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- popoli resistenti - grecia - 18-01-12 - n. 392
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Ampio sciopero generale in Attica: sviluppo decisivo nella lotta
18/01/2012
Un duro colpo è stato inflitto ai padroni martedì 17 gennaio, organizzato dalle tre federazioni sindacali territoriali nella regione di Atene e a Volos, una delle maggiori città del paese, su forte sollecitazione del PAME. Lo sciopero costituisce la risposta della classe lavoratrice alla raffica di misure anti-operaie imposte dal governo del fronte nero, ossia della coalizione di governo formata da PASOK, ND e Laos [rispettivamente socialdemocratici, conservatori e ultranazionalisti xenofobi] e dalla Troika [UE, BCE, FMI]. Si tratta di misure per rendere i rapporti di lavoro più flessibili, introdurre piani per l'ulteriore riduzione degli stipendi di 150-200 euro e per l'abolizione delle gratifiche stagionali nel settore privato, per imporre privatizzazioni e una tassazione draconiana che mette in ginocchio le famiglie della classe operaia e degli strati popolari. Centinaia di migliaia di famiglie sono condannate alla miseria, a ricorrere alle mense, senza fissa dimora. E' indicativo che migliaia di famiglie non abbiano pagato l'imposta addizionale inserita nella bolletta della luce e che il governo abbia iniziato ieri a inviare squadre per tagliare l'elettricità alle famiglie degli strati popolari.
Non a caso lo sciopero ha coinciso con l'arrivo della delegazione della Troika in Grecia per elaborare un piano congiunto con il governo per rafforzare l'offensiva anti-operaia a tutto vantaggio del capitale. E' significativo che nel giro di poche settimane i padroni siano stati destinatari di nuovi sussidi e privilegi, con l'aumento provocatorio del numero di imprese sovvenzionate e la creazione di zone industriali dove per legge vigerà una completa immunità per il capitale e gli stipendi saranno un'inezia. Parallelamente gli armatori hanno acquisito nuovi privilegi con la completa liberalizzazione attraverso l'abolizione del cabotaggio.
Questo sciopero e la sua preparazione acquista un significato speciale perché avviene in solidarietà con lo sciopero degli operai delle acciaierie. Nelle due città teatro delle agitazioni, l'atmosfera è stata caratterizzata dai metallurgici della Greek Steelworks, i cui tre impianti sono rimasti bloccati dallo sciopero. Nell'area di Volos il settore metalmeccanico aveva già scioperato il 12/01, aprendo un secondo fronte per esercitare la maggior pressione possibile sugli industriali della Greek Steelworks che ha dato luogo a 65 licenziamenti. Restano irremovibili i lavoratori dello stabilimento di Atene e il loro sindacato, che appartiene a PAME, in sciopero da oltre 80 giorni. La pressione sulla proprietà è sempre più forte, poiché lo sciopero di ieri è il secondo in 5 giorni. Fino ad ora l'industriale Manessis ha coperto le perdite dal blocco degli impianti di Atene, raddoppiando la produzione negli altri due stabilimenti.
I metallurgici di Volos insieme a tutte le forze di classe della regione hanno combattuto e vinto una dura battaglia. Organizzati e determinati contro gli apparati di polizia (il capo della polizia nell'area di Volos ha chiesto che gli scioperanti dichiarassero i loro nomi), il burocratismo sindacale, il crumiraggio, le pressioni dei parlamentari dei partiti borghesi e dei media locali che sostenevano che il "PAME vuol far chiudere le fabbriche".
Il 12 gennaio è stata la prima volta dopo 24 anni che tutte le macchine nel complesso delle Greek Steelworks di Volos hanno smesso di funzionare. Ciò si è ripetuto martedì 17 gennaio.
I padroni erano così furiosi che durante il secondo sciopero hanno intrappolato in fabbrica un turno di lavoratori e ordinato ad alcuni scagnozzi di tendere uno striscione contro il PAME. Nonostante quest'azione di crumiraggio, i padroni non sono riusciti a riattivare la fabbrica.
Dobbiamo dire che la GSEE [Sindacato del settore privato], la EKA (Federazione territoriale di Atene) e la compromessa leadership riformista hanno ipocritamente partecipato allo sciopero all'ultimo minuto. Sono le stesse forze sindacali del PASOK e di ND che si opponevano allo sciopero nelle altre due fabbriche della Greek Steelworks, che in 80 giorni non hanno messo piede nello stabilimento di Atene. Le stesse forze che il giorno dopo la sciopero hanno dichiarato di voler partecipare al dialogo sociale, insieme al governo e agli industriali per negoziare quanto i lavoratori dovranno ancora perdere.
Significativa anche la posizione del sindacalista che rappresenta Synaspismos (partito della Sinistra Europea) nel sindacato che ha proclamato lo sciopero a Volos. Non ha votato per lo sciopero, si è astenuto e ha reso la dichiarazione provocatoria che "lo sciopero avvantaggia i datori di lavoro". Con il loro atteggiamento, gli opportunisti rifiutato la concreta solidarietà con l'eroica mobilitazione di 80 giorni degli operai dell'acciaio nonostante la loro opportunistica chiamata alla solidarietà. Nella sua interrogazione in Parlamento sul "costo del lavoro", il leader di SYN, A. Tsipras, ha accettato la logica del governo (vale a dire che lo stipendio del lavoratore è un "costo", termine che giustifica l'assalto del capitale contro i salari, le pensioni, le gratifiche stagionali).
Il PAME ha organizzato un grande comizio ad Atene, dove hanno parlato il presidente del sindacato della Greek Steelworks, G. Sifonios, e altri quadri del PAME. Le forze di classe hanno dichiarato la loro volontà di intraprendere una lotta di classe incrollabile, per continuare la battaglie nelle Acciaierie greche, rifiutare qualsiasi partecipazione al cosiddetto "dialogo sociale", organizzare "presidi" in ogni quartiere della classe operaia in modo da evitare il taglio dell'elettricità alle famiglia della classe operaia e agli strati popolari e intensificare la lotta per un nuovo sciopero generale.
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