottolineare le proprie convinzioni nazionalistiche, razziste e xenofobe.
 
A Patrasso si è svolta un’assemblea con la presenza di molte centinaia di giovani, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle delegazioni di Portorico, Columbia, Belgio, Finlandia, Palestina e del PdCI.
 
Il Congresso del “contrattacco” ha dedicato due giorni poi alla discussione di un secondo documento: le Tesi del C.C. sul socialismo. Sono intervenuti nel dibattito circa 50 delegati,tra cui molti giovani. Solo due membri del C.C. non hanno condiviso le Tesi, il cui nucleo centrale è quello in sostanza della difesa della storia del socialismo e della stessa esperienza sovietica in particolare contro le tendenze revisionistiche e le deviazioni socialdemocratiche e rinunciatarie.
 
E’ una difesa della storia dell’URSS,ma anche di quella del movimento operaio internazionale. Non è una acritica esaltazione,ma nemmeno una caccia soltanto agli errori . Il capitalismo non ha del resto un futuro da offrire ai giovani, ai lavoratori, ai diseredati. Le Tesi approvate sono volte a costituire una base teorico-ideologica alla linea politica approvata dal Congresso e sono state dibattute in tutte le istanze di Partito, senza la pretesa di una trasposizione meccanica delle acquisizioni teoriche, delle categorie ideologiche e delle scelte compiute in passato.
 
Il KKE dichiara di essere pronto a collaborare con tutti i partiti marxisti che si riconoscono in questa storia comune. Di qui la rivisitazione della “legge del valore nel socialismo” (dai” Problemi economici del socialismo “ del 1952), la discussione sulla “distribuzione secondo il lavoro” sino all’analisi delle deviazioni opportunistiche, venute fuori con il XX Congresso, queste ultime ricordate in molti interventi, il che lascia intendere che le critiche non possono non riferirsi a questioni tuttora presenti e non quindi solo a quelle “storiche”.
 
Le Tesi considerano il XX Congresso del PCUS come una “svolta a destra” sotto tutti i punti di vista, contestano il concetto del “profitto “ introdotto con le riforme di Liberman ed altri per un più rapido sviluppo economico della società socialista in URSS, nonché quello degli incentivi monetari e così via.
 
Una difesa della storia sovietica quindi sino al XX Congresso,”senza ignorare debolezze, errori e deviazioni”: d’altra parte non sfugge al KKE, come è stato rilevato in vari interventi,la diversità dell’attuale contesto geo-politico: ma il Congresso, con le Tesi approvate poi all’unanimità, ha inteso ribadire la solidità e la validità di una piattaforma ideologica e la saldezza dei principi comunisti: la platea dei delegati ha seguito e partecipato con grande attenzione alla discussione, centrata sulla attualità e necessità del socialismo in questa fase storica,contrassegnata da una profonda crisi del capitalismo,che potrebbe consentire al limite anche “ un più celere passaggio dal regime capitalistico a quello socialista”.
 
E’ significativa la citazione di Lenin che riteneva che” misure di transizione potessero essere superflue in una serie di paesi capitalisti sviluppati “. Le Tesi escludono però che un passaggio al socialismo possa avvenire solo attraverso un allargamento dei diritti borghesi (o con la partecipazione ai governi?).
 
- I documenti completi del congresso sono consultabili in inglese su http://inter.kke.gr/