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La guerra imperialista bussa alla nostra porta

Partito Comunista di Grecia | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

09/09/2013

Nota della Sezione Relazioni Internazionali del CC del KKE su temi di attualità

La scorsa settimana Yossi Alpher ha rilasciato un'intervista al quotidiano greco "Kathimerini". Il giornale lo ha presentato ai suoi lettori come "Il noto analista israeliano, per anni ufficiale del Mossad", che ha "servito al centro di sorveglianza dell'esercito israeliano, mentre in seguito è stato direttore del Centro di studi strategici dell'Università di Tel Aviv e ha presentato il piano Alpher per la risoluzione territoriale dela questione palestinese". Questo israeliano altamente qualificato, ha dichiarato che: "Se il presidente Obama non colpisce la Siria, perderà la sua credibilità" e ha aggiunto che "è al merito di Obama se per la prima volta ci sarà una reazione internazionale all'uso delle armi chimiche". Inoltre, non ha escluso attacchi di rappresaglia delle forze armate siriane contro le basi NATO, come quelle in Grecia e che costituiscono una delle "rampe di lancio" della nuova guerra.

Naturalmente, ai nostri giorni non c'è bisogno di essere un agente israeliano per fare tali dichiarazioni "portentose". Da molto tempo Rena Dourou, responsabile della sezione politica estera di SYRIZA ha rilevato che: "La comunità internazionale, guidata dalle Nazioni Unite e dall'Unione europea deve isolare il regime sanguinario (cioè Assad), e contemporaneamente sostenere, politicamente e finanziariamente, le forze dell'opposizione".

Si potrebbe osservare che, alla buonora, gli USA e l'UE hanno ascoltato l'appello della "sinistra radicale" greca (questo è ciò che si intende con SYRIZA) e stanno "affilando i coltelli" della guerra imperialista, pronti a massacrare ancora un altro popolo: il popolo siriano. Con il pretesto dell'uso di armi chimiche, gli imperialisti si sono preparati per mesi a un nuovo inumano attacco, con il "portavoce della sinistra" al fianco, e ogni risma di opportunista, a lodare le loro azioni. Queste persone, proprio perché opportuniste, come i camaleonti sono pronte a versare "lacrime di coccodrillo" per le nuove vittime, gemendo vaghi sospiri pacifisti, senza alcuna sostanza.

Nel mentre, il KKE e la KNE hanno organizzato la prima manifestazione di massa all'Ambasciata degli Stati Uniti ad Atene, e mobilitazioni antimperialiste e contro la guerra in decine di altre città greche. Un forte impatto è scaturito dalla lettera inviata ai mass media da parte dei soldati del 193° Squadrone alle rampe di lancio missilistiche in Eleutheropoli, Kavala, che recita:

"Noi siamo soldati del 193° Squadrone missilistico e guardiamo con orrore il nuovo crimine in preparazione ai danni del popolo siriano. Con il pretesto dell'uso di armi chimiche (che, secondo le prove emerse, è evidente che le sostanze chimiche pericolose sono utilizzate dalle cosiddette forze antiregime), gli Stati Uniti e l'Unione europea stanno preparando un nuovo attacco, mirando a prendere il controllo delle ricchezze naturali della regione e delle vie di trasporto del petrolio.

Sappiamo bene che non hanno mai avuto a cuore i diritti umani e la pace, al contrario li calpestano tutte le volte che a loro è conveniente. Stanno usando esattamente la stessa scusa come hanno utilizzato alcuni anni fa per massacrare il popolo iracheno.

Come soldati greci abbiamo il dovere di difendere i confini del nostro paese. Qualsiasi coinvolgimento, diretto o indiretto, minaccia il nostro paese così come la sovranità e la difesa del popolo.

In quanto figli del popolo greco, facciamo causa comune con il movimento popolare e chiediamo:
- Nessun coinvolgimento, nessuna partecipazione della Grecia nell'intervento imperialista in Siria, in fase di preparazione;
- Chiusura della base [NATO] in Suda;
- Diniego all'utilizzo di infrastrutture a favore di USA-NATO-EE; nessuna installazione e nessun uomo contro la Siria o qualsiasi altro paese della regione.

Insieme al popolo diciamo no alla guerra e alla partecipazione della Grecia in essa".

Lettere simili sono state inviate ai mass media da parte dei soldati che svolgono il loro servizio militare nel campo "Vertsonis" a Limnos e da militari di leva in servizio nel quartier generale Ili della 20° divisione corazzata a Kavala.

I soldati sono estremamente chiari: quando la guerra imperialista "bussa alla nostra porta", non possiamo usare mezzi termini!


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