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Sciopero del PAME in Grecia. Un punto di partenza per nuove lotte

KKE | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

17/07/2013

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Lo sciopero del 16 luglio, con le manifestazioni del PAME [Fronte Militante di Tutti i Lavoratori] ad Atene e in altre 65 città della Grecia contro il disegno di legge su più fronti del governo ND e PASOK, rappresenta un punto di partenza per nuove lotte. Questa legge minaccia di schiacciare i restanti diritti dei lavoratori sia nel settore privato che in quello pubblico, attraverso l'abolizione del Contratto collettivo nazionale di lavoro e la determinazione del salario minimo in base alle necessità della reddittività delle imprese, con migliaia di licenziamenti nel settore pubblico e nelle amministrazioni comunali, attraverso ulteriori tagli alla sanità e nel settore sociale, l'introduzione di nuove categorie di imposte che impongono un saccheggio fiscale ancora più selvaggio sin dal primo euro di reddito, che avrà conseguenze tragiche sulla vita quotidiana delle famiglie operaie e popolari.

Le forze di classe hanno lottato per questo sciopero in condizioni difficili, mentre governo e padroni scatenano un attacco generale e il sindacalismo padronale mina la lotta dei lavoratori. Hanno lanciato il messaggio di una lotta unitaria dei lavoratori nel settore pubblico e privato, insieme ai lavoratori autonomi e ai contadini poveri.

Ad Atene, Piazza Omonia è stata invasa da scioperanti e manifestanti, arrivati prima delle 10:30, dopo essersi riuniti nei loro punti di incontro. Grande è stato il concentramento dello sciopero ed è stata, significativa inoltre la partecipazione dei lavoratori dei centri di lavoro in cui nel recente periodo si sono sviluppate le lotte.

Alla manifestazione ha partecipato il Segretario Generale del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas, che ha commentato: "Si tratta di un mostruoso progetto di legge su diversi fronti. Oltre ai licenziamenti di massa, il saccheggio fiscale, i tagli alla sanità pubblica, vogliamo denunciare il tentativo di generalizzare i contratti individuali di lavoro, portando il salario minimo, ossia un salario da fame, al di sotto dei 500 euro. Il soffocamento che il nostro popolo sta soffrendo, dovrà convertirsi immediatamente in contrattacco popolare di massa. Il popolo deve prendere nelle proprie mani il suo futuro, senza aspettare soluzioni dall'alto, con l'obiettivo di aprirsi una strada prima possibile e rifiutare i nuovi due poli che si stanno creando".

Giannis Tasioulas, quadro del PAME e presidente della Federazione dei lavoratori edili in Grecia ha pronunciato il discorso principale.

Il dirigente del PAME ha dichiarato che: "Si diffonde o prevale tra ampie sezioni di lavoratori nel settore privato, come nella maggior parte dei lavoratori nel settore pubblico, l'opinione che le nuove misure prese dal governo colpiscano solo alcune categorie di funzionari pubblici, che riguardino quelli ben pagati nel settore pubblico.

Quest'opinione è ingannevole, fuorviante e pericolosa. È un veleno. Serve a coloro che vogliono dividere i lavoratori, che vogliono mettere una sezione contro l'altra. Nasconde il carattere unitario dell'offensiva contro tutti i lavoratori, in tutti i settori. L'attacco riguarda i lavoratori, i disoccupati, i lavoratori autonomi, i piccoli e medi contadini, i giovani e le donne. Nessuno è escluso. A rimanere intatti sono il capitale ed i monopoli, i cui interessi vengono sostenuti. L'approvazione del progetto di legge non significa che la lotta sia finita".

Tasioulas ha aggiunto inoltre che: "Abbiamo la responsabilità di illuminare i lavoratori nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche, nei quartieri, mobilitarli in una lotta di rottura, di rovesciamento della politica anti-operaia e anti-popolare e del potere del capitale. Siamo ben consapevoli che la partecipazione a questo sciopero non corrisponde all'offensiva contro la classe operaia e gli strati popolari poveri.

"Sappiamo che molti lavoratori nelle fabbriche, nei centri di lavoro, sotto la pressione dell'intimidazione e delle illusioni che si possa evitare il peggio, credendo di avere un posto di lavoro sicuro o sperando che la situazione possa migliorare con un cambio di governo, non hanno partecipato allo sciopero anche se la loro vita va peggiorando.

"Vogliamo dire con chiarezza che non ci sarà alcuna prospettiva, alcun successo per la classe operaia ed i settori popolari poveri, a meno che questa situazione cambi, a meno che si elevi il livello di organizzazione nei centri di lavoro, nelle fabbriche, nelle grandi imprese ", ha concluso il sindacalista del PAME.

Dopo la manifestazione, i sindacati e le federazioni di classe hanno marciato verso piazza Syntagma in una manifestazione particolarmente massiccia.

 


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