www.resistenze.org
- popoli resistenti - grecia - 15-10-12 - n. 425
da PAME Hellas - www.pamehellas.gr/fullstory.php?lang=3&wid=2579
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Il 18 Ottobre, tutte e tutti allo sciopero
12/10/2012
Tutti alla lotta - Scendiamo in sciopero il 18 ottobre
Calpestano le nostre vite. Ci stanno mettendo in catene!
Concentramento in Piazza Omonia alle ore 10,30
Credi nel tuo potere, capovolgi il sistema!
Tu produci tutta la ricchezza, è a te che deve tornare!
Ora Basta! Sospendono il salario minimo, i contratti collettivi e ciò che resta dei rapporti lavorativi, dei diritti di sicurezza sociale, delle prestazioni sociali e dei sussidi di disoccupazione. Stanno cercando di deregolamentare la giornata lavorativa, sopprimere il riposo di domenica, di schiavizzare i lavoratori e incatenarli, trasformare i posti di lavoro in galere moderne.
Tutti i posti di lavoro si devono svuotare!
Si fermino le macchine, chiudano i negozi, si paralizzi l'intero paese!
Che tutta la città sia inondata dalla protesta popolare!
Ogni fabbrica, ogni azienda, ogni ufficio, ogni scuola, ogni negozio, tutte e tutti allo sciopero.
Non accettiamo la schiavitù moderna!
La promulgazione della legge sul salario minimo, annulla di fatto il contratto collettivo e la contrattazione collettiva. Con la cancellazione del Contratto Collettivo Nazionale Generale si colpiscono tutti i lavoratori, non solo quelli che ricevono il salario minimo. Il governo, il capitale e l'Unione Europea stanno cancellando tutto ciò che è previsto nei Contratti Collettivi a livello economico e normativo: l'anzianità, i sussidi, i permessi... Hanno tagliato di nuovo gli indennizzi per licenziamento. Aumentano la settimana lavorativa a sei giorni, in tutti i settori. Hanno portato il riposo minimo giornaliero a 11 ore, il che significa 13 ore di lavoro al giorno senza lo straordinario.
Lavoratrice, lavoratore, disoccupati, giovani
Non piegatevi! Non restate ai margini della lotta. Non lasciatevi ingannare dagli sfruttatori. Non sprecate le vostre speranze con coloro che ci vedono solo come bacino elettorale per le prossime elezioni.
Voi avete il potere! Osate! Venite a lottare con più forza!
Senza di voi non si muove alcun ingranaggio! Voi producete la ricchezza!
Unitivi all'organizzazione e all'offensiva della nostra classe, anche se non avete mai partecipato ad uno sciopero finora. Contribuite affinché lo sciopero dia una risposta, li scuota. Non accetteremo di lavorare 13 ore, senza diritti, per 400 euro. Non accetteremo la disoccupazione, come se si trattasse di un fenomeno naturale.
Il popolo non deve niente a nessuno e tutto gli è dovuto!
Basta con i sacrifici per la salvezza dei capitalisti e per i profitti dei creditori!
Buttiamo via le bandiere straniere. Nessun operaio si deve lasciar influenzare dall'acutizzazione della competizione. La visita della Merkel era finalizzata a promuovere e appoggiare gli interessi dei capitalisti tedeschi, ma anche gli interessi di tutto il capitale dell'Unione Europea e della Grecia contro altri poli imperialisti. Sono tutti uniti contro la classe operaia, perché sanno bene che i loro arricchimento viene dallo sfruttamento, dal sudore e dal sangue dei lavoratori.
Nessun sacrificio per salvare i profitti dei monopoli!
Non fatevi ingannare! Le misure non hanno nulla a che fare con il debito e i deficit, né sono prese per il bene del nostro paese. Il debito non cresce a causa della prosperità del popolo. Il deficit nei fondi pubblici e nelle tasche delle famiglie popolari è il risultato degli enormi profitti degli imprenditori, degli armatori, dei grandi padroni, dei gruppi monopolisti.
Non esistono "l'interesse nazionale, gli obiettivi nazionali e i sacrifici nazionali". La Grecia come paese è unico, ma non tutti hanno gli stessi interessi. Le nuove barbare misure, non sono un male per tutti. I monopoli, gli industriali e i grandi padroni ricavano grande vantaggio dalle misure che sono per noi fonte di impoverimento. I memorandum e gli accordi sul prestito sostengono il profitto. E' al suo servizio il nuovo governo e i suoi alleati nell'Unione Europea. Questi avvoltoi non sono la patria. La Patria siamo noi, noi che produciamo tutta la ricchezza e non quei pochi che la rubano.
Bloccare le misure!
Abbasso i memorandum e le manovre che condannano il popolo alla povertà!
Le richieste della classe padronale rivelano ciò che significa il loro sviluppo. Vogliano che lavoriamo per salari da fame, dall'alba al tramonto, senza alcun diritto in modo da poter riempire le casse in Svizzera con il nostro sudore. Questo è lo sviluppo che vogliono, con i lavoratori in miseria e in catene, mantenendo la disoccupazione a livelli elevati per minacciare e ricattare con il licenziamento tutti coloro che spremono.
No all'abolizione del salario minimo e della paga giornaliera!
Chiediamo l'abolizione del memorandum e degli accordi sul prestito, l'uscita del paese dall'UE, la cancellazione del debito.
Lottiamo per uno sviluppo il cui criterio non sia il profitto, ma le nostre necessità, per la piena e stabile occupazione per tutti, con salari e pensioni decenti, tempo libero, istruzione gratuita per i nostri figli, assistenza sanitaria gratuita per le nostre famiglie e sicurezza per il futuro. Sviluppo e produzione a favore del popolo e non dei gruppi monopolistici.
Non sono onnipotenti, non sono così forti!
Noi siamo di gran lunga più numerosi, siamo la maggioranza che soffre!
Abbiamo il potere di imporre la nostra legge!
Prepariamo il successo dello sciopero con l'organizzazione, attraverso le nostre azioni quotidiane e la discussione nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, nei sindacati, nelle assemblee generali e nei quartieri. La maggioranza di GSEE e ADEDY (organizzazioni del sindacalismo governativo e padronale del settore privato e pubblico) nelle federazioni e nei Centri Regionali, né vuole e né può servire questa causa. Loro stanno dall'altro lato. Si tratta di una burocrazia organizzata, contigua alla classe padronale e allo Stato.
Serve una linea di lotta che si scontri con il sindacalismo governativo e padronale che trascina i lavoratori al dialogo sociale. Rafforziamo i sindacati per trasformarli in baluardi di resistenza contro tutti i padroni e la loro classe. Cambiamo i rapporti di forza nel movimento sindacale.
Nessuna tolleranza, nessun ritardo. Il popolo deve rispondere con tenacia e spirito combattivo, deve respingere il ricatto e superare l'intimidazione. Dobbiamo dare una risposta militante ovunque, in tutte le fabbriche e luoghi di lavoro, in tutti i settori, in tutti i quartieri. Per impedire l'approvazione e l'attuazione delle nuove barbare misure.
Tutte e tutti allo sciopero del 18 ottobre
Abbiamo la forza e possiamo rovesciare leggi e padroni
Concentramento in piazza Omonia alle 10,30
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