www.resistenze.org - popoli resistenti - grecia - 24-01-12 - n. 393

da Partito Comunista di Grecia - http://inter.kke.gr/News/news2012/2012-01-20-dialogos
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Bloccato il dialogo fraudolento
 
20/01/2012
 
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Con una mobilitazione energica, mercoledì 18 gennaio le federazioni e i sindacati con un orientamento di classe riunite attorno al Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME), hanno rovinato l'incontro anti-operaio programmato dalle "parti sociali".
 
Davanti alla sede dell'incontro, con un raduno di massa organizzato a sorpresa, le federazioni e i sindacati con un orientamento di classe hanno impedito l'inizio del "dialogo sociale", programmato dai compromessi dirigenti della GSEE (Sindacato del settore privato, controllato dai socialdemocratici, dalla destra e dagli opportunisti) e dalle organizzazioni dei capitalisti (la Federazione ellenica delle imprese-SEV, ecc.), per decretare la fine di qualsiasi diritto residuale rimasto ai lavoratori al fine di rafforzare la competitività del capitale.
 
Pienamente rivelatrice la dichiarazione del Ministro del Lavoro G. Koutroumanis riguardante l'ampiezza degli arretramenti inflitti ai lavoratori attraverso il dialogo: "Può il Ministro del Lavoro vietare che le parti sociali portino al tavolo qualsiasi rivendicazione vogliano?" Ecco una piccola selezione di ciò che è stato presentato al cosiddetto" dialogo sociale ": il congelamento dei salari per due anni, la riduzione di tredicesime e quattordicesime, l'esenzione fino al 15% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro e il corrispondente aumento dei loro profitti, oltre alla riduzione del 5% dell'imposta sulle imprese.
 
I manifestanti del PAME hanno presidiato per lungo tempo l'edificio e la sala conferenze, dove i rappresentanti dei padroni e i burocrati sindacali si erano già radunati, costringendoli a interrompere il "dialogo" e ritirarsi dai locali. Tra gli slogan pronunciati: "I lavoratori non sono un costo, i capitalisti parassiti lo sono". "Lotta di classe, qui e ora". E' significativo che il presidente della SEV abbia immediatamente abbandonato la riunione.
 
Non è affatto un caso che la SEV nella sua dichiarazione abbia attaccato il KKE, prendendo di mira la coscienza di classe e popolare che si batte contro le misure barbariche e mostra tendenze di emancipazione dalla linea politica del capitale e dai suoi partiti. La SEV ha invitato "tutte le forze politiche e in particolare i partiti della più ampia sinistra democratica a condannare senza riserve il KKE e le sue pratiche (attraverso il PAME) che vogliono farci tornare con la violenza in un periodo che appartiene definitivamente al passato", aggiungendo che "la reazione allergica del KKE per il dialogo sociale e per ogni altra forma di concertazione, rivela la sua adesione ai metodi e alle pratiche staliniste". Una dichiarazione simile è stata anche rilasciata dalla GSEE.
 
Risposta del KKE: La classe borghese è un parassita che impedisce lo sviluppo sociale
 
Il KKE ha risposto immediatamente all'attacco anti-comunista di SEV, ricordando tra l'altro: "l'assalto rabbioso dei rappresentanti degli industriali contro il KKE è naturale dal punto di vista di classe. Quello che vogliono, insieme con i loro partiti e collaboratori sindacali, è che la classe operaia si sottometta docilmente e si faccia condurre al macello. Questo spiega la portata del loro odio verso il KKE e il PAME quando chiamano la classe operaia a sollevarsi e impedire la cancellazione delle sue conquiste fondamentali - sacrifici a profitto dei suoi sfruttatori - con l'obiettivo di rovesciare il potere. (...) Signori, non abbiamo paura di voi. La vostra classe è un parassita che impedisce lo sviluppo sociale. Voi siete spietati quando si tratta di aumentare la redditività e proteggere i vostri interessi. Chiudete le fabbriche e le trasferite all'estero, gettate come spazzatura i lavoratori che avete sfruttando per anni. Esportate miliardi di euro, il prodotto di decenni di furti mediante lo sfruttamento della fatica dei lavoratori, per investimenti o per il deposito sicuro nelle banche. Saccheggiate i fondi di previdenza sociale. Bramate le esenzioni fiscali e i privilegi provocatori e ne chiedete sempre di nuovi. (...) Voi sapete bene quanto sia vero lo slogan 'Lavoratore, senza di te nessun ingranaggio può girare, puoi fare a meno dei padroni' e quanto tocca i cuori dei lavoratori. Ma verrà il tempo in cui tutta la classe operaia si ergerà in tutta la sua altezza".
 
PAME: il sindacalismo eterodiretto dal governo e dai padroni fa gli interessi degli sfruttatori
 
Il PAME sottolinea nella sua dichiarazione: "le dichiarazioni di SEV e GSEE rispetto l'intervento del PAME all'inizio del dialogo sociale dimostrano quanto siano uniti nel corpo e nello spirito. Non dobbiamo dire altro sugli industriali. Abbiamo chiari interessi opposti. SEV identifica lo sviluppo del paese con il suo interesse, ossia il profitto. Hanno bisogno di ridurre il prezzo della forza-lavoro per moltiplicare i loro profitti. Le forze sindacali eterodirette dal governo e dai padroni dichiarano costantemente la loro disponibilità a sostenere gli interessi degli industriali e dei grandi imprenditori con il pretesto di combattere la disoccupazione e di preservare posti di lavoro. Abbiamo una significativa esperienza del "dialogo sociale" del passato, delle perdite conseguenti per i lavoratori, stabilite a priori. Quelli che attaccano il PAME oggi, sono gli stessi che lo avevano attaccato nel 2009 e con le stesse argomentazioni, quando il PAME aveva effettuato un blocco simbolico del dialogo sociale in materia di sicurezza sociale per mettere in guardia la classe operaia e organizzare la lotta contro il massacro imminente (...). La leadership di GSEE è pronta a concordare con SEV e la coalizione di governo del PASOK-ND-LAOS [i tre partiti che sostengono il governo tecnico di Papademus, rispettivamente socialdemocratici, conservatori e ultranazionalisti xenofobi, ndt], la drastica riduzione degli stipendi e dei contributi a carico del datore di lavoro. Inoltre, nelle loro dichiarazioni GSEE e SEV accusano il PAME di esercitare la violenza. In realtà è la strategia dei monopoli che condanna la classe operaia e le masse popolari con la loro prole, alla povertà, alla disoccupazione, alla malnutrizione. Quelli che parlano di violenza sono quelli che nella maggior parte dei luoghi di lavoro hanno creato un regime che ammutolisce e penalizza ogni voce della classe operaia che si opponga ai piani da incubo. In realtà difendono questo tipo di violenza. Diciamo loro che non tollereremo il nostro impoverimento violento, la nostra sottomissione violenta agli appetiti del capitale. Noi lo rovesceremo usando come arma il potere della giusta guerra contro la guerra dei capitalisti", conclude il PAME nella sua dichiarazione.
 

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